La storia della farmacia rivivrà nel cuore di Fiume

Eva Usmiani ci spiega il progetto del Museo voluto dalla JGL e realizzato in collaborazione con Città e Museo civico in calle dei Canapini

La vecchia farmacia di Comisa esposta alla Pharma Valley di Svilno

A metà ottobre, l’offerta culturale e turistica di Fiume sarà più ricca di un nuovo museo, che si propone di presentare ai visitatori la lunga storia di un’attività assolutamente imprescindibile: la farmacia, che ha origini molto antiche e nasce per il desiderio dell’uomo di trovare un riscontro nella natura capace di portare benefici al corpo e alla mente. In tempi remotissimi le persone andavano sui prati, nei boschi, sulle rocce o nelle acque, in cerca di rimedi in grado di guarire, lenire, alleviare i dolori e le infermità del vivere quotidiano. Da qui l’arte che era considerata un insieme di alchimia, magia, medicina e botanica. Ci sono voluti, però, secoli prima che la farmacia acquistasse la sua indipendenza e smettesse di essere considerata una pratica segreta.
Presentare quest’arte nel miglior modo possibile è l’obiettivo del futuro Museo della farmacia, voluto dalla JGL, un’eccellenza in questo settore riconosciuta a livello internazionale. Per capirne di più, abbiamo affrontato l’argomento con Eva Usmiani, membro del CdA della JGL, e Marin Pintur, responsabile del Museo, che sorgerà in calle dei Canapini grazie all’intesa raggiunta tra JGL, Museo Civico e Città di Fiume. “L’idea di fondare il museo è di mio padre Ivo – ci ha detto Eva Usmiani Capobianco, classe 1982, che dopo essersi diplomata presso la Scuola media superiore italiana di Fiume, ha conseguito la laurea in Management alla Facoltà di Economia del capoluogo quarnerini e quindi il master in Gestione aziendale a Madrid –. Sono anni ormai che raccogliamo vari oggetti che sono stati utilizzati nei processi produttivi, reperti di storia della farmacia, libri vari, farmacopee. E mio padre ha pensato che si poteva esporre il tutto, rendendo così onore a tutti i farmacisti, al settore farmaceutico in genere. Successivamente, la Città ha accolto questa proposta, che l’ha sostenuta assegnandoci un locale di circa 140 metri quadrati in calle dei Canapini. Il 2020, poi, anno in cui Fiume detiene il titolo di Capitale europea della cultura, ci è sembrato l’anno giusto per realizzare questo progetto. Abbiamo potuto contare anche sulla collaborazione del Museo civico di Fiume, che oltre ad avere un ruolo consultivo cederà parte della sua collezione museale legata alla casa farmaceutica Alga. Attualmente sono in corso i lavori di adattamento del locale alle esigenze del museo”.
“Abbiamo più di 1.500 reperti – ha spiegato ancora Eva Usmiani –. Una parte ci è stata donata da vari enti, tra cui la farmacia Jadran, poi da alcune farmacie private, mentre una parte è già di nostra proprietà, oggetti che abbiamo conservato o acquisito, come ad esempio la farmacia di Comisa (Komiža) sull’isola di Lissa, che abbiamo acquistato nel 2015, anno in cui è stata inaugurata la Pharma Valley a Svilno. Continuiamo a raccogliere reperti, che ci vengono donati o venduti da persone varie”. “La maggior parte di questi oggetti – ha precisato Marin Pintur, responsabile del museo –, e stiamo parlando di diverse centinaia, ci è stata donata da Vladimir Grdinić, professore della Facoltà di Farmacia, ora in pensione, il quale possiede una grande collezione e non ha esitato un attimo ad appoggiare questo progetto”.

Eva Usmiani

Galeno, Paracelso, Sternbach, Prelog, Grossich…
La parte multimediale del museo sarà particolarmente interessante – ha proseguito –. Ci è sembrato logico predisporre questo lato per un museo che viene aperto nel 2020. I visitatori potranno ‘consultare’ tramite tablet un serpente 3D che potrà spiegare a tutti il perché della scelta del serpente come simbolo della medicina e della farmacia (Il caduceo, composto da due serpenti avvolti a spirale, da non confondere con il bastone di Asclepio, antico simbolo greco associato alla medicina che consiste in un serpente attorcigliato intorno a una verga, n.d.a.). Ci saranno anche personaggi illustri della storia della farmacia, come Galeno e Paracelso, poi Leo Sternbach, ebreo nativo di Abbazia, inventore del Valium, Julije Domac, uno dei padri della farmacia in Croazia, Vladimir Prelog, vincitore nel 1975 del Premio Nobel per la chimica, e Federico II di Svevia, che con un editto del 1240 separò la farmacia dalla medicina. Metteremo in bella vista anche un busto di Antonio Grossich, il medico che nel 1908 ideò la tintura di iodio come sterilizzazione rapida per uso esterno (nato a Draguccio nel 1849 e morto a Fiume nel 1926, n.d.a.), nonché alcune delle sue ricette mediche”.
“Nell’ambito del nostro museo verrà trattata la storia della farmacia a livello mondiale, nazionale e locale, con preponderanza di quest’ultima. Ai visitatori verrà offerta una sequenza temporale, grazie alla quale potranno apprendere le nozioni essenziali della storia della farmacia e i dati più rilevanti. Ci sarà anche un ‘angolo fiumano’, dove tratteremo lo sviluppo di questa disciplina a Fiume”. “Grazie agli iPad – ha voluto aggiungere Eva Usmiani – questi personaggi potranno rivivere, mentre la timeline sarà dotata di touch screen tramite i quali gli utenti potranno interagire e scoprire i segreti della farmacia e della sua storia”.
La realizzazione di questo progetto è dovuta a un team composto tutto da persone giovani di Fiume. Oltre a Marin Pintur, esperto del settore museale, ci sono ancora tanti altri collaboratori, tra cui l’architetta Gorana Stipeč Brlić dello studio AO16, Veronika Uravić Čolak, graphic designer dello studio Reedesign, mentre per la parte multimediale la JGL ci è affidata a Marko Prpić della ditta zagabrese Novena.

Il «giardino della guarigione» e un angolo tutto fiumano
“Il museo avrà all’ingresso una ‘parete verde’, il ‘giardino della guarigione’, dove esporremo le varie erbe medicinali – ha anticipato Eva Usmiani –. Insomma, il tutto sarà composto da dieci sezioni tematiche. Appena entrati ci sarà un negozio di souvenir, dove sarà possibile acquistare alcuni prodotti come creme, unguenti e pomate, disinfettanti per mani, tutti rigorosamente prodotti dalla JGL, sacchetti vari, magneti, nonché la nostra mascotte, un serpente di peluche. Poi ci sarà il laboratorio farmaceutico dove vengono fatti i preparati magistrali e galenici, un laboratorio per le analisi, una sequenza temporale in vetro, lunga 20 metri e che si estende in tutto il locale come un mantello, poi ci saranno i personaggi più illustri della scienza farmaceutica in Croazia come Lavoslav Ružička, Vladimir Prelog (entrambi Nobel per la chimica), Julije Domac e Gustav Janeček”.
“Particolarmente interessante l’angolo fiumano, che tratterà la storia della farmacia nella nostra città, con una biblioteca, ossia con la riproduzione dell’ufficio e dell’Officina della salute di Eneo Forempoher, che ha fatto tirocinio presso il noto farmacista fiumano Giovanni Prodam. Egli aveva prima preso in affitto e poi acquistato la farmacia di Comisa, sull’isola di Lissa, che poi la JGL ha rilevato. In questo modo potremo vedere quale aspetto aveva l’ufficio di un farmacista un secolo fa. Lì esporremo, sempre grazie al prof. Vladimir Grdinić, anche una bella collezione di 28 farmacopee del XIX e XX secolo provenienti da 16 Paesi di tutto il mondo, come pure la ‘Pharmacopoea Croatico-Slavonica’ del 1901, che è il primo codice farmaceutico scritto in lingua croata. Un ambiente sarà dedicato anche alla storia della JGL dal 1991 a oggi, con un touch screen grazie al quale sarà possibile conoscere tutta la gamma di prodotti della casa farmaceutica fiumana, ci saranno le varie pubblicità e gli slogan utilizzati in tutti questi anni. Infine, ci sarà il muro con una ventina di erbe medicinali delle quali illustreremo tutte le proprietà curative”.

Un erbario speciale
Verrà allestita anche una bacheca verticale che sarà una sorta di erbario con le varie piante officinali e all’interno di “armadietti” interattivi verrà illustrato il processo che permette di utilizzarle a scopi curativi. Sono state predisposte quattro categorie: le droghe psicotrope come cocaina, cannabis, mandragora e papavero, le erbe medicinali contro la tosse, le piante autoctone come ad esempio il piretro, la salvia, la belladonna e le altre piante utilizzate a scopi curativi come la digitale rossa e l’aloe vera. Ci saranno a disposizione anche dei microscopi per dare la possibilità ai visitatori di osservare i vari preparati.
“Va detto – ha voluto sottolineare Marin Pintur – che il Museo, il cui reperto principale sarà la vecchia officina della salute acquistata dalla farmacia Kolodvor, presso la stazione ferroviaria e ora in fase di restauro, sarà registrato regolarmente presso il Ministero della Cultura e quindi si tratterà di un vero e proprio museo che sarà presente nell’elenco dei musei della Repubblica di Croazia. Sarà l’unico ente del genere in Croazia fondato da un’azienda privata, se escludiamo il Museo Marton di Samobor, che è stato fondato da un privato. Nei prossimi giorni una commissione ministeriale verrà a Fiume per verificare se tutto viene fatto a regola d’arte, dopo di che saremo pronti per l’inaugurazione che dovrebbe avvenire nella prima metà di ottobre”.
“Il Museo della farmacia sarà il contributo della JGL all’arricchimento dell’offerta culturale e turistica della città e credo che a beneficiarne saranno tutti. Credo sia giusto che un’azienda farmaceutica come la nostra lasci la sua impronta nella città in cui è cresciuta”, ha concluso Eva Usmiani, aggiungendo che la vera missione è che il Museo diventi una base di formazione e di ricerca nel settore farmaceutico per tutti i visitatori, ma specialmente per gli studenti di farmacia.

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