Un voto dal carattere identitario

PANORAMA ELETTORALE - In Croazia il 5 ottobre prossimo i connazionali saranno nuovamente chiamati alle urne nell'ambito delle amministrative 2025, questa volta si tratta di elezioni suppletive riservate esclusivamente agli appartenenti alle comunità nazionali.

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Un voto dal carattere identitario
Foto di Željko Jerneić

In Croazia il 5 ottobre prossimo i connazionali saranno nuovamente chiamati alle urne nell’ambito delle amministrative 2025, questa volta si tratta di elezioni suppletive riservate esclusivamente agli appartenenti alle comunità nazionali. L’esito del voto del 15 maggio scorso, difatti, non ha garantito in alcuni enti locali la piena rappresentanza prevista dalla Legge costituzionale sui diritti delle minoranze nazionali o dagli statuti municipali, comunali e regionali. Per questo il Governo croato ha fissato le suppletive in varie realtà del Paese, tra cui la Regione istriana, Fiume e Verteneglio, dove gli elettori connazionali saranno chiamati a esprimersi per riequilibrare la composizione degli organi deliberativi.

Una tornata particolare, perché a differenza delle elezioni ordinarie – dove i candidati italiani sono spesso espressione delle forze politiche e raccolgono voti da tutta la popolazione – nelle suppletive il verdetto dipende esclusivamente dal corpo elettorale connazionale. Saranno dunque gli appartenenti alla minoranza italiana a scegliere i propri rappresentanti, rafforzando il carattere identitario di questo voto. Il ruolo dei consiglieri regionali, municipali e comunali è cruciale per la CNI: dall’attuazione di molti diritti sanciti dall’ordinamento croato fino alla gestione concreta dei servizi rivolti ai connazionali, molto dipende da come sono regolati gli statuti e le altre norme stabilite dalle unità di autogoverno a livello locale e territoriale. Ne consegue che le scelte e la presenza dei loro rappresentanti nelle istituzioni locali ha un peso non indifferente.

Il QUADRO GENERALE Nel complesso, le elezioni suppletive (che non riguardano soltanto la CNI, ma anche altre minoranze nazionali), si svolgeranno in 75 unità di autogoverno locale e regionale, per un totale di 77 consultazioni distribuite su 8 Regioni, 17 Città e 50 Comuni. In base ai dati forniti dalla Commissione elettorale statale (DIP), sono state depositate 79 liste con 421 candidati. Dodici elezioni non avranno luogo per mancanza di candidature, tra cui quella relativa al seggio spettante alla CNI nel Consiglio comunale di Visignano.

Nel caso della CNI i seggi in palio sono complessivamente tre e i candidati quattro, due dei quali virtualmente eletti in quanto privi di concorrenza. In Istria, Paolo Demarin, presidente dell’Assemblea dell’Unione Italiana e della Comunità degli Italiani di Sissano, corre da solo per un seggio nell’Assemblea regionale (nella quale siedono già i connazionali Mauro Jurman, Cristina Fattori e David Modrušan, con quest’ultimo investito il 4 settembre scorso dell’incarico di vicepresidente del “Parlamento” regionale istriano). A Fiume la candidatura unica è quella di Enea Dessardo, presidente della CI del capoluogo quarnerino e consigliere dell’Assemblea Ui. Più vivace la sfida a Verteneglio, dove si fronteggiano due liste: da un lato quella guidata da Alessandro Drušković, dall’altro quella capeggiata da Lorena Lubiana Bellé.

LE LISTE La candidatura di Demarin è stata avanzata dalla consorte Debora Moscarda Demarin (presidente della CI di Galessano), da Jessica Acquavita (Buie, vicepresidente della Regione istriana in quota Cni) e da Neda Šainčić Pilato (vicesindaca in quota CNI di Visinada e presidente della CI locale). La lista di cui è a capo Demarin, comprende Matteo Tromba (Rovigno, vicepresidente del Consiglio della CI “Pino Budicin”), Tamara Tomasich (Plovania, presidente della CI di Castelvenere) e Florianna Bassanese Radin (vicesindaca di Umago in quota Cni e presidente della CI “Fulvio Tomizza”).

Medesimo lo scenario a Fiume. Per quanto riguarda l’elezione del consigliere connazionale nel Consiglio municipale di Fiume (nel quale un seggio è garantito alla CNI, ai sensi dello Statuto cittadino, in quanto minoranza autoctona), alla Commissione elettorale è stata notificata una sola lista valida, quella di Enea Dessardo, con Laura Marchig (candidata nel maggio scorso all’Assemblea regionale litoraneo montana nella lista della coalizione SDP-PGS-IDS/DDI-HSS-Lista per Fiume, senza però essere eletta), Leonardo Bressan e Melita Sciucca in qualità di proponenti e colleghi di lista. Dessardo, ricordiamo, è tra l’altro anche presidente della Comunità degli italiani del capoluogo quarnerino e consigliere nell’Assemblea dell’Ui.

I connazionali saranno chiamati alle urne anche a Verteneglio, dove però potranno scegliere tra due liste elettorali: una formata da Alessandro Drušković (capolista, di Verteneglio), insieme con Soledana Štoković (Villanova), Sanja Sain (Radini) e Mateo Škrinjar (Verteneglio); l’altra da Lorena Lubiana Bellé (capolista, di Villanova), Keti Visintin (Verteneglio), Marco Cecco (Villanova) e Igor Spitz (Carigador). A proporre la prima sono stati Alessandro Drušković, Robi Škrinjar e Gianni Spitz, mentre a sostenere la seconda sono stati Lorena Lubiana Bellé, Keti Visintin e Marco Cecco.

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