Cresce il malcontento. Dopo le scuole, ora anche la Polizia

La Polizia si lamenta del proprio status materiale e sociale. Foto Goran Stanzl/PIXSELL

In arrivo nuovi guai per il governo. Dopo le scuole, che da ieri hanno chiuso i battenti in tutto il Paese fino all’approvazione delle richieste dei sindacati di categoria, ora anche la Polizia sta pensando a un’agitazione. Nell’annunciare il proprio appoggio allo sciopero degli insegnanti, il sindacato dei funzionari di polizia ha reso noto di voler lottare per lo status materiale e sociale degli agenti. Nella nota emessa oggi, questo sindacato, sottolinea che le forze dell’ordine “sono nella stessa posizione degli insegnanti, poiché non sono pagati adeguatamente per il lavoro pericoloso che svolgono”. “L’unica differenza – si legge ancora – è che nel settore dell’istruzione i sindacati operano tutti nella stessa direzione, che si siedono al tavolo delle trattative con argomenti validi e non si lasciano abbindolare. La polizia, invece, deve fare affidamento sui sindacati degli impiegati nei servizi statali, che sono soltanto uniti nel dire di sì e firmare tutti i documenti che vengono messi davanti a loro”.
Il sindacato dei funzionari di polizia, inoltre, va contro i vertici del Ministero degli Interni, che “da anni discrimina la nostra organizzazione sindacale, mentre con le altre tre sigle concorda i passi da intraprendere che danneggiano lo status degli agenti”.
Perciò, il sindacato dei funzionari di polizia organizzerà un sondaggio per capire se tutti gli agenti, indipendentemente dall’appartenenza a qualche sigla sindacale, è favorevole allo sciopero e alle forme di protesta.

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