Dopo quasi 34 anni trascorsi senza interruzioni tra i banchi del Parlamento croato, Furio Radin, storico rappresentante della minoranza nazionale italiana, si prepara a lasciare il Sabor. Il deputato con la più lunga permanenza nella storia dell’assemblea legislativa croata ha infatti presentato la richiesta di sospensione del mandato, avviando così il percorso che porterà alla conclusione di una delle più longeve carriere parlamentari del Paese.
La Commissione parlamentare per il mandato e le immunità (MIP) esaminerà la richiesta venerdì 19 giugno, per poi trasmettere il proprio parere all’Aula chiamata alla ratifica definitiva. Il congedo ufficiale di Radin dal Parlamento dovrebbe avvenire il prossimo 24 giugno.
Un percorso iniziato nel 1992
La storia parlamentare di Furio Radin si intreccia con quella della Croazia indipendente. Eletto per la prima volta nel settembre del 1992 come rappresentante della minoranza italiana, ha mantenuto ininterrottamente il proprio seggio fino a oggi, attraversando tutte le stagioni politiche del Paese, i cambiamenti di governo e le trasformazioni istituzionali che hanno segnato oltre tre decenni di vita democratica croata.
Il suo percorso al Sabor è iniziato appena due anni dopo la nascita del moderno sistema parlamentare croato, inaugurato il 30 maggio 1990. Quando Radin fece il suo ingresso nel palazzo del Sabor, in piazza San Marco a Zagabria, la giovane democrazia croata stava ancora costruendo le proprie fondamenta istituzionali.
Figura di riferimento per le minoranze
Nel corso della sua lunga attività politica, Radin è stato una delle personalità più riconoscibili del Parlamento croato. Oltre a rappresentare la comunità nazionale italiana, ha ricoperto incarichi di rilievo, tra cui la presidenza della Commissione parlamentare per i diritti umani e i diritti delle minoranze nazionali.
Dal 2017 ha inoltre svolto il ruolo di vicepresidente del Sabor, contribuendo alla gestione dei lavori parlamentari e consolidando il proprio profilo di figura istituzionale trasversale, rispettata anche oltre gli schieramenti politici.
La sua presenza è stata spesso associata a uno stile politico improntato alla moderazione, al dialogo e alla ricerca del consenso. In un contesto parlamentare non sempre caratterizzato da toni concilianti, Radin ha rappresentato per molti una voce equilibrata, attenta alla tutela delle minoranze e al rispetto reciproco tra le diverse sensibilità politiche.
Il passaggio di testimone
Con la sua uscita di scena si chiude simbolicamente un capitolo importante della storia parlamentare croata contemporanea. Al suo posto entrerà il neoeletto presidente dell’Unione Italiana, Marin Corva, indicato come supplente nella lista della minoranza italiana alle elezioni parlamentari dell’aprile 2024.
Per la comunità italiana in Croazia e Slovenia e per il mondo delle minoranze nazionali, la conclusione dell’esperienza parlamentare di Radin rappresenta un momento di particolare rilievo. La sua lunga permanenza nelle istituzioni lo ha reso infatti uno dei protagonisti più duraturi e riconoscibili della vita politica croata dalla nascita dello Stato indipendente a oggi.
Il saluto previsto il 24 giugno non segnerà soltanto la fine di un mandato parlamentare, ma anche la conclusione di una stagione politica che ha accompagnato quasi per intero il percorso democratico della Croazia moderna.
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