Comunità di Zara: fu un incontro «movimentato»

Visita di Tremul. Botta e risposta

Comunità degli Italiani di Zara

ZARA | Il caso Zara continua a far discutere. Ieri ci è pervenuta in redazione una nota firmata da Franco Marussich, Eugen Sikirić, Suzy Morena Calmetta, Eugenia Sikirić e Leonardo Caruz, che si definiscono soci del sodalizio di via Borelli. Nella nota i firmatari si soffermano sulla visita, avvenuta il 10 luglio scorso, del presidente dell’Unione Italiana, Maurizio Tremul, “venuto per conoscere il nuovo direttivo della Comunità degli Italiani zaratina”.

«Bloccati sulla porta»

In questo contesto rilevano di essersi recati nella sede con l’intento “di partecipare alla riunione e parlare con Maurizio Tremul”. Affermano però di essere “stati bloccati sulla porta dal signor Stefano Parisatti” che non li ha fatto entrare “in quanto la Comunità era chiusa per una riunione privata riservata solo ad alcuni soci”. Nella nota si rileva ancora che il neopresidente Igor Karuc quanto è arrivato ha intimato loro “in modo arrogante” di uscire dalla Comunità degli Italiani “facendo valere la sua mole imponente”. Nel comunicato si afferma ancora: “Infuriato ha chiamato tutti i ‘suoi’ in sala riunioni, mentre noi, sette persone, siamo rimasti ad aspettare Tremul che è arrivato poco dopo con la moglie. Alla nostra richiesta di partecipare alla riunione ha risposto con determinazione che non eravamo stati invitati dal presidente Karuc ed era suo diritto farlo, ma che ci avrebbe comunque ricevuto al termine della seduta. Siamo quindi rimasti seduti nella sala attigua a quella in cui si è tenuta, a porte chiuse, la riunione”.

L’arrivo del poliziotto

Dopo circa 30 minuti, prosegue la nota, “è arrivato un poliziotto che dopo aver parlato con Igor Karuc ci ha invitati a lasciare la sede della Comunità”.
I firmatari del comunicato rilevano ancora di aver spiegato all’agente delle forze dell’ordine che erano in attesa di parlare con il presidente dell’UI Maurizio Tremul. Aggiungono che Igor Karuc ha inveito contro tutti loro, “alzando la voce e facendo pressione anche fisica su Susy Morena Calmetta ed Eugen Sikirić”. A quel punto, affermano, “il poliziotto ha trattenuto Karuc che era infuriato e ci ha pregati di uscire per scongiurare il peggio. I firmatari della nota rilevano di aver avuto in seguito al bar un colloquio di circa 30 minuti con Tremul dal quale hanno ottenuto “qualche risposta” alle loro domande e concludono: “Riteniamo gravissimo quanto accaduto. Anche Tremul ha confermato la gravità del fatto pur sostenendo di non aver sentito nulla e di non essersi accorto di quanto stesse accadendo”.

Karuc: «Vogliono fare scandalo»

Da noi contattato il neopresidente della CI, Igor Karuc, ha ribadito che nessuno aveva invitato i firmatari della nota a presenziare all’Assemblea, per cui hanno dovuto andarsene. “Non so quale bugia abbiano detto. Susy Morena Calmetta non è iscritta come socia, nemmeno Leonardo Caruz. Vogliono fare soltanto scandalo”, ha affermato il presidente. Ha aggiunto che ormai “da due anni 15 persone prendono in giro 250 soci”, puntualizzando che alle loro “provocazioni” “noi rispondiamo ricorrendo alle vie legali e se necessario anche alla Polizia”. Karuc ha dichiarato ancora di essere impegnato a mettere ordine nei conti della Comunità e a creare le condizioni perché possano tornare alla CI i soci storici. Sempre in tema di conti ha aggiunto che sarà sporta denuncia alle autorità amministrative e finanziarie per fare chiarezza sulle spese sostenute della vecchia dirigenza del sodalizio.

Tremul: «La CI aperta a tutti»

Il presidente dell’Unione Italiana, Maurizio Tremul, chiamato in causa nella nota, ci ha dichiarato che era nella sala grande a parlare con l’Assemblea e di non aver visto quanto successo fuori. Ha detto di aver notato comunque l’uscita di Karuc dalla sala e l’arrivo del poliziotto. “Reputo sbagliato questo comportamento. Dal mio punto di vista la CI dev’essere aperta a tutti. Non si mandano via i connazionali”, ha rilevato Tremul, puntualizzando però che il presidente del sodalizio, alla pari della dirigenza di qualsiasi istituzione, ha tutto il diritto di decidere lui chi deve fare parte della delegazione ufficiale. Tremul ha sottolineato di aver ribadito questa posizione alle persone che volevano parlare con lui e di aver avuto un colloquio con loro dopo l’incontro ufficiale con la dirigenza della CI. Ho parlato con tutti in maniera tranquilla, ha concluso il presidente dell’UI.

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