Le «Macchine isteriche» di Bill Vorn all’Export

Il progetto dell’artista della robotica è stato realizzato nell’ambito dell’indirizzo programmatico Dopolavoro di CEC 2020. Stasera alle ore 19 l’inaugurazione

I robot in mostra

S’inaugura questa sera, giovedì, alle ore 19, negli spazi dell’Export (Delta), l’installazione interattiva “Hysterical machine” (Macchine isteriche), realizzata dall’artista della robotica Bill Vorn. L’evento è stato promosso nell’ambito dell’indirizzo programmatico Dopolavoro, di Fiume Capitale europea della Cultura 2020, con il supporto del Ministero alla cultura della Croazia, della Città di Fiume e del Conseil des arts et des lettres du Québec. La mostra è stata allestita dall’associazione zagabrese “Kontejner” – ufficio della prassi artistica contemporanea, in collaborazione con la fiumana “Drugo more” ed è stata presentata alla stampa da Davor Mišković, direttore dell’associazione “Drugo more” e a capo del settore Dopolavoro, affiancato da Tereza Teklić, responsabile dell’associazione “Kontejner” e dai soci Davorka Begović ed Ena Hodžić.
Robot sentimentali
Assente causa la pandemia di Covid-19, l’autore Bill Vorn non potrà presenziare nemmeno all’apertura della mostra. Ha voluto però dare il suo apporto almeno in forma virtuale, tramite un video link, in cui ha parlato del suo rapporto con i robot. “I miei robot rappresentano una metafora per loro stessa natura e nel mio lavoro cerco di enfatizzare ulteriormente quest’idea. Per me è importante lasciare spazio al pubblico per un’interpretazione personale. Gli osservatori possono proiettare quello che vogliono in queste creature di metallo; se nel contempo affiorano dei sentimenti nei confronti del robot, che si tratti di tristezza, dolore o quant’altro, allora posso dire che ho raggiunto il mio obiettivo”, ha rilevato l’artista.
I robot sono azionati da un sistema idraulico e il loro comportamento ricorda gli organismi viventi. Il tutto per incoraggiare il pubblico a riflettere sulla natura della vita artificiale, sul naturale e sull’artificiale, sul rapporto tra macchine ed esseri umani e sul loro comportamento disfunzionale, assurdo e deviante. L’installazione interattiva è composta da sei robot, che reagiscono alla presenza delle persone nelle loro immediate vicinanze e riflette l’idea di fondo del programma Dopolavoro, ossia il lavoro sotto l’influenza delle nuove tecnologie sull’uomo e sul lavoro oggi e nei tempi a venire.
Davor Mišković ha rilevato che grazie a questa mostra gli spazi dell’Export stanno acquistando una nuova vita, adibiti in questo caso ad ambiente espositivo. “L’idea primaria era che l’Export diventi un punto centrale del programma espositivo di Fiume CEC. Dopo questa prima mostra, durante il mese di agosto verranno allestite “Usijano more”, “Oblomo: Zaposlen lijenošću” e “Terra effluviens”, ha anticipato Mišković. Tereza Teklić ha dichiarato che l’allestimento di “Macchine isteriche“ è stata una grande sfida, in quanto l’autore non ha potuto presenziare ai lavori, anche se, comunque “abbiamo fatto tutti i preparativi con l’artista da remoto, quindi in un certo senso era con noi”, ha detto Teklić.
In visione fino al 5 settembre
Bill Vorn vive e lavora a Montréal ed è attivo nel campo della Robotic art da più di 25 anni. I suoi progetti coinvolgono robotica, motion control, suoni, luci, video e processi cibernetici. Ha presentato i sui lavori in diversi eventi internazionali. La mostra rimane aperta fino al 5 settembre e sarà visitabile tutti i giorni dalle ore 17 alle 21. L’ingresso all’inaugurazione è gratuito, mentre negli altri giorni il prezzo del biglietto è di 10 kune.

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