CORVA E ZIZA Progettualità condivisa

PANORAMA I deputati tracciano la linea d'azione comune. Al centro del dibattito la sinergia con l'Unione Italiana, la necessità d'affermare l'unitarietà della CNI, il sostegno alle istituzioni comuni e il Trattato di Osimo

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CORVA E ZIZA Progettualità condivisa
Marin Corva e Felice Ziza sono i deputati che rappresentano la CNI rispettivamente al Sabor e alla Camera di Stato del Parlamento sloveno. Foto Krsto Babić/Edit

Far riconoscere alla Slovenia l’Unione Italiana quale interlocutore istituzionale per le questioni relative al terzo settore (ovvero le questioni direttamente attinenti alle Comunità degli Italiani nel Capodistriano); sollecitare il coordinamento tra l’Ufficio per le nazionalità della Repubblica di Slovenia e l’Ufficio per i diritti umani e i diritti delle minoranze nazionali della Repubblica di Croazia; confermare e rafforzare ulteriormente il sostegno di Zagabria e Lubiana alle quattro istituzioni unitarie della Comunità nazionale italiana – Unione Italiana, Centro di ricerche storiche di Rovigno, Edit e Dramma Italiano (Teatro nazionale croato “Ivan de Zajc”) di Fiume – riconoscendo possibilmente uno status analogo anche a Radio e a TV Capodistria (le due emittenti operano nell’ambito della Televisione pubblica slovena, nda) e sollecitare il rispetto degli impegni sanciti dal Trattato di Osimo del 1975, in primis la realizzazione dei collegamenti autostradali diretti tra l’istro-quarnerino e l’Italia. Sono questi in sintesi gli obiettivi dell’azione politica coesa che i deputati della CNI nei Parlamenti di Zagabria e Lubiana, rispettivamente Marin Corva e Felice Ziza hanno concordato durante il loro primo e atteso faccia a faccia ufficiale tenutosi alla Comunità degli Italiani di Buie. Il vertice ha segnato un momento di fondamentale importanza politica per definire le strategie future della CNI nei rispettivi Paesi, tracciando una linea d’azione coordinata ed energica capace di definire le risposte concrete da dare alla CNI in questa nuova stagione politica e istituzionale. Ad annunciare l’incontro (per certi versi il primo di questo genere) era stato lo stesso Ziza il 27 giugno scorso, durante il suo indirizzo di saluto ai neoeletti consiglieri dell’Assemblea dell’UI, riunitisi a Torre per la seduta costitutiva del mandato 2026-2030.

Marin Corva e Felice Ziza a Buie. Foto Unione Italiana

I tavoli bilaterali

Il debutto di Corva in veste di deputato giunge dopo l’avvicendamento con Furio Radin avvenuto il 25 giugno scorso (come annunciato nel corso della campagna elettorale del 2024, quando i due erano candidati in tandem, nda), in anticipo di poco meno di due anni rispetto alle prossime elezioni politiche in Croazia. Corva unisce così la massima rappresentanza parlamentare a quella associativa, essendo stato eletto (nel maggio scorso) presidente dell’UI – l’organizzazione apicale e unitaria della CNI in Croazia e Slovenia – dopo averne guidato la Giunta esecutiva nei due mandati precedenti. A Zagabria Corva ha raccolto l’importante eredità legata alla creazione delle basi per l’istituzione di un tavolo interministeriale italo-croato. L’obiettivo è favorire una più efficace e compiuta applicazione del Trattato italo-croato sulla tutela delle reciproche minoranze, siglato da Roma e Zagabria nel 1996. Sul versante sloveno, Felice Ziza – eletto all’inizio dell’anno e attualmente al suo terzo mandato consecutivo nel Parlamento di Lubiana – ha portato al tavolo i progressi compiuti nelle passate legislature. Il deputato era infatti riuscito a ottenere il via libera di Lubiana per un’iniziativa strategica volta a porre le basi per un accordo bilaterale sloveno-croato, specificamente mirato alla tutela e alla salvaguardia unitaria della CNI e superare così le frammentazioni confinarie.

Il dialogo tra i due si è concentrato sulle grandi scadenze diplomatiche, sulle riforme legislative e su traguardi mirati a breve, medio e lungo termine.I due parlamentari sanno che la strada è complessa: fin dai primi anni ‘90 si tenta, senza successo, di ottenere dalle autorità di Lubiana il riconoscimento dell’organizzazione apicale unitaria della CNI alla pari di quanto fatto da Zagabria. Per Corva, questo passo fondamentale non andrebbe a cozzare con il ruolo delegato dall’ordinamento sloveno alle CAN. “Sentiamo la necessità – ha dichiarato Marin Corva – di far riconoscere alla Slovenia l’Unione sulla falsariga di quanto avviene in Croazia per rafforzare la nostra organizzazione apicale e unitaria e per rafforzare l’intera Comunità nazionale”. Il presidente dell’UI ha precisato il valore istituzionale di questo passaggio: “Per Zagabria l’UI rappresenta la massima organizzazione rappresentativa della CNI nella sfera del terzo settore e mi riferisco dunque alle nostre associazioni, che si coordina con istituzioni quali i Consigli della CNI, il deputato eletto al seggio specifico e altre”. Inoltre, questo riconoscimento formale consentirebbe in futuro l’eventuale apertura di uffici dell’UI non solo in Croazia, ad esempio a Pola, ma anche nel Capodistriano, fermo restando – ha sottolineato Corva – che “la sede dell’UI, intendiamoci, è e rimarrà a Fiume”.

Il polo informativo

Oltre alla macro-politica e alla tutela dei diritti acquisiti, il vertice di Buie ha affrontato l’urgente capitolo della sostenibilità economica delle istituzioni comunitarie, con particolare attenzione al sistema informativo e culturale. Corva e Ziza hanno concordato sulla necessità di sollecitare il coordinamento tra l’Ufficio per le nazionalità della Repubblica di Slovenia e l’Ufficio per i diritti umani e i diritti delle minoranze nazionali della Repubblica di Croazia, un dialogo istituzionale attivo negli anni ‘90 e poi svanito, che oggi va urgentemente riavviato.

Ziza e Corva non hanno voluto fare promesse, ma si sono detti fiduciosi sul fatto di riuscire a condurre in porto l’iniziativa, anche in virtù dei finanziamenti che Lubiana destina alle istituzioni comuni tramite l’Unione Italiana. Si tratta di “fondi che negli ultimi otto anni siamo riusciti a far lievitare di circa il 30 p.c., aumentandoli da 400 a 540mila euro”, ha fatto notare Ziza, aggiungendo che le decisioni in base alle quali le risorse in oggetto vengono devolute alla CNI risalgono agli anni ‘90 e andrebbero aggiornate. “Anche per questo il nostro primo obiettivo è quello di far sedere attorno a un tavolo i rappresentanti dei due Uffici governativi”, ha rilanciato il deputato alla Camera di Stato slovena.
L’obiettivo è ora quello di confermare e rafforzare il sostegno di Zagabria e Lubiana alle quattro istituzioni unitarie della CNI: l’Unione Italiana, il CRS di Rovigno, l’EDIT e il Dramma Italiano di Fiume. A queste si punta ad affiancare Radio e TV Capodistria, riconoscendo loro uno status analogo. Ziza ha ribadito che alcuni mesi fa, il governo sloveno ha notificato per il tramite dell’Ufficio per le nazionalità a quello croato l’intento di discutere il riconoscimento delle emittenti capodistriane come eventuale quinta istituzione comune. Inoltre si accarezza l’idea di veder nascere un polo informativo comune a favore della CNI: una piattaforma multimediale che includa le emittenti capodistriane, Radio Fiume (HRT), Radio Pola (HRT) e gli altri media che danno voce alla Comunità nazionale.

Scuole e infrastrutture

Nel corso del confronto, i due deputati hanno riaffermato con forza la ferma volontà di lavorare in stretta sinergia con l’Unione Italiana per garantire un’azione compatta su entrambi i lati del Dragogna. Tra i punti cardine dell’agenda comune, Corva e Ziza hanno evidenziato la necessità di continuare a profondere il massimo sforzo per sostenere le scuole, definite pilastri dell’identità e insostituibili garanzie di futuro per la CNI. La stabilità del sistema scolastico in lingua italiana dunque rimane una priorità assoluta, strettamente interconnessa alla tenuta culturale del territorio e delle sue storiche istituzioni.
Infine, i parlamentari hanno affrontato il tema dei collegamenti transfrontalieri, sollecitando il rispetto degli impegni sanciti dal Trattato di Osimo. L’obiettivo condiviso è favorire la realizzazione dei collegamenti autostradali diretti tra l’istro-quarnerino e l’Italia, sostenendo la giunzione tra l’Ipsilon istriana e la rete slovena e possibilmente l’asse Cosina-Quarnero. “Si tratta di infrastrutture che andrebbero a migliorare la qualità della vita delle persone”, ha puntualizzato Corva, notando che nelle file dei connazionali sono numerosi coloro i quali si spostano da un Paese all’altro su base quotidiana, sia per impegni lavorativi che personali o familiari. Sul versante sloveno, abolito il pagamento della Vignetta tra il valico Rabuiese/Scoffie e Capodistria, Ziza ha confermato che l’obiettivo prioritario resta il completamento del tratto autostradale destinato a collegare Capodistria al Dragogna, ovvero al confine con la Croazia, un traguardo che potrebbe essere raggiunto nell’arco di alcuni anni e per il quale conta di poter fare affidamento sul sostegno degli altri parlamentari eletti nel Capodistriano.

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