Cento nuovi posti di lavoro ad Albona

Interno dell'impianto produttivo Novation Tech in Ungheria

L’Italia è il terzo investitore straniero (dopo Paesi Bassi e Austria), con circa 3,4 miliardi di euro ovvero circa il 10% del totale degli Investimenti Diretti Esteri confluiti in Croazia nell’arco di tempo tra il 1993 e il 2018 (fonte Farnesina/Ambasciata italiana a Zagabria). Occorre, tuttavia, considerare che numerose imprese italiane hanno effettuato investimenti in Croazia attraverso triangolazioni finanziarie per cui gli investimenti sono transitati da Paesi terzi (es. Lussemburgo, Austria e Paesi Bassi). In generale, il settore dell’intermediazione finanziaria (settore bancario ed assicurativo) è stato sinora il più attraente per gli investitori italiani (circa l’80% del totale). Gli investimenti produttivi italiani più importanti in Croazia sono stati rivolti verso la produzione di gas industriali, il settore energetico, il settore tessile, quello calzaturiero, il settore del legno, l’industria meccanica, l’industria elettronica. Il trend positivo continua, ovvero continuano ad crescere il numero di imprenditori italiani che, spinti da vari motivi, scelgono di trasferire o ampliare le proprie attività in Croazia. Numerosi sono ormai i grandi gruppi industriali dello Stivale, come Calzedonia, Ducati Energia, Luxottica, diversi istituti bancari che da anni con successo operano in Croazia creando migliaia di posti di lavoro e dando certamente un forte contributo allo sviluppo dell’economia nazionale. Negli ultimi anni anche piccole e medie imprese italiane stanno sempre più seguendo l’esempio dei gruppi sopra citati, portando valore aggiunto e rafforzando il tessuto sociale locale dove si posizionano. Non stupisce quindi che siano sempre più numerose anche le unità d’autogoverno locale che puntano molto sull’innalzamento della capacità di attrazione degli investimenti stranieri. Un esempio è Albona, dove ormai da anni operano diverse aziende italiane come Bibetech, Carel Adriatic ed Euronewpack che danni anni hanno posto le proprie radici nel territorio albonese. Ultima in ordine di tempo è la Novation Tech di Montebelluna in provincia di Treviso che attraverso le pagine del Corriere della Sera, inserto Corriere Impresa, ha annunciato il suo sbarco in Croazia, proprio ad Albona.

100 nuovi impiegati

Nelle scorse settimane l’azienda trevigiana ha infatti comunicato l’acquisto di un terreno dove sorgerà uno stabilimento di 3000 metri quadrati nel quale lavoreranno, a regime, un centinaio di persone. Novation Tech è specializzata nella produzione di componenti di alta qualità in carbonio. Il fatturato 2018 ha superato i 39 milioni di euro, in crescita del 51% rispetto al 2017, con un ebitda superiore al 10%. La società è gestita da più di un decennio da Luca Businaro, sotto la cui guida è passata da azienda di stampaggio plastico ad azienda leader nella produzione di componenti in carbonio e materiali compositi. i Novation è tra le prime aziende in Italia e tra le prime cinque in Europa nella lavorazione dei materiali compositi, punto di riferimento per i grandi marchi internazionali dell’automotive alla ricerca di componenti di altissima qualità, sia tecnica che estetica. Collabora e lavora con tutti i grandi marchi del mercato dell’automotive, come Ferrari, BMW, McLaren, Lamborghini, per cui produce soprattutto sedili, componenti interne e parti di carrozzeria, ma opera anche per il mondo dell’occhialeria e lo Sportsystem (selle da bicicletta, piastre per gli sci, suole per scarpe sportive ecc).

Croazia scelta giusta per la crescita

Uno degli elementi chiave nel settore è la manodopera. La fase di “laminazione del carbonio” richiede un’abilità artigianale e in questo l’azienda ha trovato negli operai specializzati nel settore tessile una competenza che si adatta perfettamente a queste lavorazioni. Novation è un’azienda ad alto tasso di manodopera: occupa infatti 315 persone (43 p.c. donne) nella sede di Montebelluna, 180 sono neo assunti dell’ultimo anno (2018). A questi si aggiungono i 415 collaboratori in uno stabilimento di proprietà in Ungheria. Ad Albona dopo un periodo di formazione in Italia previsto a settembre entreranno in servizio le prime decine di operai. “In Croazia abbiamo cercato un distretto dove fosse possibile trovare lavoratori qualificati ma soprattutto disponibili, inserito in un ecosistema di aziende italiana – spiega Businaro – con cui sviluppare più facilmente collaborazioni”. I lavori per la realizzazione del fabbricato prenderanno il via a breve, mentre la produzione dovrebbe iniziare nella prima metà del 2020.

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