Affaire Uljanik, scarcerati sei manager
nel giorno dei licenziamenti

Gianni Rossanda all0'uscita del carcere di Fiume. Foto Nel Pavletic/PIXSELL

Hanno sfoderato il dito medio ai quattro venti e rivolto frasi ingiuriose nei confronti di giornalisti e fotoreporter presenti all’uscita dal carcere di Fiume a decorrenza del periodo di custodia cautelare per timore che potessero influenzare i testimoni: sei dei 14 sospettati dell’affaire Uljanik sono ritornati in libertà nel giorno in cui a Pola sono state consegnate 1.118 lettere di licenziamento.
Hanno lasciato il carcere Gianni Rossanda, Marinko Brgić,  Veljko Grbac, Maksimilijan Percan, Dragutin Pavletić  e Silvan Kranjc. Ancora otto persone risultano fra i sospettati per reati di  abuso d’ufficio e frode commessi sul territorio tra Pola e Fiume da gennaio 2010 a ottobre 2017.Sarebbe stato provocato un danno quantificabile attorno a 1,2 miliardi di kune. Durante la custodia cautelare sono stati ascoltati tutti i testimoni convocati dai giudici, così il Tribunale regionbale, su proposta dell’Accusa, ha posto fine al periodo di carcerazione preventiva.

Prima ondata di licenziamenti

Dopo la sentenza del Tribunale commerciale di Pisino e l’avvio della procedura fallimentare per tutte le società (ad esclusione del 3.maj) del Gruppo Uljanik, oggi è arrivata anche la prima ondata di licenziamenti. Licenziamenti che proseguiranno anche domani e nei prossimi giorni. Come rilevato dal presidente del Sindacato dell’Adriatico, Boris Cerovac e dall’ex membro del Comitato di sorveglianza, Samir Hadžić, oggi sono stati licenziati complessivamente 174 degli oltre 1.100 dipendenti. Cerovac e Hadžić hanno fatto poi sapere che le prime lettere di licenziamento sono state consegnate agli operai rifiutatisi di adempiere all’obbligo di preavviso.

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