Bollette e servizi spingono l’inflazione croata: +3,8% in un anno

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Bollette e servizi spingono l’inflazione croata: +3,8% in un anno
Foto: Srecko Niketic/PIXSELL

La Croazia chiude novembre con un nuovo aumento dell’inflazione e si posiziona al secondo posto nell’eurozona per crescita dei prezzi. Lo confermano i dati preliminari diffusi dall’Istituto nazionale per la statistica (DZS) e dall’Eurostat, che fotografano un quadro di rallentamento nell’Unione europea, ma di nuova accelerazione nel Paese.

Prezzi in crescita: +3,8% su base annua

Secondo la prima stima del DZS, i prezzi al consumo in Croazia sono aumentati del 3,8% su base annua rispetto a novembre 2024. Su base mensile, rispetto a ottobre, l’aumento è stato dello 0,6%.

Si tratta di un leggero peggioramento rispetto al mese precedente, quando l’inflazione annua si era attestata al 3,6%. Dopo un’estate caratterizzata da valori oscillanti tra il 4,1 e il 4,2%, la dinamica dei prezzi torna dunque a rafforzarsi.

I settori che spingono l’aumento

A trainare la crescita sono in particolare servizi, energia e alimentari: servizi +6,6%, energia +5,3%, cibo, bevande e tabacco +4,1%.

Unica voce in calo è quella dei beni industriali non energetici, che registrano una flessione dello 0,1% e contribuiscono in parte a frenare l’impennata generale.

Su base mensile, l’energia è aumentata del 3,6%, mentre i prezzi dei servizi e degli alimenti sono rimasti stabili.

Eurozona: solo l’Estonia fa peggio della Croazia

Il dato più significativo arriva dall’Eurostat: l’inflazione armonizzata a novembre in Croazia è stata del 4,3%, la seconda più alta dell’eurozona: Estonia: 4,7%, Croazia: 4,3%, Austria: 4,1%,

A livello europeo, l’Eurostat stima l’inflazione dell’eurozona al 2,2%, in lieve aumento rispetto al 2,1% di ottobre. In altre parole, mentre buona parte dell’area euro continua a beneficiare di un lento rallentamento dei prezzi, la Croazia fa registrare segnali di tensione, con un trend che preoccupa in particolare per i costi legati a servizi e energia.

Il DZS renderà noti i dati definitivi sull’inflazione di novembre il 15 dicembre, con l’elaborazione dettagliata secondo la classificazione ECOICOP. Gli analisti seguiranno con particolare attenzione l’andamento dei prezzi energetici, un settore che negli ultimi mesi si è confermato decisivo per la dinamica inflazionistica nel Paese. Se la spinta dovesse proseguire anche a dicembre, il 2025 rischia di chiudersi con un dato significativamente più alto della media europea.

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