Chi sono i cinesi (forse) interessati a salvare la cantieristica croata?

CSIC. Una ditta enorme, leader nel mondo dell’industria navale

Foto: Dusko Marusic/PIXSELL

Alla riunione con il premier Andrej Plenković hanno presenziato il presidente della Direzione della CSIC Hu Wenming, il componente della Direzione Dong Xuebo, il vicepresidente He Jiwu, l’assistente del presidente Xu Ziqiu, il direttore del settore internazionale Li Yanqing, il direttore del settore di gestione Yang Weizan, il capo dell’amministrazione Yang Sheng, l’interprete Qian Yu, il presidente della Dalian Shipbuilding Heavy Industry, Yang Zhizhong, il membro della Direzione Wang Xiaohai, i vicepresidenti Liu Zhigang e Cai Zhuyi, l’avvocato Gu Yiaogang, la direttrice del settore bancario per gli investimenti Wang Ling e il direttore del settore per le aggregazioni e le acquisizioni Feng Xinzheng. Una delegazione quindi, ai massimi livelli, sotto tutti i punti di vista.
Gli esperti dei cantieri navali cinesi avevano già esaminato la situazione all’Uljanik all’inizio dell’anno, quando erano entrati nella data room. All’epoca avevano dimostrato interesse per la società polese Tomislav Debeljak e la Fincantieri, la Smart Holding ucraina, l’australiana Scenic e il consorzio tedesco Elsflether i Pella Sietas. Però poi quasi tutti si erano tirati indietro.
Sembrava che anche i cinesi fossero scettici sull’opportunità d’investire a Pola e Fiume, ma l’arrivo in Croazia del premier cinese Li Keqiang ha ribaltato la situazione. Secondo fonti ufficiose, dopo aver cenato con il premier Plenković, il primo ministro di Pechino avrebbe telefonato in piena notte al direttore della CSIC, chiedendogli di riflettere ancora una volta sulla possibilità di investire nell’Uljanik.

Un’azienda statale

La China Shipbuilding Industry Corporation (CSIC) è di proprietà dello Stato cinese. Ha sede a Pechino e realizza un utile annuo di 42 miliardi di euro. Con i suoi 150mila dipendenti, è la società navalemeccanica più grande al mondo. La CSIC è uno dei due giganti della cantieristica in Cina e costruisce le navi soprattutto nei cantieri navali situati nel nord ovest del Paese. A sud est, invece, c’è il secondo gigante della cantieristica mondiale, ovvero la China State Shipbuilding Corporation (CSSC), che realizza un utile annuo di 30 miliardi di dollari.
La CSIC è stata fondata nel 1999 ed è costituita da centinaia di aziende. Per avere un’idea di quanto sia enorme, basti pensare che comprende 30 istituti navali e 10 laboratori di ricerca. La società costruisce praticamente tutto ciò che galleggia, dalle navi civili e militari, alle piattaforme petrolifere, agli impianti eolici, nonché tutta l’attrezzatura necessaria ad allestire sia le navi, sia gli impianti industriali, oltre ai motori diesel e alle turbine. Il valore delle proprietà della CSIC si stima sui 65 miliardi di dollari.

Nuove tecnologie

Secondo voci ufficiose sembra che il motivo della possibile acquisizione dell’Uljanik sia l’ottenimento di nuove tecnologie, perché la cantieristica cinese ha attualmente seri problemi, perciò con l’acquisto potrebbero arrivare a tecnologie in grado di farla diventare ancora più concorrenziali sul mercato globale. La CSIC, unitamente alla compagnia Dalian, ha trasformato l’incompleta portaerei sovietica Varyag nella moderna portaerei cinese Liaoning, che fa parte della marina militare di Pechino dal 2012.
Non si sa ancora quali siano le reali intenzioni della società cinese in merito ai cantieri navali di Fiume e di Pola. Anche perché si sa che l’intero Gruppo Uljanik potrebbe essere rilevato anche dopo un eventuale avvio del procedimento fallimentare.
Infatti anche se il Tribunale commerciale decidesse di avviare tale procedimento, ciò non significherebbe ancora la fine della cantieristica di Fiume e Pola. Infatti, il curatore fallimentare, unitamente al Consiglio dei creditori (che si forma subito dopo l’avvio del fallimento), può continuare a condurre normalmente la gestione dell’azienda, soprattutto se ci sono progetti in corso.

Facebook Commenti