La transizione ecologica, il processo di trasformazione della società e dell’economia verso modelli sostenibili, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale e raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, come definito dal Green Deal europeo, è fonte di sfide, ma anche generatore di enormi opportunità. Il processo implica investimenti in energie rinnovabili, efficienza energetica, mobilità sostenibile, economia circolare e agricoltura sostenibile, per ottenere aria, acqua e suolo più puliti, bollette più basse e nuovi posti di lavoro (green jobs). La transizione verde rappresenta oggi una leva strategica per la competitività delle imprese, capace di generare innovazione, ridurre i costi energetici e rafforzare la resilienza aziendale rispetto alle sfide ambientali e normative. In questo scenario, l’accesso a risorse finanziarie adeguate e a competenze specialistiche diventa un fattore decisivo. Per questa ragione la rappresentanza slovena dell’associazione industriale italiana Confindustria Slovenia, in collaborazione con la Camera di commercio e dell’industria della Slovenia e la società di consulenze Leyton ha organizza a Lubiana la conferenza aziendale “Sostenibilità: come finanziarla. Finanziare la transizione ecologica”. L’evento nasce con l’obiettivo di promuovere il dialogo tra imprese, istituzioni e sistema finanziario sulle opportunità offerte dalla finanza sostenibile e sugli strumenti concreti a supporto della transizione ecologica. Un focus particolare è stato dedicato alle esperienze maturate in Italia nella sfera dell’ESG (Environmental, Social and Governance, ovvero i parametri che un’azienda deve tenere in considerazione per realizzare strategie sostenibili, dove per sostenibilità aziendale non s’intende soltanto lo sforzo per salvaguardare l’ambiente, ma anche la capacità di operare tenendo in considerazione altre variabili come il contesto sociale in cui l’impresa opera e le persone che lavorano nell’impresa, nda), con l’analisi di modelli e pratiche applicabili anche nel contesto sloveno.


Un tema d’attualità
A inaugurare l’incontro è stato l’ambasciatore italiano a Lubiana, Giuseppe Cavagna, che nel salutare i partecipanti – tra questi Giacomo Ricciotti, direttore dell’Ufficio ICE di Lubiana e Juriji Giacomelli, presidente del Business forum italo-sloveno – ha rilevato che l’anno appena conclusosi ha confermato gli eccellenti rapporti tra Roma e Lubiana, come testimoniato anche dalla visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Lubiana e a Capodistria e dal progetto GO! 2025, ovvero dal partenariato tra Gorizia e Nova Gorica, che insieme hanno ospitato la prima Capitale europea della cultura transfrontaliera. Cavagna ha lodato gli organizzatori del convegno per la scelta dell’argomento trattato. “Questo è un buon modo per iniziare l’anno, in linea alla diplomazia della crescita, diventata una delle bandiere principali del Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale come di tutte le nostre Ambasciate”, ha dichiarato. “Confindustria Slovenia – ha proseguito – è una realtà in crescita e siamo contenti di questa conferenza, che affronta un tema sicuramente di grande sensibilità e attualità: la modalità con la quale far confluire gli interessi e le possibilità di finanziamento facendole coincidere con i progetti industriali e imprenditoriali che abbiano un’attenzione alla sostenibilità ambientale. Credo sia superfluo parlare dell’importanza della sostenibilità ambientale che è ormai la nostra quotidianità. Parliamo di una dimensione ben compresa da ogni impresa che voglia rimanere sul mercato e essere concorrenziale”. “Questo convegno – ha dichiarato l’ambasciatore – è utile perché fornisce l’opportunità di valutare insieme le condizioni che il mercato può fornire per procedere in questo senso”. Cavagna ha rilevato che l’Italia ha conquistato nel 2025 la quarta posizione tra i principali esportatori mondiali, superando il Giappone. “Non c’è ragione perché questo risultato non possa migliori ulteriormente. L’export italiano, presente in tutti i settori immaginabili, è fatto di innovazione, attenzione al prodotto e anche di sostenibilità ambientale. La Slovenia è un mercato integrato perfettamente, innovativo, che cura l’attenzione alle nuove produzioni ed è in questo senso partner storico e particolarmente attuale per le nostre aziende”, ha osservato l’ambasciatore puntualizzando che proprio appuntamenti come quello odierno possono aiutare la crescita.

Focus su piccole e medie imprese
A introdurre l’argomento della conferenza è stata Anna Mareschi Danieli, presidente di Confindustria Slovenia. “Vogliamo far capire alle imprese, fondamentalmente a quelle piccole e medie, che sostenibilità o ESG oggi non è più solo una bella parola, uno slogan o un argomento da conferenza, bensì un vero e proprio parametro di business. Intendo dire che l’European banking authority ha rivisto quelle che sono le regolamentazioni europee per le banche e ha inserito all’interno dei loro modelli di scoring la matrice della sostenibilità”, ha notato. “Parlare di sostenibilità – ancora Anna Mareschi Danieli – significa parlare di efficienza, che significa parlare di innovazione. Un circolo virtuoso che una volta avviato porta benefici da tutti punti di vista: economico, finanziario, della solidità sociale… Questo grazie anche al nostro partner di oggi, Leyton, viene spiegato nel dettaglio, ma viene anche chiarito chi può aiutarci e quali sono gli strumenti per fare si che qualcosa di sostenibile si trasformi in un progetto bancabile, finanziabile e infine in una performance positiva per l’azienda”.

Una strategia indispensabile
Perché è importante avere una strategia ESG e perché per le imprese diventa fondamentale disporre di un piano industriale sostenibile lo ha spiegato Ricardo Rastelli della Leyton, che parlando ai giornalisti ha puntualizzato che “l’accesso al credito viene agevolato se un’azienda va a investire in parametri di sostenibilità”. Ha illustrato anche come diventa semplice farlo. “Innanzitutto, una cosa che deve essere chiara da subito, l’ESG deve essere reale. Non si può incappare in logiche di greenwashing, di marketing. Non deve essere un topic relegato al marketing, ma entrare nelle strategie aziendale”, ha detto, segnalando che un altro elemento fondamentale è l’efficienza energetica. “Oggi – ha proseguito – la sostenibilità deve passare obbligatoriamente per quelli che sono investimenti strutturali in efficacimento energetico come impianti fotovoltaici e di de-carbonizzazione, quelli che sono ad oggi analisi e procedimenti che sono agevolati dalle normative di finanza agevolata”. “Insomma, la strategia di sostenibilità deve essere correlata a quello che è il business aziendale, andare nella sua medesima direzione e non essere correlata magari a un ufficio separato”, ha concluso Rastelli.

Tavole rotonde e panel
Nel corso della conferenza si sono tenute le tavole rotonde: “ESG e finanza: criteri, condizioni e aspettative” che ha visto intervenire nel ruolo di moderatori Rok Kogej (Intesa Sanpaolo Bank – Ufficio ESG), Andrea Lo Giudice (Unicredit Group – Gruppo di consulenza per l’ESG), Enrico Beltrame e Riccardo Rastelli della Leyton Italia. Ai partecipanti – che hanno potuto seguire anche il panel “Dalla strategia all’azione: progetti ESG concreti e finanziariamente validi” – si sono rivolti inoltre David Cézon e Roberto Fabbi della Leyton parlando di “Transizione ecologica, finanza sostenibile e contesto normativo”.
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