Fortezza Badanj: gioiello da riscoprire

La straordinaria struttura che sovrasta la valle di Vinodol, bene culturale della Croazia, è sottoposta a un nuova importante opera di restauro, una delle tante effettuate negli ultimi sette anni, grazie ai finanziamenti del Ministero della Cultura e della Città di Crikvenica

Uno splendido scatto dall’alto, che consente di ammirare la roccaforte tardoantica in tutta la sua bellezza e particolarità

Il patrimonio storico-culturale costituisce il fondamento primario e insostituibile di memoria e identità di ogni Paese. Nel caso della Croazia, il prezioso lascito di monumenti, centri storici e manufatti artistici, diffuso su tutto il territorio nazionale, forma un tessuto organico continuo, frammentato nel tempo, in cui si fondono con armonia la bellezza del paesaggio naturale e di quello su cui è intervenuto l’uomo. Uno di questi inestimabili tesori giace da secoli, un po’ nascosto agli occhi dei passanti, in cima a una ripida collina che sovrasta il piccolo fiume Dubračina, che scorre lungo la verde valle di Vinodol (Valdivino), alle spalle di Crikvenica. Il riferimento è alla splendida fortezza Badanj, eretta tra il IV e il VI secolo, in età tardoantica, una delle più datate rimaste sul territorio, gioiello incontrastato che sta lentamente risorgendo, dopo decenni d’incuria – la struttura è rimasta intatta fino al 2012, dopo gli ultimi scavi archeologici eseguiti negli anni ’70 dello scorso secolo –, grazie a un’importante opera di restauro commissionata dal Museo civico di Crikvenica. L’intervento – finanziato dal Ministero della Cultura, congiuntamente alla municipalità, che ha attinto dalla tassa sui monumenti, con un importo pari a 210mila kune – è stato avviato agli inizi di ottobre, e riguarda il rinnovo del bastione meridionale esterno, rimasto danneggiato in seguito al crollo di parte del muro di cortina e del merlo della roccaforte. Dopo i succitati scavi, la cinta muraria era stata ampliata e consolidata mediante minuscoli muri a secco e terrazzamenti, che hanno ceduto nel tempo abbattendosi e danneggiando il bastione a sud. Gli stessi verranno ora rimossi e ricostruiti conformemente all’aspetto originale delle mura. Inoltre, lungo tutto il bastione verrà realizzata una specie di gronda con la giusta pendenza per evitare l’eccesso di acqua piovana. L’attuale opera di restauro servirà, tra l’altro, a rimettere a nuovo determinate sezioni del muro di cortina maggiormente danneggiate. Verrà infine portata a termine l’opera di restauro del bastione orientale esterno, iniziata nel 2018 e non ancora conclusa.

Gli interni della fortezza, da cui si presta una bella vista sul massiccio del Velebit

Ristrutturazione in fasi
È importante rilevare che la ristrutturazione della fortezza Badanj, bene culturale della Repubblica di Croazia dal 1976, viene effettuata in fasi, di cui la prima era stata avviata, come detto prima, ancora nel 2012, dopo di che ne sono seguite altre, a dipendenza dei fondi a disposizione, tutte in coordinamento con l’Ufficio per il restauro e la conservazione dei beni culturali di Fiume. Obiettivo principale è conservare la forma originale della struttura e in una fase successiva ricostruire determinati elementi architettonici della stessa. Dal 2015 vengono eseguiti, parallelamente al restauro, mirati scavi volti a far emergere parti inesplorate dell’antica fortezza. L’appalto dei lavori è stato affidato all’azienda “Citadela” di Hreljin, specializzata in opere di restauro e conservazione.
Quello di Badanj è uno straordinario complesso fortificato, il primo costruito nell’area di Vinodol, usato con tutta probabilità durante l’Impero romano, anche se non esiste documentazione al riguardo. La struttura aveva una funzione ben precisa e cioè consentire il controllo della strada che attraversava la zona, la stessa che collegava l’Italia settentrionale alla Pannonia, passando per Segna. Fungeva inoltre da difesa della valle di Vinodol, vietando l’accesso al nemico in arrivo dalla costa di Crikvenica. Nei secoli a venire, in Alto e Tardo Medioevo, la fortificazione ha subito innumerevoli riconversioni e ampliamenti, interventi favoriti dalla sua particolare forma concentrica, per la quale si presenta diversa dalle altre. La fortezza vanta, infatti, una pianta molto interessante caratterizzata da due bastioni circolari e un segmento a parte, eretto sul pendio nordoccidentale. L’aspetto e la funzione di determinate sezioni del complesso sono tuttora ignoti, come pure i motivi dello sfollamento avvenuto nel XIV secolo, poco dopo l’arrivo nel Comune di Vinodol dei nobili Frankopan.

Facebook Commenti