Attenti a seguire i consigli medici dei politici

Il Presidente Usa Donald Trump

Non c’è nessuna prova scientifica seria sulla possibilità di usare una combinazione dei farmaci hydroxychloroquine e azithromycin per la cura del COVID-19. La voce, messa in giro direttamente da Donald Trump, Presidente degli Stati Uniti d’America, si è rivelata null’altro che una delle tante invenzioni del presidente americano. Chi lo ha smentito con maggior forza è stato il dottor Anthony S. Fauci, massima autorità statunitense in materia di virus, nonché direttore dell’Istituto nazionale per le allergie e le malattie infettive sin da quando alla presidenza USA c’era Ronald Regan.
“Non c’è nessuna evidenza scientifica che suggerisca un potenziale effetto positivo dell’hydroxychloroquine nella cura al COVID-19. C’è soltanto un’evidenza aneddotica, sulla quale non ci su può basare minimamente, perché non è stato fatto nessun trail clinico”, aveva dichiarato Fauci soltanto qualche giorno prima, correggendo Trump nel corso di una conferenza stampa nella quale aveva invitato tutti alla calma.
Nei giorni scorsi il Presidente USA era già stato smentito su un altro concetto legato al coronavirus espresso sui suoi profili social, quando si era detto felice per l’approvazione del chloroquine – un derivato dell’hydroxychloroquine – da parte della FDA, l’Agenzia per gli alimenti e i medicinali, con l’inserimento del medicinale nella lista delle droghe che si possono usare per il trattamento del COVID-19. Anche in questo caso è arrivata la smentita immediata, questa volta da parte della FDA, che ha detto di non aver inserito nessuna nuova medicina nella lista per curare il coronavirus. Queste due correzioni delle autorità sanitarie, però, non hanno impedito a Trump di inventarsi una nuova soluzione al problema sul quale stanno lavorando gli scienziati di tutto il mondo.
Molti prestigiosi giornali anglosassoni, come il New York Times, il Business Insider e l’Independent, hanno deciso di dare molto più spazio alle smentite ufficiali degli organi competenti che alle sparate del Presidente, cercando di far capire la popolazione che in materia di salute e sanità pubblica bisogna seguire i consigli dei medici e non quelli del Presidente.
Nel frattempo negli USA cresce la preoccupazione che l’uscita di Trump possa creare degli squilibri nelle scorte di hydroxychloroquine, medicinale necessario per la cura della malaria, che se dovesse venir somministrato massicciamente per altre patologie, per le quali la sua efficacia non è provata, potrebbe provocare gravi danni.
Inoltre, la combinazione dei due farmaci citati da Trump potrebbe essere rischiosa. Uno studio cinese riportato da Bloomberg, dice che il raddoppio della dose giornaliera porta alla morte del paziente, invitando a una grande cautela nel sperimentare questa combinazione di farmaci sugli esseri umani. Ovviamente il Presidente degli Stati Uniti non aveva la minima intenzione di mettere a rischio la vita dei suoi cittadini, tutto quello che voleva era fare del bene. Ma la benevolenza senza la conoscenza rischia di portare a delle conseguenze tragiche, come quando ai tempi della peste nere i preti radunarono i fedeli nelle chiese per delle preghiere, allo scopo di salvarli dalla malattia. Grazie ai progressi della scienza oggi sappiamo che questa pratica di radunare le persone non ha altro che favorire il contagio.
Moreno Vrancich

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