Tommaso Landolfi scriveva nel 1937: “Ho imparato a conoscere i due unici rimedi contro il dolore, la tristezza, le paturnie e piaghe simili del cuore umano: essi sono la cioccolata e il tempo. Quando ci si sente tristi e addolorati ecc., basta mangiare un po’ di cioccolata o aspettare un po’ di tempo perché tutto si metta matematicamente a bene”. E forse non poteva esserci introduzione migliore per raccontare un evento dedicato proprio al potere del cioccolato – quello di Lindt – capace di restituire un sorriso anche alle giornate più ordinarie. Nel cuore del BTC Emporium di Lubiana, in occasione del Mese della moda italiana, che si è articolato dal 15 ottobre al 15 novembre, lasciando poi spazio alla Settimana della cucina italiana nel mondo (il tema scelto per la decima edizione è “La cucina italiana tra cultura, salute e innovazione”), si è tenuta la presentazione mondiale della nuova linea “Lindt Extra Creamy”, un evento che ha unito eleganza, gusto e tradizione elvetiche.

Jožica Brcar, direttrice della Magistrat International, ha esordito ricordando che la società (gestisce la catena Emporium) si impegna da sempre “a rendere le nostre giornate più belle con piccole gioie. Un abbinamento di abiti riuscito può migliorare la giornata, e lo stesso può fare un buon cioccolato”, ha spiegato, annunciando con entusiasmo che “siamo i primi al mondo a presentare questo nuovo cioccolato”. E ha ringraziato i membri dell’équipe Lindt, tra cui Roxana Ababei (responsabile marketing regionale per l’Europa), Melis Damgacı (senior brand manager per l’area Europa e distributori internazionali), Alexandru Sirețchi (coordinatore vendite e trade marketing per l’Europa), Lenko Hristov (responsabile attivazione vendite), Jaideep Pamani (direttore marketing per Romania, Slovenia e Croazia) e soprattutto Stefan Bruderer, maître chocolatier della maison svizzera, per la prima volta in Slovenia.
Bruderer, con oltre trent’anni di esperienza e un passato che unisce pasticceria, arte e tecnologia alimentare, ha guidato il pubblico in un viaggio sensoriale tra storia e innovazione. “Al mio arrivo in Slovenia ho notato molte somiglianze con Zurigo, la mia città natale”, ha raccontato sorridendo. “Non ho 180 anni di esperienza, come l’anniversario che Lindt celebra quest’anno, ma ho imparato dalle basi come lavorare il cioccolato e come creare nuove ricette, forme e sapori”.

Quando tutto prende forma
Ha poi svelato i tre momenti fondamentali del processo di creazione del cioccolato Lindt, una delle pochissime aziende al mondo che produce “from bean to bar”, ossia dalla raccolta dei frutti del cacao, alla tostatura delle granaglie (nibs) per preservare al meglio l’aroma, fino al concaggio, inventato proprio da Lindt, “un’arte che serve a eliminare l’amaro e conservare soltanto le note più delicate del cioccolato”. Per arrivare infine alla tavoletta. Bruderer ha guidato i presenti all’assaggio dei quattro gusti della nuova linea – latte, caramello, nocciola e fondente – attraverso un’esperienza multisensoriale. “Un buon cioccolato”, ha detto, “va percepito con tutti e cinque i sensi… e, per qualcuno, anche con un sesto: quello delle emozioni.” Nell’elegante rinfresco, sono stati serviti piatti salati e mousse al cioccolato Lindt. Un momento conviviale, dove ogni sapore sembrava ricordare la lezione di Landolfi che, dopotutto, aveva ragione: a volte basta un po’ di cioccolata (e di tempo) perché tutto torni a posto.

Ha una formazione sia scientifica che artistica, una laurea in tecnologia alimentare e una in arte e design. Quando ha capito che il suo futuro sarebbe stato nel mondo del cioccolato? C’è stato un momento o un’esperienza che le ha fatto capire che questa era la strada giusta?
“Credo che il primo momento in cui ho capito che il cioccolato avrebbe fatto parte della mia vita risalga a quando avevo solo sei anni. Allora collezionavo gli incarti delle tavolette di cioccolato. I miei amici raccoglievano monete o francobolli, ma io ero affascinato da quegli involucri colorati. Un giorno, un museo della mia città venne a sapere, grazie a mia madre, di questa mia curiosa passione e le chiese se potevano esporre la mia collezione. Ricordo che pensai: ‘Se vogliono metterla in mostra, allora il cioccolato dev’essere davvero qualcosa di speciale’”.
Come maître chocolatier si occupa non solo di creare, ma anche di sperimentare e perfezionare nuovi gusti. Qual è la parte di questo processo che le sta più a cuore: la ricerca, l’ispirazione, la fase di degustazione o quella in cui il pubblico finalmente assaggia le nuove creazioni?
“Direi che ci sono tre momenti fondamentali. Il primo è l’ispirazione: lasciarsi guidare dalle idee, visitare mercati diversi, scoprire e assaggiare nuovi ingredienti. Il secondo è la fase della creazione vera e propria, quando tutto prende forma. E poi c’è l’ultima parte, quella forse più emozionante, quando il pubblico assaggia e dà il suo giudizio. In fondo, credo che sia proprio questo il momento più gratificante: presentare una nuova creazione e vedere la reazione delle persone. È lì che capisci se la tua idea è riuscita davvero a toccare chi la assaggia.”

Quando immagina un nuovo sapore di cioccolato, da dove nasce l’idea? C’è qualcosa che la ispira in particolare – un ricordo, un profumo, un colore, magari un momento vissuto – che poi decide di tradurre in forma di cioccolato?
“Non esiste una sola fonte di ispirazione: a volte nasce da un piatto assaggiato in un ristorante o da un ingrediente scoperto in un mercato dall’altra parte del mondo, altre volte da qualcosa di semplice, anche da un solo ingrediente. Ho anche studiato le tendenze alimentari, e direi che il mio lavoro è una combinazione tra queste, che rispondono ai desideri dei consumatori, e l’ispirazione che arriva dai miei viaggi. A volte, invece, tutto parte semplicemente dalla forma. È il caso, per esempio, dell’’Extra Creamy’. In questo progetto la forma del cioccolato è diventata l’elemento davvero speciale, capace di rendere unica l’esperienza di gusto e di ispirare, a sua volta, tutto il processo creativo sviluppato insieme al designer che l’ha ideata.”
Ha un tipo di cioccolato che preferisce, o dipende dal momento della giornata?
“Il mio cioccolato preferito dipende molto dal momento della giornata. Nel pomeriggio amo il cioccolato al latte con nocciole tostate, mentre la sera preferisco una tavoletta di fondente, dal gusto più intenso e avvolgente.”

Un sogno vivo dal 1845
Due famiglie, due menti visionarie, due città diverse, ma unite dallo stesso sogno: portare avanti la propria arte pasticcera e cioccolatiera ai massimi livelli di perfezione. Così nasce la Lindt, oggi una multinazionale presente in Italia, Germania, Austria, Francia e Stati Uniti, simbolo di eccellenza svizzera e la dimistrazione di come passione, impegno e spirito d’innovazione possano trasformarsi in un’eredità che attraversa il tempo, lasciando un segno indelebile nella cultura e nel gusto.
L’anno decisivo è il 1845, quando David Sprüngli e suo figlio Rudolf producono, nella loro pasticceria situata nell’allora città vecchia di Zurigo, la prima tavoletta di cioccolato solido. Due anni più tardi inaugurano la loro fabbrica, la Schleifetobel. Nel 1879, a Berna, un altro imprenditore dal genio creativo, Rodolphe Lindt, cambia per sempre il destino del cioccolato. Per un fortunato caso, lascia acceso per tre giorni il macchinario destinato alla raffinazione della massa di cacao: nasce così il processo del concaggio che aiuta a rendere il cioccolato incredibilmente liscio e vellutato. Da quel momento si comincia a parlare di “chocolat fondant”, il cioccolato che si “scioglie in bocca”. Nel 1899, la passione e la curiosità uniscono definitivamente i destini delle due famiglie: Johann Rudolf Sprüngli acquista la fabbrica di Berna e fonda la Lindt & Sprüngli AG, un marchio destinato a entrare nella storia.
Il XX secolo testimonia una crescita straordinaria per l’azienda, che guarda avanti, mantenendo viva la sua vocazione per l’eccellenza. Negli anni Venti si espande in Germania e negli Stati Uniti, e nel decennio successivo attraversa la Manica. In un periodo di grande slancio, tradizione e modernità si intrecciano in un equilibrio perfetto. Oggi, la dedizione alla qualità e all’artigianalità rimane intatta. Nel 2020, a Kilchberg, città natale del marchio, è stato inaugurato il museo interattivo “Lindt Home of Chocolate”, che celebra la storia e la magia di un marchio che ha saputo rendere felici intere generazioni e che continuerà a farlo, sciogliendosi in bocca e nel cuore di chi ama il cioccolato.

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