Jurman: «Prima la salute e poi ristrutturare»

Il presidente dell'Associazione degli imprenditori della nazionalità italiana (Aini) e vicesindaco di Umago su sfide e difficoltà

Mauro Jurman

Le imprese che aderiscono all’Associazione degli imprenditori della nazionalità italiana (Aini) hanno dovuto affrontare l’emergenza tirando fuori, pur di sopravvivere, il meglio di sé. Per focalizzare le problematiche che si sono presentate al mondo dell’imprenditoria comunitaria e, comunque, territoriale abbiamo incontrato Mauro Jurman, vicesindaco di Umago nonché presidente dell’Aini.
Lei si trova a capo dell’Aini, un importante strumento di riferimento per chi, all’interno della Comunità nazionale italiana, svolge un’attività produttiva. Le piccole imprese, e l’economia in genere, alla luce della pandemia causata da Covid-19, hanno subito considerevoli arresti. Possiamo fare il punto sui problemi che gli imprenditori CNI hanno dovuto affrontare in questo momento di grande disagio?
“Gli imprenditori, come del resto tutte le persone, sono stati colpiti dalla pandemia causata dal virus Covid-19. Oltre alle conseguenze sul piano sanitario, hanno visto le proprie attività economiche ridimensionate o chiuse. Il lockdown imposto dalla Protezione civile ha modificato il nostro modo di vivere, viaggiare, studiare e naturalmente anche di lavorare. I più colpiti sono stati certamente gli imprenditori che si occupano di servizi alle persone, albergatori, ristoratori, commercianti del non alimentare e tutte quelle attività economiche dove si ha un contatto diretto con i clienti. Alcuni si sono adeguati e hanno spostato le loro attività sulle piattaforme informatiche, aprendo pagine web per la vendita diretta, usando Facebook e altri canali per farsi pubblicità, cercando in questo modo di sopperire alla mancanza di compratori diretti”.
Che cosa può fare l’Aini per aiutare le imprese in difficoltà? L’Unione Italiana, fondatore dell’Aini, aspira da decenni a sviluppare non solo la sua dimensione culturale ma anche le attività economico-imprenditoriali. Da amministratore, ma anche da imprenditore, lei è in grado di dare qualche consiglio per la ripartenza? È piuttosto chiaro che l’economia e le istituzioni dovranno adeguarsi e che nulla sarà come prima…
“Quale amministratore locale che arriva dal mondo delle imprese, il consiglio che posso dare a tutti è in primo luogo quello di tutelare la salute, propria e quella dei dipendenti, poi di ristrutturare e rivedere i piani di lavoro e gli investimenti per il prossimo futuro cercando di ridurre le spese, mantenere, per quanto possibile, l’occupazione, sfruttando tutte le possibilità offerte dal legislatore in materia. Approfittare del momento per capire come adeguare il lavoro alle nuove richieste e opportunità che il mercato porrà nel prossimo futuro”.
Sappiamo che il turismo negli scorsi decenni ha assicurato benessere, crescita, ha dato la possibilità al suo comune di realizzare importanti interventi nel sociale, nelle infrastrutture, nei servizi che servono a rendere la vita dei residenti più gradevole. Queste sicurezze nel post pandemia (sperando che non ci sia una seconda ondata) vengono a meno. Come vi state attrezzando in qualità di amministratori pubblici ad affrontare questa nuova normalità?
“Il turismo per noi è stato e lo sarà anche in un prossimo futuro un valore aggiunto che ci ha permesso di crescere nell’ambito delle politiche sociali. È bene ricordare che dal 2017 tutti i bambini dal nido ai prescolari non pagano nessuna retta per frequentare le nostre istituzioni e non ci sono liste d’attesa per entrare negli asili, forniamo, inoltre, gratuitamente i libri di testo per gli alunni delle scuole elementari, copriamo le spese di trasporto per questi alunni e per quelli delle scuole medie… e altro ancora. A differenza di molte realtà locali, Umago ha la fortuna di non dipendere esclusivamente dal turismo: abbiamo un’importante presenza industriale di trasformazione e manufatturiera, un’agricoltura ben radicata nel territorio. Grazie a questa diversificazione economica crediamo che sarà un pò più facile superare questo momento. Come amministratori siamo certamente molto sensibili alle difficoltà dei nostri concittadini e per questo abbiamo reagito immediatamente riducendo gli stipendi: al sindaco e ai vicesindaci del 50%, a tutti i dipendenti municipali e delle varie istituzioni dove la Città è fondatrice del 10%, tranne ai vigili del fuoco, ai dipendenti della Casa di riposo ‘Attilio Gamboc’ e ai dipendenti delle municipalizzate che lavorano alla sanificazione delle aree pubbliche. Abbiamo deciso pure la sospensione del versamento dell’indennità per i consiglieri municipali. Oltre a questo, abbiamo esonerato dal pagamento dei canoni di locazione tutti quegli imprenditori e artigiani che non hanno potuto lavorare, abbiamo decretato pure l’esonero dal pagamento dell’imposta per l’utilizzo delle aree pubbliche e la proroga dei termini di pagamento dell’indennità comunale”.
Si può sperare che le attività turistiche, anche se in modo ridotto, siano portate avanti nonostante le difficoltà? Insomma, siete pronti ad accogliere i turisti che stanno già arrivando. Avete paura che da zona corona free l’Istria possa diventare, con l’apertura dei confini, una nuova zona rossa?
“Naturalmente noi siamo pronti ad accogliere tutti i turisti sia nazionali che stranieri che vorranno trascorrere le vacanze a Umago, come lo abbiamo sempre fatto. Purtroppo, non sappiamo quali saranno i numeri delle presenze turistiche e per quanti anni subiremo le conseguenze di questa pandemia. Per adesso abbiamo dovuto annullare tutte le manifestazioni culturali, artistiche e sportive quali il torneo Plava laguna Croatia Open di tennis, il Sea Star festival di musica elettronica, il Forum Tomizza, il Festival del teatro da camera Leon d’oro. Come sostengono i virologi, fino alla scoperta di un vaccino saremo costretti a convivere con il virus e noi facciamo del nostro meglio per evitare la trasmissione dello stesso attraverso la diffusione delle linee guida della protezione civile per il distanziamento sociale, la pulizia delle superfici e delle mani, la sanificazione delle aree e degli edifici pubblici. Se tutti noi e i nostri turisti ci comporteremo in modo responsabile e ci atterremo alle disposizioni, credo che il virus non rappresenterà un problema. Però, in caso di emergenza, i nostri presidi medici sono pronti a reagire in tempo utile”.

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