Paesaggi di ricordi nei graffiti all’Export

L’esposizione propone le immagini riprese nell’ex Jugoslavia in diversi periodi storici. Gli autori sono Roswitha Kersten-Pejanić, Vjeran Pavlaković, Eric Ušić e Kevin Kenjar

Gli spazi dell’Export in Delta ospitano fino al 20 dicembre la mostra “Krajolici sjećanja u grafitima” (Paesaggi di ricordi nei graffiti), incentrata su fotografie realizzate nei decenni passati, ai tempi dell’ex Jugoslavia, dai ricercatori Roswitha Kersten-Pejanić, Vjeran Pavlaković, Eric Ušić e Kevin Kenjar. Gli studiosi si sono impegnati nell’analizzare dichiarazioni, caratteristiche e sentimenti politici che si manifestano e si realizzano sotto forma di graffiti e altri segni linguistici e semiotici che si possono riscontrare nel paesaggio fisico.

 

Le foto del Paesaggio di ricordi visuali di diverse parti della Croazia e di altre regioni dell’ex Jugoslavia presentano in modo esplicito i conflitti politici, le premesse ideologiche e i molteplici strati della storia travagliata.
Gli autori si sono confrontati con queste tematiche con un approccio diverso, dipendentemente dai loro diversi profili professionali, che questa mostra ha collegato attraverso i graffiti e i ricordi.
Gli autori hanno raccolto le immagini in Croazia, Bosnia ed Erzegovina e in Serbia, con particolare riferimento ai conflitti politici e ideologici nel corso degli eventi bellici che hanno interessato vaste aree dell’ex Jugoslavia. Kersten-Pejanić, per esempio, si è occupato dei graffiti apparsi nelle zone della Croazia sotto occupazione con la raccolta intitolata “Republika Srpska Krajina”.
I graffiti, in genere, appartengono alla cultura urbana, ma nel caso delle aree occupate si è trattato soprattutto di zone rurali intorno a Vukovar, Knin, Petrinja e Karlovac. Il professor Eric Ušić, docente al Dipartimento di studi culturali a Fiume, dottorando a Lubiana, si occupa dei graffiti risalenti alla Seconda guerra mondiale, mentre Vjeran Pavlaković, docente esterno all’Università di Osijek, tratta il fenomeno dei graffiti nei luoghi pubblici.
Nel complesso, è completamente assente l’elemento estetico a testimoniare della drammaticità dei contesti storici a cui si riferiscono i graffiti il cui significato, quasi sempre esplicito, va ricercato e interpretato alla lettera. Vi è qualche intervento spiritoso, correzioni e sovrapposizioni di graffiti e ogni sorta di offese e improperi che, purtroppo, rimangono vivi anche a decenni di distanza dai conflitti.
L’esposizione – che rientra nell’indirizzo programmatico L’Era del potere di Fiume Capitale europea della Cultura 2020 – è visitabile il giovedì e il venerdì dalle ore 15 alle 20 e sabato e domenica dalle 11 alle 20. L’ingresso è gratuito.

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