FIUME | I circa 1.300 lavoratori del 3. maj non hanno ancora ricevuto la paga per settembre. Lo ha confermato ieri il Comitato di sciopero del cantiere navale fiumano. Il 5 novembre i lavoratori dello stabilimento navalmeccanico di Cantrida manifesteranno la loro amarezza nel centro di Fiume. Il presidente del Comitato di sciopero, Veljko Todorović, ha invitato i fiumani e gli abitanti delle località limitrofe a sostenere i lavoratori del 3. maj, unendosi a loro, lunedì prossimo, in Piazza della 128° Brigata dell’Esercito croato.
Un grazie alla Regione
Todorović ha salutato la disponibilità della Regione litoraneo-montana a sostenere finanziariamente i lavoratori del 3. maj, qualora non dovessero essere loro corrisposti gli stipendi ai quali hanno diritto. Il rappresentante dei cantierini fiumani ha ringraziato pure i creditori del medesimo che hanno consentito a sbloccare i conti in banca dello stabilimento di Cantrida. Ha espresso l’auspicio che anche quelli che non lo hanno ancora fatto cambino idea dopo averne discusso con il direttore dello stabilimento, Maksimilijan Percan. Ha fatto presente che i fornitori, subappaltatori e terzisti del cantiere navale hanno tutto l’interesse a salvare lo stabilimento fiumano.
Serve una dirigenza nuova
Il sindacalista Juraj Šoljić (SMH) ha sollecitato il Consiglio di vigilanza del Gruppo Uljanik a nominare al più presto, possibilmente già nel corso della giornata odierna, la nuova dirigenza della società. Ha rilevato che i manager che prenderanno in mano le redini del gruppo, dovranno tutelare l’interesse sia dei dipendenti dello Scoglio Olivi sia dei lavoratori del 3. maj. A tale proposito ha invitato chi di dovere a nominare negli organi di vigilanza del gruppo navalmeccanico istro-quarnerino anche un rappresentante di Fiume e a insediare al più presto il nuovo direttore dello stabilimento di Cantrida. Šoljić, si ricorda, si era candidato a entrare a far parte del Consiglio di vigilanza del Gruppo Uljanik, in rappresentanza dei dipendenti del 3. maj. In occasione dell’assemblea degli azionisti del Gruppo Uljanik tenutasi il 16 ottobre scorso, Šoljić non era riuscito a ottenere un numero sufficiente di voti. All’epoca nel Consiglio di vigilanza fu nominato soltanto Nenad Kapuralin, mentre le altre due nomine sono state decise dal Tribunale commerciale di Pisino, che ha nominato d’ufficio Samir Hadžić e Ranko Svećarovski.
Si attende un investitore
Šoljić ha commentato pure la possibilità che il 3. maj possa avere a breve un nuovo proprietario. Il sindacalista non ha escluso che possa essere individuato un investitore pronto a scommettere sul futuro del cantiere navale fiumano. Sull’argomento è intervenuto pure Boris Bučanac, pure lui membro del Comitato di sciopero del 3. maj. Ha spiegato che i dipendenti dello stabilimento non sono a conoscenza del contenuto della lettera d’intenti presentata congiuntamente dal Gruppo DIV dell’imprenditore croato Tomislav Debeljak (il proprietario del cantiere navale Brodosplit di Spalato, nda) e dalla multinazionale italiana Fincantieri. Ha spiegato che di conseguenza è difficile esprimere pareri in merito alla presunta volontà delle due società di investire nel cantiere navale fiumano. “A noi interessa che il cantiere navale si salvi. Vogliamo mantenere i nostri posti di lavoro e continuare a costruire navi”, ha rilevato Bučanac.
Un esodo continuo
I dipendenti del 3. maj e i loro colleghi dello Scoglio Olivi di Pola sono in sciopero dall’inizio della scorsa settimana. Dallo scoppio della crisi del Gruppo Uljanik circa 300 dipendenti del 3. maj hanno cambiato datore di lavoro. Solo negli ultimi dieci giorno a lasciare lo stabilimento sarebbero state una settantina di persone.
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