Brioni: restyling e rilancio

L'arcipelago delle Brioni

Fra 18 mesi, nella stagione turistica 2021, le isole dell’arcipelago delle Brioni con le loro bellezze e i contenuti storici andranno ad arricchire l’offerta del settore dell’ospitalità istriano. Al cantiere polese della Tehnomont è stato siglato un contratto per la costruzione di un catamarano in alluminio capace di trasportare 150 persone (valore 15,5 milioni di kune, circa due milioni di euro, lipa più lipa meno): niente di strano se non fosse che l’imbarcazione è destinata al collegamento con l’arcipelago del Parco Nazionale Brioni (vanta questo titolo dal 1983), in particolare consentirà a turisti e visitatori l’attracco a Brioni Minore.
Il fondale del molo austroungarico di San Nicolò è molto basso e l’imbarcazione turistica non vi poteva approdare: motivo per cui Brioni Minore è stato in gran parte trascurato e raggiungibile soltanto con imbarcazioni più piccole, come successo per le rappresentazione del teatro Ulysses. La costruzione del catamarano e l’introduzione di una linea regolare con Brioni Minore cambia le carte in tavola e la rende più accessibile e visitabile aumentando l’offerta e rendendo, a partire dalla stagione 2021, l’arcipelago più accessibile a turisti, visitatori o semplici curiosi.
È solo la minima parte di un contesto d’investimenti più ampio; non miliardi come potrebbe essere giustificabile per un arcipelago di siffatta bellezza. Non tanto tempo fa si vociferava di un progetto che aveva in piano la ristrutturazione il restauro o il rifacimento di alberghi e ville più l’aggiunta di altri contenuti a fare da corollario alle capacità ricettive. Un investimento si diceva da 250milioni di dollari, erano perfino emersi i nomi di catene alberghiere di fama internazionale specializzate nell’offerta di lusso e pronta a calamitare in Istria e sulle Brioni ospiti d’élite dal portafogli piuttosto “gonfio”, cercando di far rivivere gli Anni Venti e Trenta dello scorso secolo. Dell’èlite, per ora, non se ne farà nulla perché i meccanismi dello Stato funzionano a scartamento ridotto. Gli anni passano, i ministri cambiano, di progetti fattibili nemmeno l’ombra, soltanto parole a vuoto, e così le Brioni hanno deciso di non aspettare più al varco, agguantando l’occasione buona per autofinanziare i propri progetti, uno dei quali (valore 41 milioni di kune) riguarda il nuovo aspetto dell’arcipelago. Il denaro per il progetto arriva in parte dal fondo europeo per lo sviluppo regionale, il 10% viene assicurato dal Fondo per la tutela dell’ambiente ed efficienza energetica, il resto viene garantito dai fondi dell’Ente pubblico PN Brioni.

Foto: Dusko Marusic/PIXSELL

Si tratta di una cifra irrisoria se confrontata con gli investimenti da sogno di cui si parlava, ma è un progetto lodevole perché eleverà il livello dell’offerto dell’unico parco nazionale istriano e perché finalmente Brioni Minore (dove sono previsti grandi lavori in campo edilizio) sarà accessibile a un numero più consistente di visitatori. Il prossimo anno, come si viene a sapere da fonti del PN, saranno ristrutturati sette ex dormitori militari nell’insenatura di San Nicolò. Saranno riadattati e trasformati in centri accoglienti, ma sempre dormitori (più accoglienti) riservati a ragazzi delle scuole, scienziati, sub, ricercatori, oppure artisti per le loro colonie e attività nel periodo estivo. In questa maniera verrà assicurato alloggio e pernottamento in una settantina di unità con letti a castello.Il tutto molto semplice con gli adeguati nodi igienico-sanitari, docce e bagni comuni. La speranza si sente sussurrare dall’istituto Parco Nazionale Brioni è che questo progetto faccia da traino ad altri con lo scopo di elevare l’offerta ricettiva dell’area, una delle più belle in Istria.
Ospiti illustri

Foto: Dusko Marusic/PIXSELL

Le Brioni oltre che per la bellezza devono la loro popolarità al fatto che sono state la residenza estiva del marescaillo Tito e del suo entourage. Lo statista visitò Brioni per la prima volta nel 1947 e Villa Bianca divenne la sua residenza ufficiale nel 1953. Il suo ultimo soggiorno alle Brioni si registra nel 1979. Tito trascorreva sulle Brioni in media quattro mesi all’anno: Brioni Maggiore e Vanga erano i suoi luogo di residenza preferiti. Dopo l’arrivo del maresciallo iniziò il rinnovamento intensivo e lo sviluppo delle isole. Furono sanate le conseguenze dei bombardamenti, completato l’inventario derubato, posata la nuova tubazione e il cavo elettrico Fasana – Brioni, sanati i danni agli alberghi e alle ville, puliti i boschi, messi in ordine i parchi, rimboscati i terreni nudi, protetti i monumenti culturali e rinnovati gli zoo. Gli alberghi danneggiati dalle bombe, “Nettuno I” e “Nettuno II”, furono completamente distrutti. Sulla base delle fondamenta di “Nettuno II”, nel 1961 fu costruito l’albergo “Istria”.
Sulle Brioni il presidente dell’ex SFRJ non ospitò soltanto, politici di pari grado e diplomatici, ma anche tante personalità pubbliche e culturali (Valentina Tereshkova, Che Guevara, Alberto Moravia, il tenore Mario del Monaco, l’attrice Sofia Loren col marito Carlo Ponti, Gina Lollobrigida, e una delle coppie del cinema più discusse, Elizabeth Taylor e Richard Burton nonché altre personalità politiche e del mondo dello spettacolo). Tra politici e capi di Stato giunti alle Brioni, le memorie ricordano anche Hailé Selassié, imperatore dell’Etiopia, Gamal Abd el-Naser, presidente dell’Egitto, Jawaharlal Nehru, presidente del governo indiano, Houari Boumédiène, presidente dell’Algeria, Kenneth Kaunda, presidente della Zambia, Kwame Nkrumah, presidente del Ghana, Habib Bourghiba, presidente della Tunisia, Ahmed Sukarno, presidente dell’Indonesia, Houa Kuo-Feng, presidente della Cina, Ho Chi Min, presidente del Vietnam e Urho Kekkonen, presidente della Finlandia, il Gotha dl movimento di non allineati a cui l’ex SFRJ apparteneva. Trascorsero un periodo sulle Brioni anche personaggi del calibro di Nikita Khruščëv, Leonid Brežnev, Nikolaj Podgornyj, Nicolae Ceauşescu, János Kádár, Edward Gierek, Walter Ulbricht e Yumjaagiin Tsedenbal.

Koki, il pappagallo di Tito. Foto: Dusko Marusic/PIXSELL

Dopo la dissoluzione della SFRJ anche il primo presidente della neonata Repubblica di Croazia Franjo Tuđman scelse le Brioni per trscorrervi le vacanze in quella che era la residednza di Tito. Un luogo che ha dato modo all’ex presidente croato diversi incontri importanti e addirittura riunioni storiche per il giovane Paese. Fra queste il 31 luglio e 1.mo agosto 1995 durante il meeting con l’allora ministro della difesa Gojko Šušak e alcuni generali dell’esercito, Tuđman espose il piano dell’operazione “Tempesta” che portò alla liberazione dellla Krajina occupata da esercito filoserbo e ribelli serbi organizzati in truppe paramilitari. Alla storica riunione presero parte il presidente Franjo Tuđman, il ministro della difesa Gojko Šušak, Miroslav Tuđman, Davor Domazet-Lošo, Zvonimir Červenko, Vladimir Zagorec e i generali Miljenko Crnjac, Mirko Norac, Mladen Markač e Ante Gotovina.
Jolly da giocare
Si tratta di due momenti di epoche e periodi storico-politici diversi una dall’altro che danno alle Brioni quel quid in più oltre alle indiscutibili bellezze naturali riscontrabili sull’arcipelago è stato teatro di momenti storici importanti per il territorio dei Balcani, ed è un vantaggio che va assolutamente sfruttato visto che oggi il turista vuole anche un background storico al luogo che visita. Le Brioni hanno questo jolly in mano e va assolutamente giocato. Oltre a tutta un serie di altre novità che sono in cantiere.
Con gli investimenti previsti verrà data linfa nuova a un polo d’attrazione che sta paurosamente andando alla deriva verso un decadimento strutturale che necessita di un intervento in tempi brevi. Il progetto doveva venir concluso nell’aprile del 2020, ma fatti imprevedibili come il crollo parziale del molo di Brioni Minore ha rallentato tutto. Rifarlo è costa all’istituzione PN mezzi e tempo prezioso, così l’intero progetto ha subito un rallentamento.

La mostra su Josip Broz Tito. Foto: Dusko Marusic/PIXSELL

Scegliere la ditta che ostruirà il catamarano è stato un passo fondamentale. Da Fasana la tratta prevede scali sia a Brioni Maggiore che a Brioni Minore (oppure scegliere soltanto quest’ultima come destinazione). I responsabili del PN Brioni ritengono che il collegamento tramite catamarano aprirà le porte a coloro che desiderano visitare le bellezze dell’arcipelago e che finora non l’avevano potuto fare.
Contemporaneamente sulle isole si lavora intensamente: ad esempio su Brioni Maggiore è stato allestito un punto informativo dallo schermo interattivo che fornisce al visitatore tutte le informazioni necessarie sull’arcipelago. Su Brioni Maggiori, poi, due trenini turistici, garantiranno agli ospiti di vedere l’isola in lungo in largo. La mostra storico-scientifica è stata portata ai tempi nostri,resa più moderna; altri programmi educativo-turistici sono previsti. Un restyling è annunciato pure per il cinema all’aperto di Tito dove il maresciallo vedeva in anteprima i lavori cinematografici che poi avrebbero concorso al Festival del film di Pola. Ovviamente questo spazio sarà riservato a spettacoli di ambito culturale, mentre l’istituto PN Brioni ha provveduto ad avere dall’archivio dell’ex stato a Belgrado circa 300 videoclip che rappresentano le Brioni dagli Anni 50 fino agli Anni 80. Verranno mostrati appunto al cinema all’aperto. E come promettono i responsabili del parco nazionale non finisce qui, si sta lavorando ad altri poli d’attrazione…

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