Furio Radin: «Lunga vita alla nostra amicizia con l’UpT»

ANNIVERSARI UPT Il vicepresidente del Sabor e parlamentare CNI ripercorre memorie personali, incontri e collaborazioni che hanno reso l'Università Popolare di Trieste un punto di riferimento per gli italiani dell'Istria e del Quarnero.

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Furio Radin: «Lunga vita alla nostra amicizia con l’UpT»
Furio Radin. Foto Željko Jerneić

“Celebrare oltre un secolo di storia è una grande cosa. Nel caso dell’Università popolare di Trieste l’onore è persino più grande in quanto stiamo parlando addirittura del 125º anniversario”, ha detto il vicepresidente del Sabor e deputato della Comunità Nazionale Italiana al Parlamento croato, Furio Radin. “Partecipai – ha proseguito – all’evento organizzato nel Comune di Trieste in occasione del centenario della fondazione dell’Ente morale di piazza del Ponterosso. Rammento che la cerimonia fu molto sentita”. “Ma quello che ci accingiamo a festeggiare ora è un doppio anniversario. Oltre alla nascita dell’UpT celebriamo anche i 60 anni di relazioni tra l’Ente morale di piazza del Ponterosso e la nostra Comunità. Una relazione della quale conservo ricordi che risalgono agli inizi. Ricordo il rapporto umano che gli allora collaboratori dell’UpT avevano con noi italiani dell’Istria e di Fiume, parlo dell’istro-quarnerino perché erano quelli i territori che coprivano all’epoca”, ha sottolineato il parlamentare.
L’on. Radin ha raccontato di conservare memoria di collaboratori dell’UpT che ormai soltanto i più anziani ricordano, in primis Luciano Rossit (tra i principali artefici del sodalizio UpT-UI, ricoprì il ruolo di segretario dell’Ente morale del capoluogo giuliano dalla seconda metà degli anni ‘40 al 1997, quando l’incarico fu affidato al figlio Alessandro). “Uno di questi – ha notato – era il signor Facchin, che veniva a casa nostra a portare le borse libro a mio padre che era giornalista (de La Voce del popolo, nda) e a mia madre che era segretaria prima del Liceo e poi della scuola elementare di Pola”. “Oltre ai contatti, ancora non molto strutturati con le nostre istituzioni, i rappresentanti dell’UpT venivano a visitarci a casa e si fermavano a parlare. Così tra le persone s’instaurava un rapporto particolare, direi amichevole e in ogni caso molto sentito”, ha detto il parlamentare, osservando che per gli appartenenti alla CNI si trattava di contatti importanti, “tollerati, ma certamente controllati” dalle autorità agli albori dei Trattati di Osimo.”.

Quando gli abbiamo chiesto di condividere un aneddoto personale legato all’UpT, Radin si è messo subito a parlare del suo viaggio di maturità. “Durò 21 giorni. Arrivammo fino a Salerno. Per noi fu un’esperienza importantissima. All’epoca e parlo del 1967 non si andava molto in Italia per scopi turistici. Noi maturandi non eravamo stati inviati in Italia soltanto per festeggiare la maturità, ma anche per conoscere più a fondo la realtà italiana”. “In quei anni – ancora Radin – noi avevamo poca conoscenza dell’Italia in quanto tale se non per quello che vedevamo in televisione. L’Italia per noi si fermava a Trieste o eventualmente nelle località dove si erano stabilite i nostri familiari partiti con l’esodo; nel mio caso Novara, Rieti, Lucca e Pisa”.

Radin ha affermato che in virtù di questo suo ruolo di ponte l’UpT ha avuto una grande valenza emotiva per gli appartenenti alla CNI. “Questo è la ragione per la quale tra gli alti e i bassi che hanno caratterizzato il rapporto tra l’UpT e la nostra Comunità, in particolare l’Unione Italiana, preferisco ricordare i momenti belli”, ha puntualizzato Radin. “Mi concentro sui momenti belli perché sono stati molto più importanti delle diatribe. Mi riferisco alle scaramucce successe soprattutto nell’ultimo terzo di questi sessant’anni e che più che gli enti stessi hanno riguardato le persone. Schermaglie che dimentico con un auspico. Quello di andare avanti con la collaborazione. Il mio augurio è che prevalga la pace tra due istituzioni che secondo me hanno molto senso quando vanno d’accordo nel produrre cultura e collaborazione in un continuo crescendo di rapporti umani basati sull’amicizia. Insomma, lunga vita all’amicizia tra l’UI e l’Upt”, ha concluso Furio Radin.

Gli appuntamenti del 21 novembre

L’Università Popolare di Trieste, fondata nel dicembre del 1899, celebra quest’anno 125 anni di attività e 60 anni di collaborazione con gli italiani dell’Adriatico orientale. Venerdì, nel capoluogo giuliano, i due anniversari saranno ricordati in forma solenne attraverso una serie di appuntamenti, a partire dalla cerimonia che si terrà in mattinata nella Sala del Consiglio comunale di Trieste, a sottolineare il valore dell’Ente per la città e per il territorio che lo ha visto nascere. Le celebrazioni proseguiranno nel Ridotto del Teatro Verdi, con un incontro dedicato alla lunga collaborazione con le Comunità italiane dell’Adriatico orientale – e non solo – per poi concludersi in serata al Teatro Rossetti, dove andrà in scena la commedia musicale “Aggiungi un posto a tavola”.
In vista di questa doppia ricorrenza, abbiamo chiesto ai deputati della Comunità Nazionale Italiana nei Parlamenti di Croazia e Slovenia di raccontarci il loro legame personale con l’Ente morale di piazza del Ponterosso e di condividere una riflessione sulle prospettive future dei rapporti tra la CNI e l’UpT.

L’intervista con il presidente dell’Università popolare di Trieste, Edvino Jerian la potete leggere QUI

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