Sbagliando s’impara

Conferenza Combis.Pierluigi Collina ospite a Vodizze. Inevitabilmente si è parlato molto della VAR

Pierluigi Collina // foto: Hrvoje Jelavic/PIXSELL

Più di Telly Savalas, più di Yul Brinner… la storia recente degli “scarso-tricotici” ci fa venire in mente un solo personaggio famoso, quanto, se non più, di una star del cinema o altro. Potenza del calcio, capace di rendere stellare anche un arbitro alla pari degli “spaziali” Cristiano Ronaldo, Messi o qualsiasi altro grande campione. Pierluigi Collina, 59 anni, da Bologna ha superato le barriere, e oggi è considerato un’istituzione fra gli uomini col fischietto, dal carattere deciso, carismatico e uomo di grande temperamento nonostante le apparenze, è stato capace di prendere decisioni apparentemente incomprensibili, ma poi, plausibili, confermate dalla vecchia moviola di “90.esimo minuto” ai tempi quando la VAR non esisteva. Dal gennaio 2017 presidente della Commissione Arbitri della FIFA. Dal 2010 all’agosto 2018 è stato responsabile della commissione arbitrale UEFA per poi dimettersi dopo 8 anni (lasciando la carica al connazionale Roberto Rosetti). Pierluigi Collina è stato per due giorni ospite a Vodizze (Vodice) della Conferenza Combis, riservata agli esperti nel campo della tecnologia e delle comunicazioni della Regione. Sala congressi dell’hotel Olimpya gremitissima per i suoi interventi, manco a dirlo, sul palco l’ex arbitro si è dimostrato quale gradevole interlocutore e a volte intrattenitore, come ad esempio quando ha chiesto se tra il pubblico ci fosse qualcuno a cui il calcio non interessasse, dalla folla s’è alzata una mano e Collina con nonchalance quasi a volerle affibbiare scherzosamente un cartellino rosso ha invitato la persona ad abbandonare la sala.

Tecnologia, un’opportunità

Finita la gag l’ex arbitro (che ha perso i capelli per una grave forma di alopecia a metà Anni Ottanta) ha passato a parlare del suo tema per cui è stato invitato in Dalmazia “Come avere successo sul terreno di gioco”, che può essere un campo di calcio come anche l’ambito lavorativo: oltre a dirigere partite di calcio è stato per anni consulente finanziario di successo Collina ha iniziato sostenendo la tesi che “L’apertura a cambiamenti e migliorie tecnologiche è decisiva nell’auto-sviluppo lavorativo e ogni miglioramento va visto come un’opportunità di crescita”. Oltre ad arbitrare Collina viste le sue esperienze può trattare benissimo sia temi sportivi che lavorativi.
Fatto il punto sul calcio d’oggi sempre più business, spesso e volentieri il pallone è una scusa per fare affari. A proposito, altra domanda di Collina al pubblico, su quale fosse la partita di calcio con i maggiori introiti finanziari: tra i presenti solo una persona ha risposto esattamente cioè lo spareggio per la promozione nella Premiership, il massimo campionato inglese, questa volta ad applaudire è stato l’ex arbitro. L’aspetto clamoroso è questo: un club del secondo torneo professionistico inglese riesce a guadagnare in una partita più di quanto non otterrebbe dalla finale di Champions League. Secondo l’analisi dello Sports Business Group di Deloitte, la promozione in Premier League per i club vedrà un aumento delle entrate di almeno 170 milioni di sterline, salendo a un minimo di 300 milioni se eviteranno la retrocessione nella prima stagione.

«Amo l’Istria e Rovigno»

Uno dei punti più dibattuti e sul quale Collina di è soffermato a lungo è stata l’’introduzione della VAR. „Dopo alcuni anni da quando si è cominciata a usare, sembra quasi sia esistita da sempre nel calcio – constata Collina –, soprattutto per i benefici che offre allo spettatore in campo o davanti alla tv. La VAR è di grande aiuto per gli arbitri il cui destino può essere salvato da questa tecnologia. Tuttavia ciò non vuol dire che nel calcio tutto sia perfetto, ma d’altra parte è anche evidente che i margini di errore su fuorigioco o in altri episodi critici, sono stati ridotti“. “Spesso – ha proseguito il monologo ‘colliniano’ – gli arbitri, compreso il sottoscritto, dovevano decidere in un battito d’occhio, circondati da decine di migliaia di spettatori, consapevoli di averne altri milioni, a volte miliardi, davanti agli teleschermi. La pressione e la responsabilità si sentono, in più il calcio è diventato uno sport attorno al quale ruota una barca di soldi. Le conseguenze di un errore possono essere gravi e avere ripercussioni irreparabili individualmente e anche per le squadre“.
La presenza a Vodizze di un piccolo esercito di rappresentanti dei media sta a indicare ancora una volta la grandezza del personaggio. Collina senza batter ciglio si è prestato a interviste, battute, ecc. Così siamo venuti a sapere che è stato più volte ospite in Istria in veste di turista e che ama particolarmente Rovigno.
Poi riflettendo in ambito più vasto Collina „ritiene che l’uso della tecnologia contribuisce all’auto-sviluppo delle proprie capacità e non va vista come pericolo, ma come ulteriore opportunità per crescere“. “Investire nella VAR – ha precisato Collina – non significa smettere di investire nelle risorse umane, anzi l’esatto contrario. Ci stiamo avvicinando a un periodo in cui lo sport dovrà riflettere attentamente e decidere quale ruolo affidare alla tecnologia e pensare fino a che livello può spingersi“. Comunque mette le cosa in chiaro dicendo che in futuro “l’ultima parola nella presa di ‘decisioni-chiave’ spetterà sempre all’uomo, aggiungendo che l’intelligenza artificiale o la robotica in futuro saranno senz’altro utili, ma come attrezzi (tools), non come sostitutivi dell’uomo“. Per chi come gli arbitri, che nel campo lavorativo deve portare decisioni urgenti e precise, non è reale pensare di avere sempre ragione. Visto che gli errori sono sempre dietro l’angolo, imparare a trarne insegnamento è importante. C’è sempre un perché dietro a ogni decisione errata. Una volta scoperto il motivo meglio non tornare a pensarci su.

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