Approvata la manovra 2026 dell’UI

Dopo il rinvio dell’Assemblea per mancanza di quorum, scelta la procedura elettronica per garantire l’operatività e rispettare le scadenze normative

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Approvata la manovra 2026 dell’UI
Paolo Demarin. Foto: Goran Žiković

L’Assemblea dell’Unione Italiana ha approvato a larga maggioranza il Programma di lavoro e il Piano finanziario per il 2026, ricorrendo alla votazione per via elettronica dopo il rinvio della seduta in presenza convocata per venerdì 12 dicembre, che non aveva potuto svolgersi per mancanza di quorum.

La decisione di procedere con la consultazione online è maturata alla luce dell’impasse registrata a Isola, a Palazzo Manzioli, dove l’Assemblea era stata costretta ad aggiornare i lavori per l’assenza del numero minimo di consiglieri necessario a deliberare. Alla seduta erano presenti 36 consiglieri sui 75 complessivi, uno in meno rispetto al quorum richiesto. Nonostante una pausa di trenta minuti concessa dal presidente dell’Assemblea, Paolo Demarin, per consentire eventuali ulteriori arrivi, il numero legale non è stato raggiunto. “È un monito”, aveva commentato in quell’occasione Demarin, richiamando la necessità di riflettere sia sulla partecipazione dei consiglieri, sia sull’adeguatezza dei meccanismi regolamentari.

Il rinvio aveva sollevato non poco disappunto, anche perché all’ordine del giorno figurava un atto imprescindibile: l’approvazione della manovra 2026, che per legge deve essere licenziata entro il 31 dicembre dell’anno in corso. Proprio per rispettare i termini normativi ed evitare ulteriori ritardi, l’Assemblea ha quindi optato per la votazione elettronica, svoltasi tra giovedì 18 e venerdì 19 dicembre 2025.

Alla consultazione hanno preso parte 58 consiglieri. L’esito è stato nettamente favorevole: 55 voti a favore, nessun contrario e 3 astensioni, sancendo l’approvazione della Delibera del 12 dicembre 2025, n. 69. Come previsto dal Regolamento, alla proclamazione ufficiale dell’esito sono state allegate le espressioni di voto pervenute via e-mail entro il termine stabilito.

Il Programma di lavoro e il Piano finanziario per il 2026 definiscono la cornice delle attività, delle iniziative e degli interventi dell’Unione Italiana per il prossimo anno, nonché le relative modalità di finanziamento. Le risorse provengono dalla Regione Friuli Venezia Giulia, dal Piano permanente, dal Consiglio delle Minoranze Nazionali e dall’Ufficio per i diritti dell’uomo e delle minoranze nazionali della Repubblica di Croazia, dalla Regione istriana, dall’Ufficio per le minoranze della Repubblica di Slovenia, oltre alle entrate proprie e ad altri fondi destinati alla Comunità Nazionale Italiana in Croazia e Slovenia.

Con l’approvazione dell’Assemblea, il documento entra in vigore immediatamente e diventa il riferimento operativo per l’attività dell’Unione Italiana nel 2026. La proclamazione ufficiale dell’esito della votazione è stata firmata ieri a Fiume dal presidente dell’Assemblea UI, Paolo Demarin.

Una necessità più che una volontà

Contattato dalla nostra redazione a votazione conclusa, Demarin ha ribadito che la scelta di convocare la sessione dell’Assemblea per corrispondenza è scaturita da una necessità più che da una volontà. “Purtroppo siamo stati costretti a procedere con un’Assemblea per corrispondenza. Non è la prima volta che abbiamo usato questo meccanismo, che è previsto dai nostri atti interni – ci ha spiegato -. Dopo che lo scorso 12 dicembre a Isola non abbiamo raggiunto il quorum necessario per avviare i lavori assembleari, abbiamo cercato di capire se ci fosse la possibilità di convocare un’Assemblea in presenza; tuttavia, le date del 18 e 19 dicembre non ci davano la certezza di avere il quorum, quindi siamo stati costretti, dopo diverse consultazioni e anche per evitare di entrare nel periodo tra Natale e Capodanno, ad avviare l’Assemblea per corrispondenza”.

Il presidente dell’Assemblea dell’UI ha quindi condiviso una riflessione: “Voglio sottolineare che ci sono molti consiglieri in malattia. Al di là di ciò, quello che un po’ lascia l’amaro in bocca è il fatto che ci sono consiglieri che non si fanno vedere da diverse sessioni e che non rispondono alle nostre chiamate. Dovremmo un po’ tutti riflettere nel 2026, anche in vista delle elezioni, circa la modifica di alcuni nostri atti interni ai regolamenti per poter permettere a chi vuole e a chi è stato eletto di poter decidere e partecipare alla vita democratica dell’Unione Italiana”, ha concluso.

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