Marko Filipović: «Ridare slancio a Fiume»

Dopo oltre vent’anni è cambiato il primo inquilino del palazzo municipale in Corso. Cerchiamo di capire come sarà il «nuovo ritmo» che il sindaco vuole imprimere alla città

Il sindaco di Fiume Marko Filipović. Foto markofilipovic.hr

Zagabria ha chiuso una parentesi lunga vent’anni e ha aperto un nuovo capitolo: Tomislav Tomašević, politologo e militante ecologista di 40 anni, è stato eletto sindaco, andando così ad occupare il trono su cui sedeva quasi ininterrottamente dal 2000 il controverso Milan Bandić, morto d’infarto nel febbraio 2021. Entrambi i partiti tradizionali – la Comunità democratica croata (Hdz) e i Socialdemocratici (Sdp) –, sono rimasti esclusi dalla corsa alla poltrona più importante della capitale. E non si tratta dell’unico caso. Anche a Spalato l’ha spuntata un nome nuovo della politica croata, Ivica Puljak, fisico, ricercatore e politico liberale alla guida di una lista civica centrista. Il crollo delle certezze si è esteso all’Istria, dove la Dieta democratica istriana (Ddi), da sempre unico protagonista della politica locale, ha perso sia Pola, passata nelle mani dell’indipendente Filip Zoričić, che Pisino, dove l’ha spuntata la candidata di Možemo! Suzana Jašić. In poche parole le ultime elezioni amministrative in Croazia hanno regalato diverse sorprese in varie città della Croazia e una di queste si pensava potesse essere anche Fiume.
Invece, qui niente sorprese: l’Sdp è riuscito a difendere la propria roccaforte. Il vicesindaco uscente Marko Filipović, infatti, è riuscito a battere alla distanza – con il 54,48% delle preferenze, complessivamente 18.902 voti – il “rivale” Davor Štimac. Cerchiamo allora di percepire questo “nuovo ritmo della città”, lo slogan elettorale di Filipović. “Fiumano da sempre, persona semplice, ingegnere, impegnato in politica da una ventina d’anni”. È così che si presenta il primo cittadino, classe 1980. Entrato in politica sul finire degli anni ‘90, quand’era ancora studente (trascinato, come egli stesso spiega, da quella volontà di cambiamento diffusa in tutto il Paese – la Croazia era praticamente isolata dal resto del mondo – che porterà alla svolta del 3 gennaio del 2000, al passaggio dalla Repubblica presidenziale a quella parlamentare con il leader socialdemocratico Ivica Račan divenuto presidente del governo e Stjepan Mesić capo di Stato, all’apertura delle trattative con l’Unione europea e altro ancora), il primo incarico “serio” è quello di consigliere regionale, dal 2005 al 2009; poi arriva la nomina a membro della Giunta cittadina (dicastero sviluppo, urbanistica, ecologia e gestione del territorio), della quale farà parte per un anno, e successivamente a consigliere municipale, fino al 2013, quindi il ruolo di vicesindaco, per otto anni al fianco di Vojko Obersnel. “Prima di dedicarmi professionalmente alla politica – si racconta – ho lavorato una decina d’anni come ingegnere edile, acquisendo nozioni ed esperienze importanti dal punto di vista professionale”.

Un nuovo ritmo… Come lo è stato finora e come potrebbe esserlo?

“Fiume possiede indubbiamente le potenzialità giuste per poter cambiare volto nei prossimi quattro anni attraverso investimenti pubblici e privati, con un ritmo diverso, appunto. Non dico che finora il ritmo della città fosse dissonante. In fin dei conti, sono stato vicesindaco per otto anni. Il nostro obiettivo è quello di continuare a costruire sulle buone fondamenta che sono state gettate negli anni precedenti. La realizzazione di alcuni progetti, giunti praticamente alla fase realizzativa nel corso dell’ultimo mandato, proseguiranno nel periodo a venire, come ad esempio il complesso residenziale a Martinkovac con 90 nuovi alloggi”.
“Uno dei progetti che avrà certamente un seguito e per il quale abbiamo ricevuto innumerevoli riconoscimenti è il programma di educazione civica nelle scuole. Dopo essere stato adottato da diverse regioni, città e comuni, spero che il nostro modello venga scelto anche dalla Città di Zagabria, fondatrice del maggior numero di scuole elementari in Croazia. Ne ho già parlato, in occasione di un incontro a Umago, con il nuovo sindaco zagabrese Tomislav Tomašević, il quale si è detto interessato al progetto. Noi siamo pronti a fornire loro tutte le indicazioni necessarie”.
“Ci sono altri progetti che vanno portati a compimento, tra cui la Biblioteca civica nell’ambito del complesso Benčić, il completamento del rione artistico, la nave Galeb… La pandemia ha causato un rallentamento, ma spero che questi progetti vadano avanti seguendo il ruolino di marcia. Il loro completamento cambierà decisamente l’aspetto di tutto il rione. Anche il progetto che riguarda porto Baross è uno di quelli destinati a cambiare il volto della città. L’hotel Hilton ha aperto i suoi battenti agli inizi di luglio ed è prevista anche la costruzione di un centro congressi nel triangolo tra le strade per Abbazia e Lubiana”.
“Nel novero dei grandi progetti rientra ovviamente anche il tanto atteso nuovo ospedale a Sušak, che dovrebbe essere ultimato entro il 2023. L’apertura di questa nuova struttura comporterà il trasferimento della Clinica pediatrica di Costabella, dove verrebbe costruito un centro turistico-sanitario. Entro il 2023 dovrebbe essere completata anche la statale D-403, che rivoluzionerà il regime di circolazione nella parte occidentale, ma anche centrale della città. Insomma, ci sono tanti progetti che verranno completati a breve termine”.

Marko Filipović con il suo predecessore Vojko Obersnel. Foto Željko Jerneić

Asili, una delle priorità

“Tra i nostri propositi c’è anche quello di costruire mille nuovi alloggi, non tutti, però, a carico della Città. Abbiamo iniziato con i 90 di Martinkovac. Sono in fase di costruzione, e in questo caso si tratta di un investimento privato, altri 273 appartamenti nell’area dove si trovava l’ex industria tessile RIO. In campagna elettorale abbiamo promesso la riduzione progressiva, nei prossimi quattro anni, della sovrattassa comunale dal 15 al 10 per cento, in armonia con gli indicatori macroeconomici. Entro la fine dell’anno intendo proporre al consiglio cittadino una riduzione della sovrattassa dell’un per cento”.

Oltre alle buone fondamenta, ha ricevuto in eredità anche qualche problema?

“I problemi non mancano mai, ma il sindaco e il consiglio cittadino sono chiamati a risolverli. Uno dei problemi, che si ripete di anno in anno, è rappresentato dai bambini che non riescono a iscriversi all’asilo. Stiamo lavorando intensamente per risolvere questo grattacapo. Se ne sta occupando anche la vicesindaca Sandra Krpan, responsabile per i settori della cultura, dello sport e delle attività sociali. Al momento stiamo vagliando la possibilità di costruire due nuovi asili”.
“Va menzionato il progetto della scuola dell’infanzia italiana tra i rioni di San Nicolò e Zamet, avviato ancora nel 2011 assieme all’Unione italiana. In questo caso ci sono stati, diciamo così, dei disaccordi. Vorremmo che i tempi di realizzazione fossero decisamente più rapidi. Noi abbiamo ottemperato a tutti i nostri obblighi derivanti dall’accordo, ma poi ci sono stati, devo dirlo, degli intoppi da parte dell’Unione italiana, dovuti magari anche a circostanze oggettive come i cambi di governo o la pandemia di Covid-19. Comunque sia, il nostro obiettivo è quello di realizzare questo progetto”.
“Un altro asilo dovrebbe sorgere a Rastočine. In questo caso disponiamo già di tutta la documentazione progettuale necessaria. Abbiamo deciso, inoltre, di adottare per tutte le nuove strutture, come già fatto per gli asili ‘Morčić’ e ‘Đurđice’, sistemi costruttivi prefabbricati, che sono più economici e riducono i tempi di realizzazione. Stiamo cercando anche di ampliare la capacità ricettiva delle strutture esistenti, in modo da poter offrire a settembre più posti per i bambini fiumani. Ciò comporterà la necessità di assumere nuove istitutrici e credo che il bilancio cittadino possa sobbarcarsi questa spesa. Naturalmente, si tratta di decisioni che non potrò prendere da solo e che di conseguenza impegneranno i nostri consiglieri cittadini”.

Obersnel è stato sindaco per oltre due decenni. Succedergli rappresenta per lei un fardello?

“Essere stato vicesindaco per otto anni per me è stata una scuola. Il passaggio di consegne, dopo un lungo periodo di intensa collaborazione e più di vent’anni di conoscenza, è stato amichevole. Non è stato come ad esempio a Zagabria o a Spalato, dove sono assurti al potere volti completamente nuovi, con una situazione decisamente più complessa. Obersnel ha lasciato indubbiamente una traccia molto profonda nella politica fiumana. Con i sui 21 anni al potere è stato il sindaco più longevo della lunga e burrascosa storia di Fiume dopo Giovanni de Ciotta il quale, dopo essere stato eletto podestà di Fiume nel 1871, ha tenuto il suo ufficio ininterrottamente per 25 anni, fino al 1896. Obersnel ha dato un importante contributo alla realizzazione del grande ciclo di investimenti nello sport e nella cultura, concludendo il suo ultimo mandato con Fiume Capitale europea della cultura. Grazie alla tenacia e all’ostinazione tipiche di queste terre, siamo riusciti a portare avanti quest’ultimo progetto nonostante gli ostacoli dovuti alla pandemia, per la quale non sappiamo mai quali sorprese possa riservarci. Personalmente, non sono troppo ottimista per quanto riguarda gli sviluppi della situazione, che è piuttosto mutevole”.

Stabilità e collaborazioni

Come funzionerà la collaborazione con il Consiglio cittadino?

“Anzitutto, devo esprimere la mia soddisfazione per il fatto che il Consiglio si sia costituito al primo tentativo. Nel corso della campagna elettorale avevamo subito dato a intendere che avremmo collaborato con tutte le forze politiche del centrosinistra, cosa confermata alla sessione costitutiva del Consiglio cittadino. Oltre ai 10 consiglieri della coalizione guidata dall’Sdp ce ne sono tre dell’Alm-Pgs, due di Možemo! e due dell’Azione dei giovani e dell’Unione del Quarnero, i quali hanno reso possibile la costituzione del Consiglio cittadino e l’elezione del presidente, Ana Trošelj, alla quale vanno le mie più sentite congratulazioni. Adesso spetta a noi, a me come sindaco e ai consiglieri, individuare il meglio di tutti i nostri programmi e cercare di realizzare quanto pianificato. La costituzione del Consiglio è certamente un segnale di stabilità politica della nostra città. Sono soddisfatto anche per il fatto che su 31 consiglieri 15 siano donne, a dimostrazione che ci teniamo eccome a equilibrare la presenza di uomini e donne in aula consiliare, raggiungendo i livelli dei Paesi scandinavi. Va detto che tutti i partiti in lizza hanno contribuito affinché la quota rosa venisse rispettando”.

L’opposizione?

“L’opposizione, con Hdz, Most e Lista indipendente di Davor Štimac, ha scelto una collocazione più a destra rispetto al centro, ma spero che dia comunque un contributo costruttivo all’operato del Consiglio”.

La collaborazione con la Regione, dove abbiamo assistito alla rielezione di Zlatko Komadina?

“La mia prima riunione di lavoro è stata proprio con il presidente della Regione litoraneo-montana. Si è trattato di un incontro cui hanno partecipato tutti i dirigenti della Città e della Regione e al quale abbiamo analizzato tutti i progetti comuni. Tra questi figura il progetto della Regione di costruire nei pressi dello svincolo di Rujevica un centro che ospiterebbe sia il Soccorso alpino che il Pronto soccorso. Ci sono ancora diversi passi da fare prima di raggiungere il traguardo, ma l’intenzione è questa. Abbiamo concordato anche la messa a punto dei campi di calcio in erba sintetica che si trovano sul territorio della Città e credo che porteremo a termine questo progetto”.
“Ho notato che il riassetto del campo Robert Komen è stato già iscritto a bilancio, ossia contemplato nelle variazioni del bilancio regionale, mentre la Città ha finanziato i lavori di rifacimento del campo di calcio del Centro sportivo-ricreativo Belveder, in zona Campetto. Mi fa piacere che siano iniziati i lavori di costruzione della palestra della Scuola media superiore di medicina, uno degli istituti scolastici più grandi in tutta la Regione. I lavori sono iniziati circa due mesi fa e dovrebbero concludersi entro un anno. A trarne beneficio non saranno solo gli allievi della scuola, ma anche le società sportive e i cittadini di quel rione, povero di strutture sportive”.

Come funzioneranno o potrebbero funzionare i rapporti con lo Stato?

“L’ex sindaco ha assistito al cambio di cinque o sei premier e molto spesso la collaborazione con il Governo viaggiava prevalentemente sui binari delle buone intenzioni, tra alti e bassi. Ad esempio, i rapporti con l’attuale ministro della Cultura sono molto buoni, con quello precedente non lo erano stati per niente. Va detto, però, che con il premier Andrej Plenković, ma anche con il ministro Oleg Butković, che è di queste terre, abbiamo un ottimo rapporto di collaborazione su molti progetti. Le elezioni sono una cosa, i progetti un’altra… “.
“I soldi dell’Europa sono stati molto importanti, salvando i bilanci sia dello Stato che quelli delle unità di autogoverno locale e regionale e molti progetti sono stati finanziati proprio con i fondi dell’Ue. Diversi investimenti nella nostra città vengono realizzati tramite i vari ministeri, anche se va detto che figurando tra i contribuenti al bilancio dello Stato, non penso che questi soldi ci siano stati regalati. Ce li siamo meritati. E poi, in quale porto dovrebbe secondo voi investire il Governo se non in quello di Fiume, che è il più grande e quello con maggiori potenzialità? Recentemente è stata firmata la concessione demaniale marittima per Molo Zagabria, che sarà collegato alla D-403. In questo contesto abbiamo registrato l’ingresso del colosso danese Maersk, il più grande armatore di navi mercantili nel mondo. Io spero che ciò comporti un incremento del traffico container nel nostro porto, rilanciando servizi e occupazione”.

Prevede atteggiamenti ostruzionistici da parte del Governo?

“Credo che non ce ne dovrebbero essere. Le nostre richieste saranno concrete e i progetti ben preparati, per cui non ci dovrebbero essere ostacoli di natura politica, a prescindere dalla differenza di vedute. In fin dei conti, il miglioramento delle condizioni di vita dei nostri cittadini dovrebbe essere l’impegno di tutti noi, anche del Governo”.

Spianare la strada agli investitori

Cosa pensa fare l’amministrazione cittadina per attirare nuovi investitori, per garantire nuovi posti di lavoro e specialmente un futuro ai giovani in questa città?

“L’amministrazione cittadina può e deve fare tutto ciò che rientra nelle sue competenze. Ci fa piacere che molte rinomate compagnie abbiano individuato Fiume come una città in cui conviene investire, tra cui l’ACI-Gitone, che costruirà il nuovo marina in zona Porto Baross, dando ulteriore slancio al turismo nautico e diffondendo i propri effetti moltiplicativi verso l’intera economia attraverso l’acquisto di beni e servizi intermedi da parte delle imprese. Il nuovo marina sarà molto diverso da quasi tutti gli altri, costruiti prevalentemente in località più piccole o nelle zone periferiche delle città. Questo, invece, opererà nel cuore della città”.
Ricorderemo che il consorzio ACI-Gitone, formato dalla compagnia croata assieme al partner del gruppo tedesco Lürssen si è aggiudicato il 20 maggio scorso la concessione demaniale della durata di 30 anni. Ciascuna ditta avrà un ruolo ben definito nell’ambito della nuova azienda ACI-Gitone e del futuro marina. L’ACI vanta ormai quattro decenni di esperienza nell’ambito del turismo nautico, della costruzione e della gestione dei marina, mentre la Gitone, proprietaria, tra l’altro, della Liburnia Riviera Hoteli, curerà questo aspetto specifico dell’offerta, senza dimenticare l’esperienza della Lürssen, con sede a Vegesack, distretto a nord della città di Brema, in Germania, nel settore dei mega yacht. L’azienda tedesca contribuirà certamente ad aumentare il numero di questo tipo di imbarcazioni nel futuro marina e nel bacino portuale fiumano in genere, in prospettiva di un’estensione del progetto alla Riva passeggeri.
“Chiaramente, un porto turistico in pieno centro dovrebbe riflettersi positivamente sull’economia cittadina, a partire da un rilancio occupazionale che non riguarderà soltanto i 132 nuovi posti di lavoro nella struttura, ma tanti altri nei vari servizi che verranno offerti da altre aziende. La presenza del marina contribuirà a sviluppare tante altre attività, dalla manutenzione delle imbarcazioni ai rifornimenti, dal commercio a tutti quei servizi che solitamente si abbinano ai porti turistici, alle barche, ai diportisti. La Lürssen, inoltre, porterà a Fiume il suo design center per la progettazione degli yacht e che all’inizio darà lavoro a una cinquantina di persone, senza dimenticare che a Fiume lavorano già in diverse aziende di proprietà straniera più di mille ingegneri, che percepiscono stipendi sensibilmente superiori alla media croata e questo è un modo per trattenere le persone, limitando il fenomeno della migrazione per lavoro. Nostro compito dovrebbe essere assicurare la soluzione del problema abitativo, cosa che cerchiamo di fare promuovendo il modello di edilizia abitativa agevolata. Intendiamo proseguire anche con l’erogazione delle borse di studio ai nostri giovani concittadini, nella speranza che una volta terminati gli studi rimangano a lavorare a Fiume”.

Inseguendo la crescita

È anche questione di stipendi, che ai giovani laureati non bastano per crearsi un futuro…

“Beh, c’è chi va via, c’è anche chi ritorna. L’ingresso della Croazia nell’Unione europea ha aperto anche la possibilità di avere esperienze lavorative all’estero, sia per ampliare le proprie competenze, sia e soprattutto per migliorare il proprio tenore di vita. Il problema è che se ne vanno intere famiglie e non come in passato soltanto un membro della famiglia. Questo fenomeno incide ovviamente sul quadro demografico, non soltanto di Fiume, ma di tutta la Croazia. Il problema dello spopolamento, di questa diminuzione progressiva della popolazione, non riguarda soltanto le città e i comuni, ma anche e soprattutto lo Stato. Secondo le ultime proiezioni, infatti, il prossimo censimento non farà che confermare questa tendenza. Se si vuole che la nostra gente ritorni in patria, dobbiamo creare le condizioni affinché ciò possa avvenire”.

Marko Filipović nell’aula consiliare. Foto Roni Brmalj

Si parla molto dello spopolamento di Fiume…

“È vero. Va detto molti nostri concittadini, pur svolgendo tutte le loro attività a Fiume, hanno cambiato luogo di residenza trasferendosi nell’immediato circondario. L’istituzione dell’agglomerato urbano e gli investimenti integrati territoriali (IIT) sono in pratica una specie di risposta dell’Unione europea alla constatazione che la maggior parte della popolazione vive nelle città, mentre gran parte dei soldi europei viene spesa ad esempio nelle politiche agrarie comuni. L’Ue ha capito che il 5% delle risorse deve essere dirottato verso le città, dove è concentrato oltre il 70% della popolazione”.
L’IIT, ricordiamolo, è lo strumento attuativo messo a disposizione dai Regolamenti europei per attuare strategie integrate e multisettoriali, nell’ottica di sistemi territoriali ed economici in cui aree territoriali più sviluppate – in primis, le aree urbane – svolgono una funzione di traino e coinvolgimento nei processi di sviluppo locale dei centri di piccole dimensioni e delle zone rurali. L’IIT consente di riunire le risorse di più assi prioritari di uno o più programmi operativi per la realizzazione di interventi multidimensionali e intersettoriali e si caratterizza per la previsione di un regime di gestione ed attuazione integrato. Può rappresentare uno strumento ideale proprio per sostenere azioni integrate nelle aree urbane perché permette di coniugare finanziamenti connessi a obiettivi tematici differenti, prevedendo anche la possibilità di combinare fondi di assi prioritari e programmi operativi.

Secondo lei, l’agglomerato urbano ha giustificato la sua esistenza?

“Penso proprio di sì. Fiume, come centro dell’agglomerato, ha riunito attorno a sé diverse altre città e comuni e possiamo aspettarci prossimamente che lo facciano anche quelli che erano rimasti fuori nella prima tornata, ossia Mattuglie, Buccari e Jelenje, ma anche Castelmuschio (Omišalj), sull’isola di Veglia, la cui sindaca ha espresso interesse in questo senso. Il comune isolano ha tutti i requisiti necessari per entrare a far parte dell’agglomerato urbano e uno dei criteri è che almeno il 30% della popolazione sia legato a Fiume per qualsiasi motivo. Che l’esistenza dell’agglomerato sia giustificata lo dimostrano, tra l’altro, l’acquisto di nuovi autobus da parte dell’”Autotrolej”, i 10 milioni di euro ricevuti dall’Energo per sviluppare la propria rete di termodotti in tre aree della città, l’ampliamento della rete idrica e fognaria, ma anche tanti altri progetti più piccoli che vengono realizzati nei centri più piccoli, come ad esempio la Casa degli Zvončari, l’Estate culturale castuana e così via, progetti destinati a cambiare il volto dei centri interessati”.

Fiume oggi e domani…

“Se nei prossimi quattro anni verranno realizzati gli investimenti pianificati, e penso che non ci siano motivi validi perché ciò non avvenga, Fiume sarà definitivamente una città diversa, che cambia continuamente aspetto. Un forte contributo in questo senso ci verrà dato dal marina in Porto Baross. Inoltre, pensiamo dedicarci con maggior impegno al comparto turistico, senza dimenticare la presenza di un’industria farmaceutica molto forte, con la JGL in continua crescita. C’è poi il ‘3. maj’, che per Fiume è una questione di identità, ma anche di sopravvivenza dell’intero settore navalmeccanico. Spero vivamente che il cantiere riesca a ritagliarsi il giusto spazio sul mercato mondiale, avendo già dimostrato tante volte in passato di possedere le competenze necessarie. Per il futuro vedo un’ulteriore crescita del settore della progettazione navale e uno sviluppo del settore IT, con tante aziende informatiche già operanti in città e un processo di transizione digitale ormai inarrestabile. Anche l’Università, con la quale abbiamo un ottimo rapporto di collaborazione, ha i suoi piani di sviluppo. Non dimentichiamo nemmeno il legame indissolubile con il mare. L’economia del mare è una risorsa che genera ricchezza, occupazione e innovazione secondo un modello collaborativo e sostenibile. Il mare unisce settori e tradizioni diverse in un tessuto imprenditoriale diffuso che può essere una leva straordinaria per il rilancio della nostra città”.

La sua lista delle priorità?

“Definitivamente il piacere di vivere in questa città e il senso di sicurezza da parte di tutti i cittadini, i quali dovrebbero poter soddisfare i loro fabbisogni in quest’area. Il mio desiderio è anche quello di veder aumentare il numero di turisti, ma anche di poter iscrivere tutti i bambini nelle scuole dell’infanzia, un progetto di non facile realizzazione, ma che consentirebbe ai genitori di potersi dedicare con maggiore tranquillità al loro lavoro, ma anche al tempo libero. Un posto speciale in questa classifica lo assegnerei all’edilizia residenziale”.
Priorità condivisibili, per “un nuovo ritmo della città”, un ritmo che renda felici tutti quelli che amano Fiume e quelli che ci vengono per motivi di lavoro o semplicemente per visitarla.

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