Bilinguismo: uno statuto modello per le realtà istriane

Ivor Hreljanović

TORRE | La Comunità degli Italiani di Torre ha ospitato ieri sera la decima seduta ordinaria del Consiglio della minoranza nazionale italiana autoctona della Regione istriana. Subito in apertura il presidente Gianclaudio Pellizzer ha salutato gli ospiti tra i quali il deputato della CNI al Parlamento di Lubiana Felice Žiža e il giornalista Ezio Giuricin che ha informato i presenti sul convegno, tenutosi a Trieste il 24 ottobre, intitolato “Italiani dell’Adriatico orientale: un progetto per il futuro” e portato i saluti del presidente del Circolo “Istria” Livio Dorigo. A dare il benvenuto, nelle sue vesti di “padrona di casa”, ovvero di presidente del sodalizio locale, è stata anche la vicepresidente del Consiglio CNI Roberta Stojnić.

La realtà peculiare di Torre

A intervenire in apertura è stato anche il vicesindaco di Torre Gaetano Benčić, che ha toccato il tema del bilinguismo “che a Torre vive nel tessuto umano grazie alla buona volontà dei compaesani che parlano in italiano”. Per non disperderlo, a detta di Gaetano Benčić, servono due cose: un ufficio a livello regionale per il bilinguismo che sia di supporto ai Comuni più piccoli per quanto riguarda la documentazione in italiano e la reintroduzione dell’italiano nella scuola della maggioranza. Entrambi questi punti si sono trovati all’ordine del giorno.
In seguito è intervenuto il deputato della CNI al Parlamento sloveno Felice Žiža, che ha fatto un paragone tra il Consiglio CNI e il ruolo e il peso politico della CAN costiera in Slovenia che, a suo avviso, dovrebbe essere rivestito anche dai Consigli della CNI in Croazia.

Rafforzare il ruolo dei Consigli

“Grazie dell’invito, mi complimento con la presidente per la bellissima sede. Sono veramente Felice, non solo di nome, ma anche di fatto di essere qui questa sera”, ha dichiarato in apertura Žiža. “Reputo che questo Consiglio – ha proseguito – svolga un ruolo importantissimo che probabilmente è stato compreso dalla Regione istriana, ma non dallo Stato e forse neanche dal Parlamento croato. Ritengo che ci sia ancora tanto da fare per arrivare a una realtà quanto più vicino alla nostra perché, da quello che vedo, la realtà della CNI in Slovenia è un attimino in vantaggio rispetto a quella in Croazia, proprio in virtù del ruolo sociopolitico, rappresentativo, che hanno le CAN. Sono dell’avviso che una realtà simile dovrebbe esistere già da tempo anche in Croazia, perché la CAN ha un determinato peso politico, è l’organo che dialoga con il governo, con le istituzioni sul territorio, con le comunità locali, quindi è importantissimo”. Il deputato ha sottolineato pure l’importante ruolo svolto dall’Unione Italiana “nel mantenere e sviluppare tutto quello che riguarda il mondo delle Comunità”, mentre un altro ruolo dovrebbe essere svolto dagli organi sociopolitici “che devono essere rappresentativi e congiungere la vita politica con quella locale; quindi il ruolo del Consiglio andrebbe assolutamente sviluppato”.

Lo statuto modello

Si è poi entrati nel vivo della seduta. Si è partiti con la proposta di istituire un ufficio per il bilinguismo presso la Regione istriana con la funzione principale di tradurre i materiali ed altro per i Comuni e le Città a statuto bilingue. A seguire la proposta – modificata su invito del consigliere Paolo Demarin, che ha consigliato di inoltrarla, oltre che ai sindaci e ai vicesindaci italiani, anche ai presidenti dei Consigli comunali e cittadini e alle CI dei Comuni e Città a statuto bilingue – di prendere visione del lavoro riguardante gli statuti in cui si offre uno statuto modello con l’obiettivo di garantire a tutti i connazionali un grado di tutela armonizzato e standardizzato. Per quanto concerne il “Decreto sul bilinguismo”, su proposta del consigliere Gianfranca Šuran, si procederà a consultazioni con la Presidenza della Regione e in questa direzione si opererà in sinergia con l’Unione Italiana.

L’italiano nelle scuole maggioritarie

Infine a Torre il Consiglio della minoranza nazionale italiana autoctona della Regione istriana ha deciso di inviare di nuovo al Ministero della Scienza e dell’Istruzione, la richiesta di reintrodurre nelle scuole della maggioranza istriane, già dalla prima classe elementare, lo studio della lingua italiana quale lingua dell’ambiente sociale, con un numero adeguato di ore settimanali.

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