Un libro di pagine sottaciute

Al Teatro nazionale croato di Zagabria presentato il libro «Le tombe nascoste dei croati in Slovenia» scritto dallo storico Mitja Ferenc e dall’archeologo Uroš Košir per la Školska knjiga. Presenti il presidente del Sabor Gordan Jandroković, il premier Andrej Plenković e gli ex primi ministri di Lubiana, Janez Janša e Miro Cerar

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Un libro di pagine sottaciute
Gli autori del libro sono lo storico Mitja Ferenc e l'archeologo Uroš Košir, entrambi sloveni. Foto Sanjin Strukic/PIXSELL

L’8 maggio del 1945, con la capitolazione del Terzo Reich, terminavano i combattimenti in Europa. Qualche mese più tardi fu la volta del Giappone, la cui resa – avvenuta il 2 settembre a bordo della corazzata USS Missouri, nella baia di Tokyo – sancì la fine ufficiale della Seconda guerra mondiale. A più di ottant’anni resta fondamentale confrontarsi con quest’epoca: dai retroscena storici agli orrori incommensurabili, talvolta volutamente sottaciuti.

La presentazione del libro ha suscitato un interesse enorme., il Teatro Nazionale croato di Zagabria era pieno in ogni ordine di posti. Foto Sanjin Strukic/PIXSELL

Al Teatro nazionale croato di Zagabria, pieno in ogni ordine di posti, è stato presentato il libro “Le tombe nascoste dei croati in Slovenia” (titolo originale croato: Prikrivena grobišta Hrvata u Sloveniji), scritto a quattro mani dallo storico Mitja Ferenc e dall’archeologo Uroš Košir. Nell’opera sono presentate scoperte scientifiche sulle sofferenze dei prigionieri e dei civili, tra cui donne e bambini coinvolti nella cosiddetta “Via Crucis” (Križni put) del popolo croato. Il volume – edito dalla Školska knjiga – è considerato uno dei più completi e significativi sulla ricerca di fosse comuni e sulla narrazione dei crimini comunisti del secondo dopoguerra in Slovenia. Mercoledì scorso alla presentazione del libro erano presenti numerosi esponenti istituzionali e figure di spicco della politica croata e slovena tra i quali il presidente del Sabor, Gordan Jandroković, il premier croato Andrej Plenković, il vicepremier e ministro dei Difensori croati, Tomo Medved, gli ex capi dell’esecutivo sloveno Janez Janša (il cui padre venne gettato dai partigiani titini in una fossa comune e fu tra i rari a salvarsi) e Miro Cerar… A presentare l’opera, oltre agli autori, sono intervenuti gli storici Robin Harris e Zlatko Begonja, nonché il presidente della Školska knjiga Ante Žužul.
L’editore ha sottolineato che gli oscuri segreti celati nelle foreste slovene stanno lentamente venendo alla luce. Žužul ha annunciato che “Le tombe nascoste dei croati in Slovenia” è il primo di una serie di testi che priverà di fondamento coloro che nascondono, contestano, sostengono ideologicamente, negano e relativizzano i crimini comunisti jugoslavi. Harris sostiene che gli autori del libro, pur lavorando in condizioni difficili e nonostante gli ostacoli che hanno dovuto affrontare, hanno descritto con coscienza, professionalità e chiarezza ciò che è attualmente noto sulle fosse comuni dei croati uccisi alla fine della Seconda guerra mondiale in Slovenia. Secondo Begonja, la monografia è un contributo necessario per una comprensione più oggettiva e completa del periodo osservato e degli eventi di allora. Ferenc ritiene che il numero esatto delle vittime probabilmente non sarà mai conosciuto, quindi il minimo che si possa fare per loro è dare dignità ai luoghi degli omicidi di massa e alle fosse comuni. Košir ha sottolineato che i dati archeologici, quando non ci sono documenti sulle vittime, sono l’unica fonte di informazioni sui metodi di uccisione e sulle vittime stesse.

Miro Cerar, Janez Janša, Andrej Plenković, Gordan Jandroković e Ante Žužul. Foto Sanjin Strukic/PIXSELL

In 735 pagine, gli autori hanno presentano un’ampia panoramica storiografica, archeologica e socio-politica degli eventi in cui morirono membri delle forze armate catturati, nonché numerosi civili, tra cui donne e bambini. Il libro contiene oltre mille fotografie dei resti delle vittime e dei loro effetti personali, nonché mappe e disegni che documentano l’ubicazione delle fosse comuni. Il testo è il frutto di molti anni di ricerche sul campo, dello studio di materiali d’archivio, di raccolta di testimonianze e di risultati di analisi antropologiche e archeologiche. Particolare attenzione è stata rivolta all’occultamento sistematico delle tombe, alla cancellazione delle tracce dei crimini e al rapporto tra Stato e società con questo tema, dalla disgregazione dell’ex Jugoslavia ai giorni nostri. Gli ultimi capitoli (in totale 10) trattano in dettaglio i luoghi di esecuzioni più famosi, tra cui Huda Jama, Kočevski Rog, Tezenski Gozd e altri, oltre a un elenco più ampio di ubicazioni confermate e presunte di fosse comuni.

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