Cristo si è fermato a Plitvice

È un'oasi di sfumature verdi e blu sopravissuta immacolata in mezzo a un mondo che non capisce quanto siano importanti ecologia e natura. L'uomo a volte però...

Foto Borna Filic/PIXSELL

È stato definito da tanti un autentico Paradiso in Terra. Chiunque abbia la benché minima sensibilità per natura e ambiente ha bisogno di poco: una visita, una passeggiata, in un ambiente che sembra un’oasi di “incontaminazione” sopravissuta, immacolata, in mezzo a un mondo malato come dice Greta Thunberg. Ma nell’anno in cui i Laghi di Plitvice celebrano i 70 anni dalla nascita dell’istituzione a Parco Nazionale e i 40 dall’ingresso nella lista UNESCO dei beni del patrimonio mondiale sotto tutela, l’uomo ha rischiato di rovinare tutto mettendo Zagabria a rischio: a inizio anno l’orgnizzazione ONU è arrivata a minacciare. Le prime ricerche scientifiche, protagonista Ivo Pevalek, professore, botanico e geobotanico, insomma uno scienziato a tutto tondo, sui Laghi i Plitvice risalgono al 1850 e poi negli Anni ’20 e Anni ’30 del ventesimo secolo. È grazie in spevial modo a lui se i Laghi di PLitvice hanno avutoa tutela nazionale e globale.

Abusivismo col «silenziatore»

“O vi date una calmata o vi togliamo dalla lista UNESCO”. La voglia di denaro facile e la commistione tra potenti e politica locali, non senza la supervisione di chi ha influenze nella Capitale ha dato come risultato il cambiamento di tutto ciò che ruota attorno ai laghi; turismo, traffico, inquinamento, una specie di abusivismo edilizio col silenziatore. A Plitvice e dintorni oggi si possono notare centinaia e centinaia di nuove case sorte come i prelibati funghi di questi boschi, attorno ai laghi o nelle immediate vicinanze. Tantoché l’UNESCO è sta costretta a chiedere al governo misure d’intervento immediate. Il fenomeno risulta evidente a “occhio nudo” soprattutto da cinque anni a questa parte. Imprenditori privati, piccoli e grandi con la complicità delle autorità locali e di un Piano territoriale approvato nel 2014 (sul quale ci sarebbe da discutere) per intercettare l’immenso flusso turistico che gravita attorno ai laghi si sono scatenati in una sorta di edilizia selvaggia indirizzata al guadagno, devota al sacro fuoco del business mascherato da turismo, senza tener conto se tutto ciò fosse sostenibile per l’ambiente in cui stava accadendo. La crescente domanda di alloggi e delle opportunità di affari (1,7 milioni di visitatori l’anno scorso) ha causato il maquillage edilizio di vecchie catapecchie o fattorie, in lussuosi edifici trasformati in strutture turistiche con l’effetto di una plastica facciale esagerata, realizzata su una bella donna: invece di rimarcarne ulteriormente l’attraenza l’ha resa più brutta.

Foto: Boris Scitar/Vecernji list/PIXSELL

E così come in un film horror, nell’acqua una volta limpida sono apparse tracce di detergenti, pesticidi, acque fecali. Soprattutto nella cascata che va a morire nel fiume Korana, queste sostanze si trovano in misure superiori a quanto previsto, stando ad uno studio effettuato nll’estate del 2017. L’epidemia di nuove edificazioni ha inciso non solo sul paesaggio, ma di conseguenza ha reso inevitabile l’aumento del bisogno di acqua potabile, accrescendo il volume di acque reflue e traffico automobilistico. La logica impone infrastrutture migliori e sempre la logica dà un solo possibile risultato: inquinamento e l’nnesimo esempio di come l’uomo per la sua bramosia riesca a rovinare quanto più di bello abbia in mano.

Grabar-Kitarović, che “bacchettata”

Qualche numero? Nei comuni di Plitvica Selo e Plitvička Jezera, il numero degli appartamenti privati è passato da 16 nel 2009 a oltre 300 nel 2017, con un balzo nei pernottamenti da 600 (2009) ad oltre 30mila (2017). Del resto cercando di… “capire” è logicamente inevitabile per un luogo che viene visto da quasi due milioni di visitatori all’anno.Sta tutto nel modo in cui viene sviluppato un territorio dalle straordinarie ricchezze naturali, ambientali e turistiche: in armonia, in modo sostnibile o in maniera serlvaggia. “C’è un filo sottile che separa l’approccio commerciale e una gestione sostenibile – ha affermato con tono severo la presidentessa Kolinda Grabar Kitarović nella serata in cui si sono celebrati i due anniversari -. La gestione responsabile di un patrimonio nazionale è un imperativo nel difficile e complesso mantenimento dell’equilibrio fra sviluppo delle potenzialità tustiche e rispetto degli standard ecologici”, una dichiarazione che suona come una bacchettata nei confronti di chi (anche gente del suo stesso partito) ha fatto precipitare la situazione fino al punto di non ritorno.

Nella top ten delle cascate

Foto: Boris Scitar/Vecernji list/PIXSELL

Questo piccolo paradiso è un luogo in cui 16 laghi si intersecano con fiumi alimentati dalla Bijela Rijeka e dalla Crna Rijeka, fiume Bianco e fiume Nero che confluiscono nel fiume Korana. Una fitta rete di sentieri e 18 km di passerelle rende possibile una passeggiata da favola fra acque dalle sfumature d’incanto: dal verde all’azzurro, dal grigio al blu mentre microgocce dovute alle cascate tutt’intorno bagnano il viso come lacrime di gioia per poter essere parte integrante di questo ambiente incontaminato. Budget Travel ha inserito i Laghi di Plitvice nella top delle “10 cascate più belle del mondo”, e l’UNESCO oltre alla tutela li annovera tra i primi del mondo nella lista dei Patrimoni mondiali.

Splendidi sentieri montuosi sono pronti a farsi scoprire, come quello del Medvjeđak. Le leggende del luogo narrano le storie della Regina Nera dei boschi, delle ninfe dei laghi, di inverni crudi e rigidi e di bestie feroci che abitavano nei boschi. A causa di questi racconti, fino alla fine dell’Ottocento, tutta questa zona venne chiamata con questo nome diabolico ed esoterico.

Chi ama l’aria aperta luoghi del genere non possono far altro che alimentare l’ispirazione e dare sfogo a quella speranza nel desiderio di vedere un mondo ecologicamente consapevole di quanto sia fondamentale tutelarlo e amarlo.

Il Parco nazionale si divide in due zone: nella parte superiore i laghi si trovano in una valle che gli esperti hanno definito “dolomitica” circondati da foreste e collegati da spettacolari cascate, e la parte inferiore dove si possono vedere laghi più piccoli e vegetazione più bassa.L’area del Parco Nazionale vant una superficie di 29.685 ettari, ricca di meraviglie naturali, flora e fauna ompresi, e paesaggi da togliere il respiro.

Il PN in un contesto più ampio è statop inserito nell’area carsico-dinarica, caratterizzato da forme carsiche e da rari fenomeni di corsi d’aqua superficiali e da un forte legame tra superficie e sottosuolo attraverso numerose crepe.Plitvice appartiene a uno dei complessi carsici più imponenti del mondo, caratterizzato da specifiche peculiarità geologiche, geomorfologiche e idrologiche.

È la straordinarietà che rende magico questo luogo. Un ruolo importante in questa struttura concatenata di laghi è svolto dal serbatoio che fornisce e distribuisce l’acqua. Il serbatoio è molto permeabile, caratterizzato da numerose forme carsiche del sottosuolo (grotte e fosse) e della superficie (doline e campi). Esso però è privo di corsi supeficiali. I vertici calcarei si innalzano proprio in queste zone, dove si trova anche la vetta più alta (Seliški vrh 1.279 metri). La loro particolarità sta nel fatto che dopo aver camminato nel sottosuolo per un tratto, l’acqua incontra un ostacolo, un’area di roccia impermeabile, che la costringe ad emergere in superficie formando i numerosi ruscelli che mezzo mondo conosce, che a loro volta alimentano i laghi.

Foto: Davor Puklavec/PIXSELL

Un’altra partiolarità di Plitvice, al fi là del brutto fenomno di cui all’inizio, è l’acqua di questi fiumi, ricca di sali calcarei (come hanno dimostrato le analisi nel tempo in gran parte carbonato di calcio e carbonato di magnesio), provenienti dalla dissoluzione delle rocce carbonatiche che danno forma alla struttura geologica del sito. Questi sali provengono dalla vegetazione, si formano degli strati di travertino, roccia sedimentaria recente. Col tempo, questo tipo di depositi formano delle vere e proprie dighe naturali: sbarrano il corso dell’acqua, crescendo di circa un centimetro ogni anno. Ad un certo punto la pressione dell’acqua rompe questi argini naturali, aprendosi nel terreno nuovi percorsi. È una sorta di meccanismo, comune a tutte le acque calcaree, ma a Plitvice ha assunto un’importanza particolare.

Giochi di acqua e rocce

Nel territorio del Parco prevalgono i calcari mesozoici con strati di dolomiti, ma anche la dolomite stessa. Il rapporto tra le dolomiti meno permeabili o impermeabili e i sedimenti calcarei rocciosi e permeabili del periodo giurassico e cretaceo ha condizionato la formazione di tutto ciò che oggi possiamo ammirare. Le specifiche caratteristiche idrogeologiche delle rocce hanno reso possibile la conservazione dell’acqua nelle rocce dolomitiche del periodo triassico, ma anche la formazione della gola nei sedimenti calcarei del periodo cretaceo. Il sistema lacustre del Parco si suddivide così in Laghi Superiori e Laghi Inferiori. I Laghi Superiori dominano il sistema lacustre sia per volume, sia per spazio occupato. Formatisi sul substrato dolomitico, hanno sponde più ampie, frastagliate e docili rispetto a quelle dei Laghi Inferiori, e comprendono i seguenti laghi: Prošćansko jezero, Ciginovac, Okrugljak, Batinovac, Veliko jezero, Malo jezero, Vir, Galovac, Milino jezero, Gradinsko jezero, Burget e Kozjak.

I Laghi Inferiori, invece, sono nati in una gola calcarea più stretta caratterizzata da sponde scoscese ed erte, e comprendono i laghi Milanovac, Gavanovac, Kaluđerovac e Novakovića Brod. I laghi più estesi sono il Kozjak e il Prošćansko. Si ritiene che l’accumulazione dell’acqua lacustre sia avvenuta 12.000 e 15.000 anni fa.

Non calpestate la scarpetta di Venere

Tra ventidue le specie protette dalla Legge sulla tutela della natura della Repubblica di Croazia la più importante è la gospina papučica (scarpetta di Venere, Cypripedium calceolus), l’orchidea più bella d’Europa. Un’altra curiosità è costituita dalle piante carnivore, tra cui si distingono la okruglolisna rosika (la rosolida, Drosera rotundifolia) e la mala mješinka (Utricularia minor), specie acquatica rarissima.

In quanto alla fauna il PN presenta un elenco vario e molteplice, estremamente ricco grazie alla varietà degli habitat e alle loro modalità di conservazione. La molteplicità biologica dal punto di vista faunistico non è stata ancora studiata nella sua interezza. Dei vertebrati sono state osservate fino a oggi 259 specie studiate relativamente bene, oltre a piccoli mammiferi, mentre la fauna degli invertebrati, sebbene molto più numerosa, è stata studiata in misura minore. È stata oggetto di ricerche per lo più nel quadro delle ricerche limnologiche(la limnologia, studia acque continentali non correnti: laghi, stagni, paludi…).

Tra gli insetti merita attenzione il gruppo delle farfalle: finora è stata evidenziata la presenza di addirittura 321 specie (ottanta diurne e 245 notturne). Spicca il licenide delle paludi (Phengaris alcon alcon), il grande licenide (Phengaris arioni), e il linide delle montagne (Phengaris alcon rebeli).

Ma purtroppo nel PN esistono pure specie minacciate di estinzione: per la loro bellezza si distinguono il macaone, la polissena, la mnemosine nonché la farfalla fritillaria. La farfalla fritillaria e la falena dell’edera rappresentano specie natura bersaglio del Parco. Di sette specie di coleotteri indicati negli Allegati II e IV della direttiva sugli habitat dell’Ue, sei sono presenti sul territorio del PN dei Laghi di Plitvice, e per tre di esse il Parco rappresenta un territorio SIC (Siti di importanza comunitaria).

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