Fiume CEC in attesa di riduzioni

Emina Višnić e Ivan Šarar hanno parlato di taglio dei finanziamenti, che si prospetta inevitabile. Da scegliere quali progetti possono lasciare un’impronta duratura sulla scena culturale

La direttrice della società “Rijeka 2020”, Emina Višnić. Foto Goran Žiković

Come già annunciato dal capodipartimento per la Cultura della Città di Fiume, Ivan Šarar, il progetto Fiume Capitale europea della Cultura dovrà essere ripensato e ridimensionato. A confermarlo ieri anche la direttrice della società “Rijeka 2020”, Emina Višnić, la quale ha dichiarato che a causa della pandemia si sta lavorando su diversi scenari e sulla proposta di una strategia che includerà necessariamente la riduzione del numero di programmi, la riorganizzazione e il ridimensionamento delle spese nell’ambito del progetto Fiume CEC.
“Se non già nei primi giorni della crisi, sicuramente dopo il chiaro messaggio del premier sulla necessità di ridurre le spese del bilancio era logico aspettarsi che i mezzi del bilancio destinati a Fiume CEC sarebbero ridotti – ha spiegato la direttrice –. I bilanci nazionale e quelli cittadini si riempiono a rilento, con diverse misure sono state sospese o rimandate le entrate ed è evidente che questa crisi produce altre spese”, ha sottolineato Emina Višnić, la quale ha rilevato che la stesura del documento si sta completando, ovvero che sono in corso gli ultimi calcoli e verifiche.
Diverse soluzioni
Il documento verrà inviato al Ministero della Cultura, come pure alla Regione litoraneo-montana, altro importante partner del progetto. “Il documento prevede diverse soluzioni, non soltanto una, e serve come base per i colloqui e le decisioni che ne scaturiranno. Ad ogni modo, la cornice del programma e di eventi collaterali è sempre definita dai mezzi finanziari”, ha puntualizzato la direttrice.
Alla domanda se si attende una riduzione dei fondi destinati a Fiume CEC dal bilancio della Città di Fiume, Emina Višnić ha rilevato che è chiaro che in questo momento è difficile pianificare qualsiasi bilancio, in quanto sia le entrate che le spese sono ancora incerte, ma che è necessario definire determinate decisioni, sebbene già tra qualche mese queste potrebbero venire modificate. “Ci troviamo in questa situazione inaspettata e dobbiamo affrontarla. È così per tutti”, ha concluso.
Ripercussioni della pandemia
Il capodipartimento per la Cultura, Ivan Šarar, ha pure confermato la necessità di una revisione del programma e del ridimensionamento dei fondi destinati al progetto Fiume CEC. “Abbiamo proposto due varianti di ridimensionamento, ma per una decisione definitiva è necessario esaminare in maniera precisa le ripercussioni finanziarie che ci aspettiamo dalla pandemia e concludere le trattative con il Ministero della Cultura – ha spiegato Šarar -. Per ora è probabile che il Ministero ridurrà i fondi destinati al cofinanziamento del progetto, anche se l’importo concreto per ora non è noto”, ha rilevato.
“Bisogna aggiungere che l’atteso ridimensionamento dei finanziamenti non è l’unico fattore che determina il prosieguo del progetto Fiume CEC. Infatti, in questo momento non è ancora noto quando e in quale misura sarà possibile preparare ed eseguire i programmi, considerati tutti i divieti scaturiti dalla situazione in cui ci siamo trovati. Ad ogni modo, è sicuro che il progetto cambierà il suo contenuto, la sua forma e il suo bilancio”, ha puntualizzato Šarar.
“Abbiamo analizzato nei dettagli il programma per determinare innanzitutto quali eventi possono essere portati a termine – ha concluso Emina Višnić –, considerate le loro esigenze tecniche e logistiche e quali dei programmi hanno raggiunto un alto grado di completamento. Li abbiamo esaminati, poi, nell’ottica degli obiettivi essenziali del progetto Fiume CEC, considerando quali di questi programmi possiedono un potenziale di lascito permanente sia dal punto di vista fisico, che in quello socio-culturale, ossia quali possono lasciare un’impronta duratura e sono i più importanti per il mantenimento e lo sviluppo futuro della scena culturale, non soltanto a Fiume e in Regione, ma anche in Croazia”.

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