Rijeka 2020. Bocciato il Bilancio per il 2019

Il Consiglio per la cultura della Città di Fiume ha riscontrato alcune irregolarità che non hanno permesso di approvare il resoconto della società

Alla 40.esima seduta si è discusso soprattutto dei progetti realizzati nel 2019

Mancano pochi mesi, per non dire settimane, alle prossime elezioni amministrative e febbraio è solitamente il mese dei bilanci, dei resoconti finanziari, del calcolo delle imposte e della chiusura dei libri contabili per l’anno precedente. Lo stesso vale per la società Rijeka 2020, responsabile della realizzazione di tutti gli eventi legati alla celebrazione dell’anno in cui Fiume è stata Capitale europea della Cultura. Visto, però, che il resoconto per il 2020 non è ancora stato ultimato, alla quarantesima seduta del Consiglio per la cultura della Città di Fiume, Irena Kregar Šegota, direttrice della società, si è rivolta ai consiglieri esponendo ciò che è stato fatto nell’anno che ha preceduto il fatidico 2020.

 

 

Boom di progetti e collaboratori
Kregar Šegota, che all’epoca non ricopriva il ruolo di direttrice, ma aveva seguito da vicino i lavori, ha spiegato che il 2019 è stato un anno molto intenso di preparazione e presentazione delle versioni pilota dei progetti per il 2020, ma anche dell’organizzazione della grande cerimonia d’apertura di Fiume CEC. Sono stati lanciati alcuni indirizzi programmatici come il Lungomare Art e i 27 vicinati, nonché una nuova versione della pagina web ufficiale.

Moltissimi eventi dell’indirizzo programmatico della Casa dell’infanzia, come ad esempio il Festival Tobogan, si erano tenuti già nel 2019, ma anche decine di laboratori e scambi artistici. Il 2019 è stato l’anno del maggiore successo del Festival Porto Etno e l’anno degli spettacoli della compagnia belga “Needcompany”, nonché l’anno delle grandi mostre dedicate a D’Annunzio e Stradivari e Kresnik allestite negli spazi del Museo di Marineria e Storia del Litorale croato, quest’ultima in collaborazione con il Consolato generale d’Italia a Fiume e dell’apertura del centro Ri Hub. A seguire da vicino i lavori in corso sono state tutte le maggiori testate, tra cui pure il nostro quotidiano, per un totale di 19mila articoli. Per quanto riguarda il lato finanziario, Kregor Šegota ha spiegato che le entrate erano pari a 29mila kune, proprio come le uscite.

Le fonti di finanziamento sono pubbliche di cui circa il 20 p.c. proviene dal Bilancio cittadino, il 70 p.c. dal Bilancio statale e il resto dal Bilancio regionale e dagli sponsor.

In primo piano Irena Kregar Šegota, direttrice della società Rijeka 2020

Tutti i nodi giungono al pettine
In seguito alla presentazione dei dettagli tecnici riguardo al bilancio di due anni fa, il presidente del Consiglio, Zvonimir Peranić, ha posto alcune domande molto precise. Innanzitutto, a suo dire, il contratto stipulato tra l’ex direttrice, Emina Višnić e il sovrintendente del TNC “Ivan de Zajc”, Marin Blažević, per la preparazione dell’idea di base per la cerimonia d’apertura di Fiume CEC 2020, non sarebbe stato rispettato. Non sarebbero state adottate, infatti, tutte le proposte di Blažević e quindi anche la cifra versatagli sarebbe dovuta essere minore, stando al contratto. In secondo luogo i servizi di Blažević sono stati definiti “intellettuali”, mentre quelli di Renata Carola Gatica e Alan Vukelić, per lo stesso servizio, sono stati trattati come “artistici” e quindi anche il computo degli onorari non era stato fatto seguendo la stessa scaletta. Un altro problema sul quale è stata fatta luce è il fatto che Carola Gatica e Vukelić nei loro progetti hanno usato frasi ricopiate in malo modo da quello di Blažević, con tutti gli errori di battitura dell’originale. Altre domande sono state poste riguardo al ruolo svolto dall’architetto Idis Turato e da Dejan Bošković ma, visto che la direttrice si è trovata in difficoltà, nonché piuttosto spiazzata dalla precisione delle domande, ha promesso di rispondere per iscritto nell’arco di otto giorni.

Non avendo fatto luce su tutte le questioni inerenti il Bilancio del 2019, il Consiglio per la cultura della Città di Fiume ha bocciato il Bilancio della società Rijeka 2020.

Le concessioni per l’ex Zuccherificio
La seconda parte della seduta ha riguardato alcuni concorsi banditi dalla Città di Fiume per tre vani d’affari al pianoterra della nuova sede del Museo civico, in seno al complesso Benčić. Prossimamente il Palazzo dell’ex direzione dello Zuccherificio potrebbe ospitare un bar con pasticceria, una libreria con souvenir e un’agenzia turistica o di marketing. Ivan Šarar, capodipartimento per la Cultura, ha detto che finora non sono arrivate molte offerte (ne sono pervenute soltanto due per la libreria) ma ciò, a suo avviso, dipende non solo dalla pandemia, ma anche dal fatto che i lavori sono ancora in corso. Per quanto riguarda il corso d’acqua che passa tra il Palazzo dell’ex Zuccherificio e la Casa dell’infanzia, collegati con due ponti, Šarar ha dichiarato che finalmente è stato trovato un progettista disposto a preservare in parte il fiumiciattolo.

“Purtroppo la parte che passa tra i due edifici dovrà essere coperta per permettere il posizionamento delle impalcature, – ha puntualizzato – ma un’altra parte resterà visibile e la si potrà ammirare dal terrazzo del futuro bar”, è stato precisato.

Il Museo civico tralascia l’italiano
“Mi sono informato anche per quanto concerne le rimostranze fatte ai cartelloni in croato e inglese del Museo civico che hanno tralasciato l’italiano. La designer Nikolina Jelavić Mitrović ha spiegato che è prassi comune nel mondo mettere solo due lingue sulle scritte e poi offrire audioguide nelle altre lingue non presenti nella parte scritta. In questo modo si rende più scorrevole la lettura e si incrementano le entrate dei musei. Il Museo civico, poi, contiene una raccolta stabile dettagliatamente descritta, con grandi blocchi di testo, che sarebbe estremamente difficile tradurre”, ha concluso Šarar.
In chiusura il Consiglio per la cultura ha deciso di chiedere un resoconto informativo del Bilancio per il 2020 della società Rijeka 2020, volendo esprimere un parere prima delle elezioni amministrative e della formazione di un nuovo organo.

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