Corva all’attacco: «Pochi giornalisti e spazi ridotti per i programmi italiani»

Al suo debutto nel Consiglio delle minoranze nazionali, il deputato della CNI e presidente dell’UI punta il dito contro l’HRT: «A rischio le trasmissioni di Radio Fiume e Radio Pola»

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Corva all’attacco: «Pochi giornalisti e spazi ridotti per i programmi italiani»

Marin Corva non perde tempo. Al suo debutto nella veste di membro del Consiglio delle minoranze nazionali della Repubblica di Croazia (incarico assunto d’ufficio con l’entrata in Parlamento, nda), il deputato della CNI al Sabor e presidente dell’Unione Italiana è partito subito all’attacco su uno dei temi più sentiti dai connazionali. Nel corso dell’audizione dei rappresentanti della Radiotelevisione pubblica croata (HRT), intervenuti oggi, 24 settembre, alla seduta del Consiglio presieduto da Tibor Varga per presentare il Rapporto dell’HRT sulla produzione, co-produzione e trasmissione dei programmi informativi dedicati alle minoranze nel corso del 2025, Corva ha esposto l’insoddisfazione della CNI in relazione al minutaggio dei programmi in lingua italiana trasmessi sulle frequenze di Radio Fiume e di Radio Pola, come pure per il numero di giornalisti che nelle due emittenti sono chiamati a realizzare i contenuti in lingua italiana.
“Non siamo contenti del minutaggio concesso ai programmi in lingua italiana, in particolare a Fiume, ci impensierisce il numero dei giornalisti e ci preoccupa la dinamica legata al turnover dei dipendenti ritiratisi in pensione o che decidono di cambiare datore di lavoro. A Fiume i programmi italiani possono fare affidamento su due persone, mentre sappiamo che in passato erano in tre e in certi periodi la redazione poteva fare affidamento anche su un collaboratore esterno. A Pola, in seguito a un’assunzione recente, i giornalisti sono nuovamente due, ma per mesi a curare i contenuti in lingua italiana è stata una sola persona”, ha affermato Corva, rilevando che si tratta di un organico insufficiente a garantire la sicurezza delle trasmissioni in lingua italiana. “Le persone – ha rilevato – possono ammalarsi e devono poter usufruire delle ferie e degli altri congedi contemplati dal loro contratto di lavoro senza che per questo la programmazione, apprezzata non solo dai connazionali bensì dagli ascoltatori in generale, debba risentirne”.

Eliana Čandrlić Glibota e Danijel Labaš

Non si trovano giornalisti
“Lei bussa a una porta aperta”, gli ha replicato Danijel Labaš, presidente del Consiglio per i programmi dell’HRT. “Ho sempre sostenuto tutte le iniziative tese a rafforzare l’organico delle nostre emittenti. Mi occupo della formazione dei giornalisti e sono ben consapevole che in circolazione ci sono persone che potrebbero contribuire ad aumentare la qualità del nostro servizio”, ha aggiunto Labaš. Un segnale di apertura è arrivato anche da parte della caporedattrice dei programmi della Radio croata (HR), Eliana Čandrlić Glibota, che anche in virtù del suo trascorso nell’emittente del capoluogo quarnerino si è detta consapevole delle sfide di Radio Fiume e Radio Pola, come pure di Radio Osijek per quanto concerne la programmazione in lingua ungherese. “I bandi per l’assunzione di nuovo personale li pubblichiamo costantemente. Purtroppo succede spesso che i medesimi vadano deserti. Non è un fenomeno che riguarda unicamente i programmi in lingua italiana”, ha puntualizzato, precisando però che l’HRT si aspetta che i suoi dipendenti soddisfino determinati requisiti professionali e qualitativi linguistici e che su questo fronte non saranno fatte concessioni. Corva ha ringraziato i suoi interlocutori per le risposte e ha auspicato che a breve si possano organizzare degli incontri per stabilire i passi concreti da compiere per trovare soluzioni soddisfacenti per tutti.

Marin Corva e i rappresentanti dell’HRT. Nella foto s’intravede anche il deputato Vladimir Bilek (primo a destra),

Il monito di Bilek
Nel corso del dibattito, oltre all’on. Corva, sono intervenuti pure il presidente del Consiglio, Tibor Varga, e i deputati Dragana Jeckov, Milorad Pupovac, Veljko Kajtazi e Vladimir Bilek. Hanno contestato il fatto che il Rapporto sia costituito sostanzialmente da un elenco di dati statistici legati al minutaggio (aumentato nel complesso di circa il 12 p.c. rispetto all’anno precedente e superiore ai criteri stabiliti per legge, nda) dei programmi rivolti alle minoranze nazionali o che trattano temi connessi alle medesime. Hanno sollecitato i dirigenti dell’HRT – che attualmente si trova in una sorta di limbo nell’attesa che siano scelti i nuovi vertici aziendali – a rispettare gli standard fissati dalla Legge costituzionale sui diritti delle minoranze nazionali, come pure gli impegni assunti con il Governo nell’ottica della programmazione rivolta alle minoranze nazionali. Bilek (presidente del Gruppo parlamentare dei deputati delle minoranze nazionali), inoltre, ha avvertito la delegazione dell’HRT che in futuro non parteciperà alle sedute del Consiglio nelle quali si discuterà dell’HRT se i rappresentanti della medesima si ostineranno a non trovare il tempo per organizzare gli incontri pattuiti con i rappresentanti delle minoranze nazionali.

Tibor Varga (in piedi) porge il benvenuto alla delegazione dell’HRT.

Varga loda Panorama
Oltre al Programma dell’HRT, i membri del Consiglio, riunitisi come di consuetudine ai Banski dvori (all’incontro ha presenziato anche il segretario di Stato in seno al Ministero della Cultura e dei Media, Mladen Pavić, nda), hanno tracciato il bilancio dell’utilizzo dei fondi del Bilancio dello Stato 2025 per i programmi di attuazione dell’autonomia culturale da parte delle associazioni e delle istituzioni delle minoranze nazionali. Nel 2025 sono stati distribuiti quasi 11,4 milioni di euro, il 12,9% in più rispetto all’anno precedente (nel 2026 le erogazioni sono aumentate ulteriormente attestandosi attorno ai 13 milioni di euro). La CNI è tradizionalmente uno dei principali beneficiari di queste risorse. Come illustrato dal presidente della Giunta Esecutiva dell’Unione Italiana, Paolo Demarin, pochi giorni fa a Verteneglio, durante l’ultima riunione della Giunta, quest’anno l’UI ha ottenuto dal Consiglio circa 313mila euro.
Interpellato in merito all’importo che potrebbe essere messo sul piatto nel 2027, Varga ha spiegato che bisogna attendere l’approvazione della Legge di bilancio per l’anno venturo. Considerato che negli ultimi 10 anni l’Esecutivo ha costantemente aumentato le risorse destinate al Consiglio, Varga ha detto di reputarsi ottimista. E a proposito dei mezzi destinati all’informazione nelle lingue delle Comunità nazionali (un servizio che rientra nel concetto di autonomia culturale, nda) – contributi rimasti nella maggior parte dei casi grosso modo invariati negli ultimi anni, nonostante l’aumento dell’inflazione –, Varga ha chiarito che la ripartizione dei mezzi non spetta al Consiglio, bensì all’apposita commissione. Ha però rilevato che i mezzi d’informazione sono importantissimi per le Comunità nazionali in quanto ne costituiscono “la finestra sul mondo”. “Esistono delle testate straordinarie, come ‘Panorama’ (Edit, nda) o ‘Jednota’ (settimanale in lingua ceca pubblicato a Daruvar, nda), che propongono contenuti straordinari”, ha dichiarato Varga durante il punto stampa al termine della riunione.

Nominate le commissioni
E nel prosieguo della riunione il Consiglio ha provveduto a due nomine cruciali per la gestione delle prossime scadenze. Sono state istituite sia la Commissione per l’apertura delle domande del Bando pubblico per l’assegnazione dei fondi per l’attuazione dell’autonomia culturale per il 2027, sia la Commissione incaricata di decidere la ripartizione dei fondi a favori di associazioni e istituzioni delle Comunità nazionali per il medesimo anno. Quest’ultima sarà presieduta da Zvonko Kostelnik, che subentrerà così a Branka Baksa, la quale ha chiesto di essere esonerata per ragioni di salute. È stato annunciato che le associazioni e le istituzioni delle Comunità nazionali potranno iniziare a notificare le richieste di finanziamento a partire dal 1º ottobre prossimo (il 2 ottobre a Zagabria sarà organizzato un corso di aggiornamento per i rappresentanti dei potenziali beneficiari). Al termine della riunione Varga ha annunciato che in vista delle elezioni in programma l’anno prossimo (probabilmente a maggio) per il rinnovo dei Consigli delle minoranze nazionali a livello regionale e locale, ovvero per l’elezione dei rappresentanti delle minoranze nazionali, il Consiglio pubblicherà un vademecum e che il 12 ottobre al Palaconcerti Vatroslav Lisinski di Zagabria si svolgerà l’edizione 2026 della rassegna “Manifestazione della creatività culturale delle minoranze nazionali della Repubblica di Croazia”.
Il Consiglio – istituito ai sensi della Legge costituzionale sui diritti delle minoranze nazionali approvata dal Sabor il 13 dicembre 2002 –, si ricorda, è l’organo apicale delle comunità minoritarie in Croazia. Tra le sue prerogative principali vi è la gestione e la ripartizione dei fondi del Bilancio statale erogati a sostegno dell’autonomia culturale.

La riunione del Consiglio delle minoranze nazionali della Repubblica di Croazia si è svolta come da prassi ai Banski dvori

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