Coronavirus. Un motivo in più per collaborare

Jurij Giacomelli, presidente del Forum italo-sloveno, lancia un appello all’opinione pubblica

Jurij Giacomelli, presidente del Forum italo-sloveno. Foto: Goran Žiković

L’emergenza legata al coronavirus sta mettendo a dura prova l’economia mondiale. In Europa è probabilmente l’Italia a vedersi costretta a fronteggiare le sfide più ardue. Il sostegno dei suoi principali partner commerciali e dei Paesi limitrofi è indispensabile affinché non vengano compromessi rapporti socioeconomici che hanno garantito per decenni il benessere a milioni di persone. Jurij Giacomelli, presidente del Forum italo-sloveno, ha rivolto un appello all’opinione pubblica slovena e internazionale affinché in questo delicato momento storico, prevalga il buonsenso.
Senso di responsabilità
“Carissimi soci ed amici del Forum italo-sloveno – si legge nella lettera aperta firmata da Giacomelli –, vi scrivo in questi giorni in cui la distanza tra le persone è diventata un obbligo di sopravvivenza, sebbene più che mai ci serva la vicinanza, l’azione comune e il senso responsabile di collettività. In questo messaggio vorrei esprimere gratitudine a tutti coloro i quali combattono per la vita e la salute dei più colpiti in questa difficile e complessa situazione, alla quale ci ha costretti l’epidemia del coronavirus”. “Desidero rivolgermi con altrettanta gratitudine – ha scritto Giacomelli – a tante persone tra di voi, che si sono già prestate a diffondere informazioni tempestive e precise, e a soccorrere altri per facilitare l’adattamento delle nostre vite alle nuove circostanze. Penso soprattutto all’adattamento alle misure di precauzione e di emergenza intraprese negli ultimi giorni da entrambi i governi, italiano e sloveno, alle esperienze condivise su come comportarsi per evitare il contagio e per contenere la diffusione dell’epidemia, specie per chi ha dovuto adattarsi al nuovo regime di circolazione e spostamento vicino ai confini nazionali”. “Non di minore importanza sono le informazioni che riguardano il campo di lavoro e d’impresa. È importantissimo che il sistema economico di entrambi i Paesi continui a provvedere l’essenziale nei prossimi giorni e settimane. È importante limitare i danni economici, affinché si riesca a riattivare appieno l’economia e gli scambi commerciali non appena possibile”, ha sottolineato il presidente del Forum italo-sloveno.
Forza collettiva
“Quindi, vorrei riconoscere l’enorme forza collettiva dimostratasi nell’impegno dei diplomatici, degli addetti alla pubblica amministrazione, dei sistemi sanitari e dell’ordine pubblico di entrambi i Paesi, come da parte di chi lavora nelle scuole, nei media, nelle imprese ed nelle altre sfere professionali e sociali. Proprio con questa motivazione vorrei condividere con voi informazioni essenziali – alcune fornitemi dall’Ambasciata d’Italia a Lubiana – e che ritengo essere guide utili e rilevanti per un prosieguo efficace del nostro impegno collettivo per sconfiggere l’epidemia, che non conosce confini nazionali e che non risparmia nessuno”, ha osservato Giacomelli. “L’Italia – ancora il presidente del Forum –, che è uno dei Paesi più colpiti in assoluto dall’epidemia del coronavirus, sta combattendo in prima linea una battaglia nell’interesse di tutti i Paesi europei. In questi giorni le strutture sanitarie, il sistema produttivo e la rete di trasporti del Paese sono fortemente sollecitati. Siamo proprio noi del Forum i testimoni più diretti dei rapporti intensi e reciproci tra i nostri due Paesi. È di massima importanza continuare a lavorare insieme mantenendo ai massimi livelli lo scambio d’informazioni delle merci e delle persone”.
Il peso dell’Italia
“Come sappiamo bene, l’Italia è il secondo partner commerciale della Slovenia. La Slovenia rappresenta un partner commerciale importante per l’Italia, ben al di sopra delle sue relative dimensioni, sia per quanto riguarda i volumi di scambio sia per la sua posizione di vicinato, apertura e tramite. Quindi, il contributo maggiore che si possa ricevere da chi ha a cuore le sorti dell’Italia e della Slovenia, in queste circostanze difficili, è quello di rinforzare la consapevolezza di quanto sia importante garantire lo scambio commerciale e diffusione a tutti i livelli delle seguenti informazioni”, ha sottolineato il presidente del Forum italo-sloveno.
“Il sistema produttivo italiano – ha rilevato – continua ad essere operativo. Le sue imprese continuano a rispettare ordinativi e commesse. È importantissimo tenere aperte le frontiere alla circolazione delle merci e rimuovere ogni ostacolo ai trasporti in entrambi i sensi per evitare le ripercussioni gravi non solo per l’Italia, ma anche per la Slovenia e per tutti i Paesi europei.
Criteri scientifici
Non c’è nessuna evidenza scientifica che il COVID-19 venga veicolato attraverso le merci, meno che mai dalle produzioni agroindustriali italiane. Frutta, latte, mangimi animali e prodotti lavorati del settore alimentare italiano sono assolutamente sicuri. E come abbiamo potuto leggere in alcuni media sloveni, una buona parte dei prodotti alimentari che fanno parte dell’approvvigionamento essenziale per i consumatori sloveni, proviene proprio dall’Italia”. “Le regioni di confine da un lato e dall’altro prosperano soprattutto grazie alla frontiera aperta. È quindi importantissimo continuare a preservare il movimento dei transfrontalieri e garantire il flusso delle merci. È cruciale evitare di far circolare fake news riguardanti l’Italia, ma anche la Slovenia. E continuiamo ad impegnarci a condividere le informazioni accurate e utili”, ha segnalato Giacomelli.
Mantenere il rispetto
“Manteniamo il rispetto per chi si è trovato in disagio, per chi combatte giorno e notte per la propria vita e per le vite degli altri, tra cui tanti malati gravi, medici, vigili, corpi della polizia e dei carabinieri, la protezione civile ed altri addetti impegnati a vigilare la situazione ed a gestire la crisi. In quest’elenco non faccio distinzione tra chi si impegna in Italia e chi si impegna in Slovenia, poiché l’epidemia è una sola, che dobbiamo sconfiggere insieme. Mi riferisco specificatamente a quanto sia sbagliato, irrispettoso e nocivo dare la sensazione che la malattia si diffonda per colpa di chi è contagiato, screditando ulteriormente gli sforzi enormi fatti sin qui per mantenere in piedi i sistemi produttivi e le istituzioni sociali”, ha dichiarato il presidente del Forum italo-sloveno “L’esempio fondamentale – ha proseguito – è il sistema sanitario, già molto provato in Italia e sotto una pressione crescente anche in Slovenia. Siamo proprio noi che dobbiamo contrastare a tutti i livelli, sia quello istituzionale, commerciale, professionale e persino familiare l’atteggiamento inappropriato e la mancanza di compassione e comprensione per la complessa situazione che stiamo tutti affrontando. Non dubito sia questo il modo più efficace di aiutare entrambi i Paesi”.
Il ruolo del Forum
“Infine, invito tutti a rimanere vigili e partecipi nella nostra comunità e di condividere ogni ulteriore riflessione e suggerimento che possa essere di ausilio a fronteggiare un’emergenza che non ha precedenti nella storia recente dei nostri Paesi, nemmeno della nostra Europa. Il Forum nasce proprio dallo spirito di azione collettiva e responsabile atto a promuovere la condivisione più profonda e proficua tra l’Italia e la Slovenia in un contesto europeo. Proprio oggi, quando gli abbracci e le strette di mano non sono consentiti, più che mai il rispetto, la compassione e l’azione comune possono avvicinarci ulteriormente e renderci, italiani, sloveni, ma anche molto europei”, ha concluso Giacomelli.

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