Finanziamento pubblico dei partiti
Un referendum per il no

La raccolta di firme per l’abolizione del sostegno da Bilancio può contare sul sostegno di Barriera umana

La raccolta di firme contro il finanziamento pubblico ai partiti. Foto Grgo Jelavic/PIXSELL

“I cittadini sono entusiasti. Nonostante il maltempo abbia segnato l’avvio della raccolta di firme siamo riusciti a superare il blocco e avviare il dibattito sul finanziamento pubblico ai partiti”. Lo rende noto Denis Martinić, membro del Comitato organizzativo dell’iniziativa civica “Prendete i soldi ai partiti” (Uzmite novac strankama) che punta a raccogliere un numero di sottoscrizioni sufficiente a determinare l’indizione di un referendum sull’abolizione del finanziamento dei partiti con mezzi di Bilancio. Un’iniziativa che al momento può contare sul sostegno di una sola forza politica, Barriera umana (Živi zid), che per voce del segretario generale e capolista alle Europee, Tihomir Lukanić, invita tutti i cittadini ad aderire alla raccolta di firme “per porre fine a un’epoca triste e buia della recente storia croata e per contribuire alla creazione di un sistema nel quale non ci sarà posto per i partiti parassiti” Spiegando i motivi dell’adesione all’iniziativa ha spiegato: “Raccogliamo le firme per dare modo ai cittadini di esprimersi a riguardo. Possiamo cambiare il sistema politico in modo radicale. La democrazia diretta è l’espressione più alta della democrazia, uno strumento che consente ai cittadini di dire la loro sull’operato degli organi del potere”.
Un sostegno che non sorprende considerato il profilo della formazione presieduta da Ivan Vilibor Sinčić che sin dalla sua comparsa sulla scena politica si è presentato come una forza antisistema impegnata a ridisegnare le logiche del funzionamento dei partiti. L’iniziativa tesa a imporre uno stop ai finanziamenti pubblici in questo senso non fa altro che dare forma a un cavallo di battaglia, fortemente sentito anche dai loro partner a livello europeo, il Movimento 5 Stelle di Luigi Di Maio.
“In Croazia sta prendendo piede una tendenza che imprime una forte impronta statunitense alle procedure elettorali”, ha aggiunto Ivan Pernar, a cui avviso l’unico sistema logico consiste nel creare un sistema che vedrà i partiti “dipendere esclusivamente dagli importi raccolti dal versamento delle quote da parte degli associazioni e dalle donazioni ottenute”. La situazione attuale, invece – ha affermato – “fa sì che a decidere il vincitore delle elezioni sia l’importo di denaro che la forza politica ha a disposizione e non la volontà popolare”. “Desideriamo che a decidere le elezioni siano i cittadini e non le élite”, ha aggiunto Pernar, a cui avviso “il momento giusto per discutere del finanziamento dei partiti e delle loro campagne elettorali e proprio mentre è in corso una campagna elettorale”. Pienamente concorde con Pernar è Martinić che pur evidenziando che gli attivisti sono ben consapevoli che raggiungere l’obiettivo sarà difficile “ma confidano di riuscire a raccogliere il numero di firme sufficienti per arrivare al referendum su questo tema, perché crediamo che di giorno in giorno i cittadini diventino sempre più consapevoli del potere insito nella loro firma e nel loro voto”.
Nel caso in cui venga indetto il referendum con questo sarà proposto di modificare la Costituzione nel senso di vietare il finanziamento dei partiti con i mezzi del Bilancio nazionale, ma anche con i mezzi dei Bilanci comunali, municipali e regionali, nonché con i fondi pubblici in dotazione ai Comitati di quartiere. La raccolta di firme avviata domenica scorsa si protrarrà fino a domenica 26 maggio, giorno in cui si voterà per le Europee. Stando a quanto reso noto dal Comitato organizzativo dell’iniziativa civica “Prendiamo i soldi ai partiti” gli stand per la raccolta delle firme sono operativi su tutto il territorio nazionale e i volontari sono più di 4.000, la metà dei quali sono attivisti di Barriera umana.
“Un’iniziativa che bene s’inserisce nelle logiche anarchiche di Barriera umana”, ha commentato l’eurodeputato uscente e candidato dell’HDZ alle Europee, Dubravka Šuica, a cui avviso i rischi insiti nell’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti sono tanti e gravi. “A differenza di quanto sostengono gli attivisti dell’iniziativa civica e di Barriera umana, in assenza del finanziamento pubblico soltanto chi è molto ricco potrebbe fondare un partito e partecipare alle elezioni. Ritengo che la proposta si collochi nel solco anarchico e non credo sia una buona cosa. Il livello di democraticità dei partiti riflette il livello di democraticità del Paese e pertanto non condivido la proposta”, ha detto la Šuica, dichiarandosi scettica sulle possibilità di successo dell’iniziativa.

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