Fiume CEC: licenziati 59 dipendenti

Al fine di ridurre le spese in un periodo in cui tutti i programmi sono sospesi, in seno all'azienda che gestisce il progetto sono stati effettuati tagli pesanti

Foto: Goran Kovacic/PIXSELL

A causa della pandemia di coronavirus, che ha paralizzato lo svolgimento dei programmi artistico-culturali per un periodo che per ora non è possibile prevedere, sono state per il momento sospese la maggior parte delle attività nell’ambito del progetto Fiume Capitale europea della Cultura ed è stata realizzata una proposta di gestione del progetto in tempi di crisi. Il piano è stato stilato dalla Città di Fiume e dalla società Rijeka 2020, è stato inviato ieri al Ministero della Cultura e alla Regione litoraneo-montana ed è la base per colloqui futuri legati allo svolgimento del progetto.
È un dato di fatto che i fondi del Bilancio previsti per il progetto Fiume CEC saranno ridimensionati in seguito alla riduzione delle entrate dei Bilanci locali e di quello statale come conseguenza delle misure varate per contenere la pandemia. Si è proceduto, a tal seguito, alla stesura di un piano di gestione del progetto CEC in tempi di crisi, che si compone di due fasi. Nella prima, la società Rijeka 2020 continuerà a espletare le mansioni indispensabili con un numero minimo di dipendenti al fine di realizzare i pagamenti dei programmi svolti finora e, nella seconda fase, preparare quelli che si potranno svolgere quando saranno soppresse le misure di isolamento.
Al fine di evitare perdite in seno alla società Rijeka 2020, è stato deciso di proclamare un surplus collettivo di 59 dipendenti, che avranno la possibilità di tornare al lavoro non appena ci saranno le condizioni e la necessità di espletamento di determinate mansioni. Si tratta di un team di persone giovani, che negli anni di preparazione del progetto CEC hanno conseguito un notevole bagaglio di conoscenze specialistiche e di esperienza nel campo del management culturale e di attività collaterali come finanze, marketing e comunicazione. Anche se la misura è temporanea e sarà in vigore fino al ripristino delle attività culturali, si tratta comunque di un duro colpo al maggiore progetto culturale in Europa e in Croazia.
Misure difficili
“Nelle ultime settimane abbiamo lavorato intensamente alla riorganizzazione del progetto nel contesto della crisi – ha dichiarato la direttrice della società Rijeka 2020, Emina Višnić –. Purtroppo, siamo stati costretti ad adottare misure difficili, in primo luogo la decisione di licenziare gran parte dei dipendenti con possibilità di riassunzione in un secondo tempo. Una decisione molto dura, perché siamo consapevoli del lavoro, del sapere, della voglia di fare e del cuore che tutte queste persone hanno investito nel progetto CEC, per cui meritano gratitudine e rispetto. Speriamo di superare la crisi quanto prima e di poter riprendere il nostro lavoro assieme a loro, con i nostri partner e numerosi cittadini, in un progetto CEC rimodellato. Siamo in contatto pure con la città di Galway, che condivide il medesimo destino di Fiume e che è stata pure costretta a sospendere gran parte delle attività e ridurre al minimo il proprio team di operatori culturali”, ha rilevato Emina Višnić, aggiungendo che nella società Rijeka 2020 sarà impiegato un esiguo gruppo di persone che si occupa di finanze e che continua a lavorare ai programmi e al loro adeguamento alle nuove circostanze.
Colloqui con i partner
“Seguirà una serie di colloqui con i numerosi partner, artisti e altri collaboratori con l’obiettivo di proseguire con la realizzazione di una parte del progetto CEC e si mantiene il contatto con i partner europei e le istituzioni legate allo svolgimento di progetti Ue che sono parte integrante d Fiume CEC – ha proseguito Emina Višnić –. La comunicazione con il pubblico e i mass media sarà organizzata tramite il servizio PR della Città di Fiume, mentre la società Rijeka 2020 ha l’intenzione di instaurare le collaborazioni necessarie per la produzione di contenuti online per il sito e i social del progetto. Finora si è provveduto a ridurre le spese cancellando i servizi e le prestazioni che in questo momento non sono indispensabili. Inoltre, sono stati sospesi i versamenti per i contratti con partner esterni, per prestazioni che non si possono svolgere nel periodo in cui i programmi sono rimandati. Sono state cancellate pure le attività legate alla collaborazione internazionale. È stata chiusa una parte degli uffici e in tal modo ridotte le spese materiali e di consumo. Verranno ridotti pure gli stipendi delle persone che rimangono a lavorare in seno a Rijeka 2020 e della direzione della società”, ha concluso Emina Višnić.
Gratitudine a tutto il team
Il capodipartimento per la Cultura, Ivan Šarar, ha spiegato che verranno sospese temporaneamente anche le collaborazioni con una parte del personale negli enti culturali della Città, che hanno lavorato alla realizzazione del programma Fiume CEC.
“In questo momento desidero esprimere la mia gratitudine a tutto il team operativo del progetto CEC, capeggiato dalla direttrice, per l’enorme mole di lavoro svolto nella preparazione del progetto e nella sua realizzazione – ha dichiarato Šarar –. Tutti i dipendenti della società Rijeka 2020, come pure i collaboratori nei vari enti e i collaboratori esterni, si sono impegnati al massimo per creare i presupposti affinché Fiume diventi una città migliore. Abbiamo avuto, inconsapevolmente, un periodo di luna di miele all’inizio del progetto CEC, quando siamo riusciti a dimostrare l’irriducibilità della cultura fiumana, croata ed europea. Purtroppo, non è possibile proseguire secondo i piani, ma grazie al sapere e all’esperienza conseguita negli ultimi anni sono sicuro che molto presto avremo la possibilità di dimostrare ciò che possiamo fare”, ha concluso.
Eventi sospesi
Ricordiamo che il progetto Fiume CEC aveva in serbo una miriade di eventi, progetti, programmi e laboratori, con i quali la cultura fiumana si sarebbe presentata all’Europa e al mondo, portando al contempo una serie di eccellenti artisti di fama mondiale a Fiume e avvicinando la cultura europea contemporanea al pubblico nostrano. Purtroppo, tutto al momento è stato sospeso, mentre sta ai responsabili decidere che cosa si potrà realizzare.
Il sindaco di Fiume, Vojko Obersnel, ha osservato che “siamo stati fermati nel momento in cui nel campo della cultura e dell’arte avremmo dovuto dimostrare il nostro legame con la ricchezza della diversità europea e il nostro legame con l’Europa nei messaggi di libertà, apertura e accettazione del diverso. Purtroppo, al posto della cultura e delle manifestazioni che avrebbero dovuto presentare l’ampiezza del panorama nel Porto delle diversità, al centro dell’attenzione è giunta la pandemia di coronavirus, che ha paralizzato il mondo. Siamo stati costretti a prendere decisioni dolorose, ma sono le uniche possibili e responsabili durante la crisi”. Il sindaco ha, però, puntualizzato che la Città non rinuncia al progetto CEC, ma che questo dev’essere ripensato.
Il lascito inestimabile di CEC
“In questo contesto desidero ribadire l’idea essenziale con la quale Fiume si è candidata al progetto e ha ottenuto il titolo di Capitale europea della Cultura, ovvero al valore inestimabile del lascito del progetto, che non è soltanto l’infrastruttura. Il sapere, le competenze, l’impegno di tutti i membri del team Rijeka 2020 sono preziosi e hanno reso ancora più difficile la decisione che abbiamo dovuto prendere, ma sono certo che tutti i membri del team saranno pronti a continuare la collaborazione e saranno nuovamente invitati a prendervi parte nel momento in cui le circostanze lo permetteranno”, ha concluso.
In seguito alla situazione straordinaria che ha arrestato il progetto CEC, a marzo il sindaco aveva deciso di formare un consiglio preposto a rivedere il programma e a comunicare con i partner inclusi nel progetto. Il programma è stato analizzato, sono stati definiti gli obiettivi programmatici e i criteri, una lista di programmi che si possono realizzare e i nuovi piani finanziari. È necessario, però, concordare la cornice finanziaria con i cofinanziatori principali, ovvero la Città di Fiume, il Ministero della Cultura e la Regione litoraneo-montana, nonché adeguare il calendario degli eventi in base alle misure epidemiologiche del Comando di protezione civile nazionale e quello regionale.
Progetti di valore duraturo
I criteri in base ai quali il programma viene adeguato sono di natura tecnica e tematica. In questo contesto è stata analizzata la possibilità di esecuzione dei programma e i mezzi investiti nella loro preparazione. È stato posto l’accento sui progetti che lasceranno un’eredità duratura materiale e immateriale, come pure su quelli che permetteranno di mantenere viva la scena culturale locale, ovvero programmi con artisti indipendenti locali, quelli prodotti da associazioni culturali, organizzazioni artistiche e dall’industria creativa, che sono i maggiormente colpiti dalla crisi. Inoltre, è stata presa in considerazione l’importanza del lavoro di istituzioni culturali locali, come pure l’importanza del programma per i messaggi portanti del progetto CEC e il loro potenziale di creare un’atmosfera positiva nella società e la capacità di connettere le persone dopo l’isolamento.
Programmi legati al Covid-19
“Nell’ambito della revisione del programma, oltre ad aver cancellato alcune sue parti, abbiamo previsto pure la possibilità di introdurne di nuovi, che tematicamente riguarderanno la crisi causata dal coronavirus, in quanto la cultura e l’arte hanno il potenziale di anticipare la nuova epoca che ci attende dopo la pandemia e di offrire una nuova prospettiva nei rapporti sociali – ha spiegato Emina Višnić –. Il progetto CEC può avere un ruolo importante anche nel turismo e offrire contenuti e messaggi che agevoleranno il ritorno dei turisti nei nostri paesi e città, sulla costa e sulle isole. Inoltre, spero che le istituzioni dell’Unione europea riconosceranno l’importanza non soltanto del progetto CEC, bensì anche della collaborazione culturale in generale, al fine di risvegliare la solidarietà e il senso di appartenenza all’Europa, di cui avremo bisogno nel momento in cui la pademia si ritirerà. In questo senso, spero pure che saranno ideate delle misure concrete di sostegno finanziario”, ha puntualizzato Emina Višnić.
Oltre a proseguire con il lavoro al progetto, Fiume, in comunicazione con Galway, ha lasciato aperta la possibilità che una parte del programma venga realizzato nel 2021, in parallelo con i programmi di altre Capitali europee. Tuttavia, è necessario che le istituzioni Ue decidano ufficialmente in merito, in quanto non si tratta soltanto di una questione tecnica, bensì di mantenimento della dimensione europea del progetto in una situazione in cui non è possibile viaggiare e nel contesto di riduzione dei fondi locali destinati a entrambe le città. Sarebbe necessario pertanto che le istituzioni europee realizzino delle misure di stimolazione della collaborazione culturale a livello europeo, se si desidera mantenere una forte dimensione europea del progetto CEC.

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