Ziza: «Mantengo le promesse»

PANORAMA Appena (ri)confermato al seggio specifico presso la Camera di Stato slovena: tra un bilancio del precedente mandato, gli impegni che rimangono nella sua agenda politica, i progetti da portare a termine e le sfide che attendono la Comunità nazionale italiana, il chirurgo connazionale spiega anche la chiave del suo successo elettorale

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Ziza: «Mantengo le promesse»
Felice Ziza. Foto Roni Brmalj

Felice Ziza è il nuovo-vecchio deputato al seggio specifico alla Camera di Stato slovena. Rieletto con il 41,56% delle preferenze, battendo i controcandidati Alberto Scheriani, Christian Poletti e Stefano Destefano, rimane in sella per il suo terzo mandato consecutivo (nel 2018 era stato eletto con il 44,78% delle preferenze, vincendo nella sfida contro Maurizio Tremul e Bruno Orlando, mentre nel 2022 si era imposto con il 61% dei voti, battendo Tremul).

Chiusa la corsa delle parlamentari 2026, resta l’impressione di una campagna elettorale caratterizzata da colpi bassi e polemiche, sia tra i partiti che tra i candidati e i loro sostenitori. Un “finish” segnato da dissapori, che se rimarranno all’ordine del giorno, rischiano di compromettere questo mandato? Ne parliamo con Ziza, classe 1963, medico chirurgo che si è formato all’Università di Trieste e che prima di scendere in politica, quale rappresentante della Comunità nazionale italiana (Cni) a Lubiana, è stato direttore sanitario dell’Ospedale generale di Isola.

Il fatto che alla sua presentazione elettorale a Palazzo Manzioli di Isola lei non avesse permesso ad alcuni connazionali di entrare, ha sollevato critiche. Tuttavia, ciò non ha inciso sul voto. Cos’è stato decisivo per la sua vittoria?
“Al riguardo ci sono tre punti. Innanzitutto, devo riconoscere che è vero, è stata una campagna elettorale alquanto aggressiva e pesante. Da parte dei miei controcandidati abbiamo assistito ad attacchi e critiche, ma concentrati più sulla politica della Comunità nazionale italiana a livello locale che su quello parlamentare.
In secondo luogo, quest’anno è stata la prima volta che le nostre Comunità o le Comunità autogestite della nazionalità italiana (Can, ndr) hanno dato in affitto i vani per la presentazioni. Negli anni precedenti erano loro a invitare i candidati. Ebbene, questa volta è stato diverso. Se prendi in affitto degli spazi devi attenerti a ciò che prevede il contratto, tra cui la responsabilità per la sicurezza. L’affittuario provvede a mandare gli inviti perciò, diventa, per modo di dire, un evento privato. Vi hanno aderito quasi tutti. La capienza della Sala Nobile è di circa cento persone, ma ne sono arrivate di più, perciò abbiamo fatto entrare solo quelli muniti di invito.
Terza costatazione che mi sento di fare è che a riconfermarmi sono state le promesse, ma perché ho fatto solo quelle che ero certo di realizzare, per non deludere le aspettative. Ne è la dimostrazione l’accordo programmatico sottoscritto con il Governo di Robert Golob, il primo con un esecutivo di centrosinistra. I ventiquattro punti sono stati tutti realizzati, più altri sei, eccetto quello relativo al fondo per lo sviluppo della base economica tra Slovenia e Italia a favore della Comunità italiana in Slovenia e di quella slovena in Italia, e altri due sulla scuola, parzialmente realizzati”.

Felice Ziza con l’ambasciatore italiano a Lubiana, Giuseppe Cavagna e con l’ex console generale d’Italia a Capodistria, Giovani Coviello durante la cerimonia di consegna del cavalierato conferitogli dal presidente Mattarella. Foto Edit

Quale risultato, secondo lei, ha dato pieno senso al suo ruolo di deputato a Lubiana?
“È la ristrutturazione del Collegio dei Nobili a Capodistra, sede della Scuola elementare ‘Pier Paolo Vergerio il Vecchio’ e del Ginnasio ‘Gian Rinaldo Carli’, portata a termine dopo una gestazione di ben venticinque anni, coronata nel 2025 dalla visita dei presidenti di Italia e Slovenia, Sergio Mattarella e Nataša Pirc Musar. Mattarella si è fermato in Slovenia due giorni dedicando ampio spazio alla Comunità nazionale italiana, un evento memorabile avvenuto in regione dopo molti anni. Ricordo che l’ultimo, nel 1998, era stato Oscar Luigi Scalfaro, giunto a Isola per inaugurare la nuova Scuola elementare ‘Dante Alighieri’.
Rimanendo in tema di edilizia scolastica, in futuro è prevista la costruzione della palestra presso la Scuola media ‘Pietro Coppo’ di Isola nonché degli asili di Santa Lucia e Crevatini. Inoltre, ricordo l’abolizione del bollino autostradale sulla Scoffie-Capodistria. Assieme alla deputata di Pirano Meira Hot abbiamo promosso una petizione raggiungendo un elevato numero di firme. Ho, inoltre, sostenuto la proposta di istituire la Facoltà di medicina del Litorale, che avrà sede vicino all’Ospedale generale di Isola, per attivare il terzo centro clinico universitario della Slovenia. Le prime lezioni dovrebbero iniziare nel 2027”.

Presumo che quest’ultimo tema, relativo alla sanità, le stia particolarmente a cuore essendo lei medico chirurgo.
“È un progetto che si sta portando avanti da circa vent’anni anni: le necessità sono elevatissime soprattutto nel periodo estivo per il grande flusso di turisti in Istria. In questo contesto il nosocomio di Isola diventa il primo in Slovenia”.

A proposito di edilizia: nel 2022 la Can Costiera ha acquistato Palazzo Tarsia di Capodistria con i mezzi staziati dal governo di Janez Janša. Lo scopo è quello di trasferire sotto lo stesso tetto quelle istituzioni della Cni (tra cui l’ufficio del deputato) che attualmente operano in svariate sedi di Capodistria. Con il trasloco ci sarebbe un notevole risparmio sugli affitti, ma l’immobile necessita di una ristrutturazione che è stata annunciata più volte, ma nulla di fatto. Come intende procedere per evitare il degrado e l’ulteriore desolazione in questa parte del centro storico?
“Io ero propenso a trasferirci subito perché l’edificio era ancora in buone condizioni. Negli anni avrebbe comunque avuto bisogno della ristrutturazione, ma con l’incognita dei finanziamenti. Al momento abbiamo a disposizione i fondi stanziati dal Ministero per la coesione e per lo sviluppo regionale, ma sono relativamente pochi, col rischio di allungare ulteriormente i tempi. Verso la fine del 2025 ho stipulato un altro accordo con il Governo che ci assicurava 500mila euro aggiuntivi, destinati alla ristrutturazione.
Questo ci ha dato la possibilità di accorpare i fondi di più anni. Lo sviluppo della base economica dispone, infatti, di un tot di mezzi all’anno. Nell’accordo con il governo si è deciso che nei tre anni successivi, i 230.000-240.000 destinati a Palazzo Tarsia si accorpino per raggiungere nel 2026 un totale di 700mila euro. Sommati ai 500mila euro che il Governo ha confermato lo scorso dicembre, abbiamo così ottenuto rassicurazioni di oltre un milione di euro. All’interno del Palazzo ci sono anche degli affreschi, per cui la ristrutturazione potrebbe richiedere mezzi aggiuntivi”.

Felice Ziza con Antonio Tajani, vicepremier italiano e ministro degli Affari esteri e della Cooperayione internazionale. Foto Roni Brmalj/Edit
Felice Ziza con Antonio Tajani, vicepremier italiano e ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale. Foto Roni Brmalj/Edit

Lei è anche consigliere della Can di Isola, città dove è cresciuto, ma – a detta di tanti – non ci vive. A parte la sua residenza, intende portare avanti quest’incarico? Ricordiamo che in autunno prossimo sarà la volta delle elezioni amministrative.
“Inizio dicendo che la mia residenza fissa è a Isola, dove io poi trascorro il mio tempo, sono affari privati. Per quanto concerne il ruolo di consigliere, sono propenso a concludere il mandato perché ci sono ancora tanti impegni da portare avanti. Poi lascerò le redini ad altri, sperando che si formi un buon gruppo di lavoro per realizzare altri progetti, tra i quali la toponomastica isolana. Già tempo fa era prevista la pubblicazione del primo volume coordinato da Dean Krmac con altri storici per poi procedere con il secondo volume e arrivare all’affissione delle tabelle storiche pure a Isola”.

Però anche per la Camera di Stato aveva detto che dopo due mandati si sarebbe ritirato, ma, come abbiamo visto, ha cambiato idea.
“Non penso di averlo detto in questi termini, bensì che dopo due mandati avrei riflettuto se procedere o meno. C’era sempre nell’aria l’accordo che avevamo preso, a livello esclusivamente personale, Alberto Scheriani ed io. In buona fede gli avevo detto: ‘Se sarai interessato di candidarti, io mi posso ritirare’, ma poi sappiamo com’è andata. L’anno scorso ho parlato con lui e in quell’occasione mi aveva confermato la sua volontà di lavorare a livello locale, dandomi così luce verde circa la mia ricandidatura a Lubiana”.

Alla fine è stato lui stesso a candidarsi. In che rapporti siete rimasti? Scheriani nell’ambito della Cni svolge importanti incarichi.
“I rapporti sono rimasti normali. Gli ho detto che andrò al più presto a fargli visita per parlare dei futuri progetti. È una persona molto positiva, che non potrò mai dimenticare. È stato lui, in un certo senso, a portarmi in Parlamento, insegnandomi tante cose, oltre a ciò che ho appreso dal mio predecessore Roberto Battelli”.

Felice Ziza ha ottenuto per la terza volta consecutiva la fiducia dei connazionali della Slovenia, che hanno voluto che sia nuovamente lui a rappresentarli al Parlamento di Lubiana. Foto Ivor Hreljanović/Edit
Felice Ziza ha ottenuto per la terza volta consecutiva la fiducia dei connazionali della Slovenia, che hanno voluto che sia nuovamente lui a rappresentarli al Parlamento di Lubiana. Foto Ivor Hreljanović/Edit

Nel corso della campagna elettorale, ma anche in altri contesti, lei è stato spesso accusato di spaccature all’interno della Cni. I casi riguardano Vita Valenti, destituita dall’incarico di presidente della Can di Isola, l’intervento della polizia nel corso di una seduta, sempre alla Can isolana, la questione del coordinatore per l’Unione italiana a Capodistria. Tra poco, aggiungo, ci saranno le elezioni per il rinnovo dell’Assemblea e dei vertici dell’Ui.
“Io penso che questa spaccatura sia stata costruita ad arte sui media e social da alcuni nostri connazionali. L’unitarietà e la collaborazione c’erano, ci sono e continueranno a esistere. Nell’ambito dell’Assemblea dell’Unione italiana ho notato che la parte croata tende a dedicarsi molto di più alle questioni del proprio territorio, soprattutto per quanto concerne le scuole e il bilinguismo. Lo è, forse, perché è un Paese più grande rispetto alla Slovenia. Un aspetto importantissimo da trattare e che meriterebbe maggiore rilievo, a mio avviso, è la posizione di RTV di Capodistria, perché istituzione comune di tutta la Cni e andrebbe ribadito questo suo ruolo.
L’Unione italiana ha sempre tentato, già negli anni in cui io ero diventato deputato, dal 2018 al 2022, di mettere a posto i suoi statuti perché alcuni aspetti, soprattutto dell’associazione registrata in Slovenia, non erano in sintonia con la legge. In parte è stato allineato e migliorato. Ora si andrà verso la Federazione. Lo trovo giusto, perché la stessa Unione italiana di Fiume è una Federazione. Non ha membri e soci che votano in Assemblea, ma vota chi viene eletto come rappresentante delle proprie Comunità e la stessa cosa bisognerebbe fare a Capodistria. Abbiamo infatti visto che in questo momento è difficile o quasi impossibile fare un’associazione unica che operi in Slovenia e Croazia, perciò bisognerà procedere per avere due statuti e due Unioni che facciano parte della stessa famiglia, ma non con lo stesso documento e le stesse leggi. Ogni Stato ha le sue regole che vanno rispettate”.

La cura della lingua e cultura italiana è alla base dell’esistenza della Cni. Purtroppo, si nota una progressiva perdita, ma anche disinteresse da parte dei giovani, forse perché orientati piuttosto all’inglese. Recentemente Capodistria, Isola, Pirano e Ancarano hanno accolto il decreto unitario sul bilinguismo. Secondo lei questo potrà cambiare qualcosa? E potrà essere, in qualche modo, d’aiuto anche nel suo lavoro di deputato?
“Le leggi, al riguardo, sono chiare, sancite dalla Costituzione. Aggiungo che nel 2022 è stato inaugurato l’Ufficio per il bilinguismo della Can Costiera, finanziato alla base dell’accordo col governo. È vero quanto dice lei riguardo l’inclinazione dei giovani per l’inglese. Un notevole problema si riscontra nelle scuole slovene del nostro territorio, in cui le competenze della lingua italiana sono sempre più deboli. Al riguardo sono state accolte modifiche di legge che prevedono una maggiore attenzione per l’italiano nelle verifiche nazionali del sapere e questo, a sua volta, migliorerà l’insegnamento.
Bisognerà portare avanti il progetto sulla modifica sui libri di testo dalla prima elementare in poi, oltre a ciò stabilire, come era previsto dall’accordo di collaborazione col Governo, un rapporto paritetico fra le ore di sloveno nelle scuole italiane e quelle di italiano nelle istituzioni slovene. Al riguardo ho fatto diversi tentativi, ma senza raggiungere un’intesa. Vanno ricordati i corsi di lingua italiana nelle Unità amministrative di Capodistria, Isola e Pirano, che sono stati accolti molto bene, tant’è che vorremmo estenderli ad altri enti pubblici”.

La situazione politica in Slovenia è molto incerta e tesa: tutto fa intendere che la formazione del governo sarà difficilissima. Lei cosa si augura?
“È importante che il governo inizi a lavorare quanto prima e le possibilità ci sono. Ad esempio, si potrebbe fare un governo di centro, che coinvolga le forze politiche sia di centrosinistra che di centrodestra, ma tutto dipenderà dalla volontà e dagli interessi dei singoli partiti e dall’integrazione dei vari programmi. Gli equilibri sono molto precari, non favoriti, di certo, dal complesso contesto internazionale”.

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