Fulvia Zudič: «Dimissioni sofferte, ma necessarie»

INTERVISTA Artista versatile e affermata, ha contribuito allo sviluppo della cultura italiana in quest’area. Continuerà a dare il suo apporto, ma da attivista. La situazione attuale in seno alla sua Comunità e alla minoranza in generale l’hanno spinta a lasciare il suo incarico a Casa Tartini

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Fulvia Zudič: «Dimissioni sofferte, ma necessarie»
Fulvia Žudič. Foto Mariangela Pizziolo/AIA

Il 2025 è decisamente un anno turbolento per la Comunità nazionale italiana. Tra i tanti casi che hanno destato stupore, sono state le dimissioni di Fulvia Zudič da presidente della Comunità degli italiani Giuseppe Tartini di Pirano. Inoltre, sino al suo pensionamento nel febbraio scorso, è stata coordinatrice culturale, incarico da poco assunto da Agnese Babič, che, a sua volta, ha voluto lasciare l’incarico presso la Comunità autogestita della nazionalità italiana di Isola, dove svolgeva le stesse mansioni. Artista versatile, che ha contribuito allo sviluppo della cultura italiana sul territorio, lasciando l’incarico si è comunque dichiarata ben disposta a continuare a dare il suo contributo da semplice attivista. Fulvia Zudič aveva assunto le redini della Ci piranese nel luglio 2022.

La copertina di Panorama con l’intervista a Fulvia Zudič

“Ho deciso di fermarmi nella necessità di riflessione per capire dove sta andando la nostra Comunità, focalizzare il momento e chiarirmi le idee prima d’intraprendere ulteriori passi concreti”, ha scritto nella lettera d’addio alla presidenza comunitaria, resa nota lo scorso 18 settembre. “Pirano è una bellissima realtà composta da persone di buona volontà con un gran numero di attivisti impegnati nei vari gruppi a ricoprire un vasto territorio e custodire un patrimonio culturale che pochi vantano come il nostro”, ha rilevato, ma i fatti che si sono susseguiti in particolar modo nell’ultimo anno e l’atmosfera che si respira nell’ambito della Comunità nazionale italiana, l’hanno indotta a lasciare il ruolo. “È da un paio d’anni che questa situazione d’incertezza si va trascinando e, al momento, mi è difficile vedere una luce in fondo al tunnel”, ha concluso con rammarico.

In molti la definiscono un pilastro della Comunità degli italiani Giuseppe Tartini, perciò si sono dispiaciuti per le sue dimissioni a settembre di quest’anno. Le motivazioni le ha già rese note in un comunicato, ma c’è altro che vuole aggiungere?
“No, non c’è altro. Posso però dire che è stata una decisione sofferta, perché ero sempre in Comunità, così come lo è Kristjan Knez, che fino alla nuova nomina ha assunto temporaneamente la presidenza. Altri, invece, mi riferisco a quelli arrivati recentemente alla Giuseppe Tartini, pensano di sapere tutto e di avere sempre ragione, ritenendosi superiori a coloro che, appunto, sono qui da una vita. Questo è ciò che provo io, ma immagino che lo stesso sentimento sia condiviso dagli altri connazionali di lunga data”.

Si sente, in un certo senso, tradita?
“Non so trovare l’aggettivo giusto, ma mi rendo conto che questi stessi o analoghi problemi si riscontrano ormai ovunque. Alcuni lo attribuiscono al periodo della pandemia, che avrebbe incattivito le persone… non so spiegarmelo. Può capitare di avere dei diverbi, ma è importante giungere a una soluzione. Invece, sono bravi a criticare senza essere propositivi”.

PREOCCUPANTE DISAFFEZIONE

È nota anche la sua disapprovazione sul comportamento di alcuni membri del direttivo, concretamente sul fatto che partecipino alle sedute delle altre Comunità.
“Premetto che ognuno è libero di dire e fare ciò che vuole, non posso però ignorare la mancanza di informazioni nei miei confronti per le azioni intraprese da alcuni di loro che hanno contribuito a creare spaccature all’interno della Comunità. Non sono d’accordo nemmeno con quelli che, oltre a commentare attivamente sui social, hanno partecipato come ‘osservatori’ alla riunione organizzata dalla Comunità autogestita della nazionalità italiana di Isola che ha fatto scalpore perché è stata chiamata la polizia. Lo ritengo un danno anche all’immagine della nostra Comunità”.

Lei come si spieghi tutto ciò? Qual è lo scopo?
“Ovviamente, con queste persone ho parlato chiedendo spiegazioni. La risposta è stata ‘vogliamo aiutare i connazionali delle altre Comunità’. La situazione mi ha molto agitato tant’è che ho deciso di dissociarmi. Spero che Agnese Babič potrà lavorare in un clima sereno e che facciano tesoro della sua lunga esperienza professionale”.

In che stato di salute è, in generale, la Comunità nazionale italiana?
“La gente, soprattutto i giovani, è sempre meno legata alla nostra lingua, cultura e tradizioni. È una realtà non da oggi, ma da ieri. Non sono pochi gli appartenenti alla Comunità nazionale italiana che con i figli, nipoti ecc. non parlano in italiano. Tutto ciò si ripercuote in altri ambiti, nelle iscrizioni a scuola, nei vari eventi e sedi. Questo è ciò che maggiormente mi preoccupa”.

UN LEGAME PARTICOLARE

Pirano, essendo una Comunità piccola, ne risente in modo particolare?
“Numericamente, la Comunità degli italiani di Pirano non è piccola perché conta 1200 soci circa, di cui attivi, però, sono solo 200. Sono numeri però relativi perché diverse persone di nazionalità italiana non si sono mai iscritte in Comunità. Abbracciamo un’area geografica alquanto vasta spaziando da Santa Lucia a Portorose, Strugnano, Sicciole ecc. I connazionali di queste zone hanno un altro legame e modo di vivere la Comunità. Nel mio ultimo mandato, ma anche prima, ho cercato di organizzare eventi anche in queste località al fine di avvicinarci alla nostra gente. Punto centrale resta, però, la nostra sede in Casa Tartini”.

Pirano è anche molto specifica per quanto riguarda la, diciamo, “logistica”, che qui, in particolare per le persone anziane, non è comoda e semplice. Quanto incide questo aspetto?
“Sì, è uno dei tanti aspetti, ma non va ad intaccare tutte le attività. Ad esempio, il gruppo di ceramica, che usufruisce degli spazi al quarto piano di Casa Tartini, non ha mai voluto spostarsi. Lo stesso è con il gruppo di pittura ed il corso di chitarra che, voglio ricordare, sono attivi in casa Tartini da più di trent’anni. Gli attivisti che usufruiscono di altre sedi del piranese sono i coristi, la filodrammatica e del cucito, ma solo perché non si riusciva a combinare con gli orari degli altri gruppi ed eventi. A Sicciole la connazionale Claudia Markovič ha avviato il laboratorio creativo per la modellazione ‘Pasta al sale’, che sta dando ottimi risultati, pure sul fronte della partecipazione e visite”.

Ogni Comunità degli italiani ribadisce la necessità di una stretta collaborazione con il Comune, fondamentale anche per instaurare un legame con la maggioranza. Com’è questo rapporto?
“Nei tanti eventi promossi dal Comune ci siamo integrati molto bene. Quando ho iniziato a lavorare come coordinatrice culturale, ho in primis puntato sulla lingua, un proseguimento, diciamo, di ciò che facevo a scuola, dove ho lavorato prima di approdare alla Comunità. Il modo più diretto e semplice è stato organizzare incontri con gli autori dei libri, laboratori con gli illustratori. E poi la musica, un’offerta logica visto che la nostra sede si trova nella casa natale di Giuseppe Tartini. La musica da camera ha portato tanta gente della maggioranza, ma voglio ricordare pure il Gran ballo di Carnevale o la Festa dei salinai in occasione della Festa di San Giorgio in cui il Comune ci ha sempre dato sostegno. Appuntamenti, questi, che attirano visitatori anche di altre città”.

PERCORSI DI RECUPERO DEL PATRIMONIO

Pirano è sinonimo di patrimonio culturale, di epoca veneziana in modo particolare. Già il vostro edificio è uno dei più importanti, e non solo in questa città. E, ricordiamo, la Can di Pirano ha avuto in gestione l’antico faro con il bastione di Punta Madonna.
“Grazie a vari progetti intrapresi dal Comune di Pirano, penso che negli ultimi anni ci sia stato un miglioramento nel recupero del patrimonio storico. Nell’ambito di un’iniziativa Interreg Italia – Slovenia è stato realizzato il restauro di Casa Tartini, con il Percorso museale, mentre con i mezzi di un progetto tra il Comune di Pirano e la Regione Veneto, è stato coinvolto anche il bastione”.

Pochi mesi fa c’è stato un evento storico: il ritorno della pala di Vittore Carpaccio, “Madonna col Bambino e Santi”, nella chiesa di San Francesco di Pirano. Alla cerimonia di accoglienza abbiamo visto, tra gli altri, anche lei, assieme a tanti connazionali e alcuni esuli. Come l’ha vissuta?
“Le opere sono state realizzate in quel luogo per quel luogo, benché la storia di questo territorio abbia poi determinato altri percorsi. Comunque, non posso che essere contenta che la pala del Carpaccio sia tornata a casa e ringraziare tutti coloro che se ne sono presi cura e l’hanno custodita”.

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