«Estate nella Capitale» propone 120 eventi culturali

Annunciato ieri il calendario con gli appuntamenti che si terranno a luglio e agosto

Sono circa 120 gli eventi culturali che si terranno nei mesi di luglio e agosto a Fiume e nel suo circondario nell’ambito del programma Estate a Fiume – Capitale europea della Cultura. Il calendario degli eventi comprende una decina di weekend musicali tra Festival e concerti, una trentina di spettacoli teatrali e di danza, esibizioni stand-up, una decina di concerti di musica classica tra cori, opere, concerti di Orchestre, una quindicina di mostre e altri eventi. Sono già noti i luoghi che ospiteranno gran parte degli eventi, tra cui in primo luogo il magazzino dell’ex Exportdrvo, dove si terrà una ventina di programmi nei due mesi estivi e altri anche in autunno, e piazza della Risoluzione fiumana, dove verranno allestiti gli spettacoli teatrali dell’”Ivan de Zajc”, quelli del Teatro dei burattini e della Casa croata di Cultura (HKD), gli stand-up e i concerti di musica classica. Il programma è stato presentato ieri dalle autorità cittadine, dagli esponenti della società Rijeka 2020 e dai direttori degli enti culturali coinvolti nel progetto CEC.
Apprezzate le critiche costruttive
Il sindaco Vojko Obersnel ha ricordato che un mese fa è stato annunciato il prosieguo del progetto Fiume CEC nonostante tutti i problemi causati dalla pandemia da coronavirus, la quale ha portato a un ridimensionamento del numero di eventi previsti, una conseguenza logica della riduzione dei fondi destinati alla realizzazione del progetto. Il sindaco ha pure lanciato una frecciatina verso tutti coloro, tra operatori culturali e cittadini, che hanno espresso le loro critiche e lamentele relative al progetto CEC, senza al contempo offrire proposte e soluzioni valide, mentre ha apprezzato le critiche costruttive. Obersnel ha voluto ringraziare tutti coloro che hanno lavorato al nuovo programma adeguandolo alle nuove regole di comportamento dettate dalle misure antiepidemiologiche e ha ricordato che l’infrastruttura culturale, tra cui in primo luogo il complesso Benčić e la nave Galeb, verrà completata come pianificato, anche se un po’ in ritardo rispetto a quanto previsto prima dell’avvento della pandemia.
Fondi dimezzati
Il capodipartimento per la Cultura della Città di Fiume, Ivan Šarar, ha spiegato che il nuovo programma CEC dispone ora di un po’ meno del 50 per cento dei finanziamenti previsti inizialmente, per cui sono stati cancellati gli eventi più costosi, mentre verranno realizzati tutti i progetti proposti dalla scena culturale indipendente. “Siamo consapevoli della situazione precaria in cui si trova questa parte del settore culturale cittadino, per cui è necessario appoggiarla – ha rilevato Šarar –. Abbiamo inoltre deciso di accomunare tutti e tre i Teatri cittadini, ovvero lo ‘Zajc’, il Teatro dei burattini e l’HKD, proponendo un programma in piazza della Risoluzione fiumana, in quanto si tratta di enti che per due mesi erano rimasti chiusi al pubblico. All’Exportdrvo si terranno, invece, 30-40 concerti nel corso di dodici weekend”.
«Fiume Fantastika»
La rettrice dell’Università degli studi di Fiume, Snježana Prijić Samaržija, ha annunciato diversi programmi che rientrano nella direttrice programmatica Dolce e Salato, in cui è incluso l’Ateneo fiumano. Uno degli eventi più importanti è sicuramente la mostra “Fiume Fantastika”, che presenterà lo sviluppo urbanistico di Fiume negli ultimi 150 anni e che si concluderà con la pubblicazione di un libro sul tema. Assieme all’allestimento permanente che verrà realizzato nel Palazzo dell’ex Zuccherificio, la mostra racconterà in maniera ampia la storia della città. “Al centro dell’indirizzo programmatico Dolce e salato c’è l’urbanistica di Fiume e la pianificazione della città, mentre il tutto ha dato vita a un nuovo corso post-laurea in seno all’Università, intitolato ‘Studi urbanistici’, che si rifletterà sui centri urbani prendendo come esempio proprio Fiume”, ha concluso la rettrice.
Il futuro del lavoro
Davor Mišković, dell’associazione Drugo more e responsabile dell’indirizzo programmatico Dopolavoro, ha annunciato, tra l’altro, la mostra “Usijano more” (Mare rovente) all’Exportdrvo, con i lavori di 16 artisti internazionali che rifletteranno sul futuro del lavoro. Edvin Liverić, direttore dell’HKD, ha ricordato lo Spring Forward Festival che si è svolto in aprile proponendo ben 22 spettacoli di danza esclusivamente online a causa della pandemia. “In aprile siamo stati costretti a trasferire il programma online, ma ora desideriamo proporre almeno una parte del ricco programma dal vivo, per cui abbiamo selezionato sei spettacoli provenienti da Repubblica Ceca, Ungheria, Norvegia, Belgio, Paesi Bassi e altri, che verranno proposti in piazza della Risoluzione fiumana con il titolo Port of Dance (Porto della danza)”, ha annunciato Liverić.
La direttrice del Teatro dei burattini, Magdalena Lupi Alvir, ha rilevato che il suo ente proporrà gli spettacoli più gettonati, tra cui “I tre porcellini” e “La casetta del riccio”, e si presenterà pure in una coproduzione con il TNC “Ivan de Zajc” nello spettacolo “Edipo Re”. Marin Blažević, sovrintendente dello “Zajc” non ha voluto parlare dei programmi preparati dal Teatro, ma ha fatto un confronto con quelli pianificati durante i mesi estivi dai Teatri nazionali di Zagabria, Spalato e Osijek, i quali risultano molto esigui, oppure inesistenti.
Prossimamente altri eventi
La direttrice di Rijeka 2020, Irena Kregar Šegota, ha osservato che il calendario degli appuntamenti non è conclusivo e che nelle prossime settimane verrà integrato con altri eventi. Ha rilevato che 60 dei programmi previsti fanno parte del progetto CEC e molti sono stati preparati nel corso degli ultimi quattro anni. Uno degli eventi più importanti sarà il Festival Tobogan, che avrà un’inaugurazione spettacolare come l’anno scorso e alla cui realizzazione partecipano l’Art cinema, il Teatro dei burattini e la Biblioteca civica. Il direttore di quest’ultima, Niko Cvjetković, ha annunciato un ciclo di laboratori dedicati ai bambini e agli adulti, mentre la direttrice dell’Art cinema, Slobodanka Mišković, ha espresso l’augurio che il Festival cinematografico di Fiume (RFF), che avrebbe dovuto tenersi in marzo, si svolgerà alla fine di agosto. Ha inoltre rilevato che l’Art cinema rimarrà aperto tutta l’estate, proponendo proiezioni cinematografiche nel cortile del Convento dei Cappuccini ogni sera, mentre nell’ambito della direttrice programmatica “L’epoca del potere” verrà proposto un ciclo di film sul tema “Black Lives Matter”.

Slaven Tolj rimane a Fiume CEC

Slaven Tolj

All’inizio di giugno è stato pubblicato il bando di concorso per il nuovo direttore del Museo di Arte moderna e contemporanea (MMSU). Il direttore uscente, Slaven Tolj, che ha ricoperto questa carica per due mandati, ha dichiarato in merito di non avere intenzione di ricandidarsi e di voler fare ritorno a Dubrovnik (Ragusa) una volta scaduto il suo mandato. Essendo Tolj anche direttore artistico del progetto Fiume Capitale europea della Cultura, abbiamo interpellato il capodipartimento per la Cultura, Ivan Šarar, per capire i dettagli della questione. Ci interessava pure sapere come verrà portato avanti il programma CEC nel caso in cui si verificassero nuovi focolai di contagio in seguito al peggioramento del quadro epidemiologico negli ultimi giorni.
“Nel caso in cui entrassero nuovamente in vigore le misure più restrittive e il divieto di assembramenti, sinceramente non so in che modo si potrebbe portare avanti questa nuova versione del programma. Innanzitutto, avremmo a disposizione pochissimo tempo. Il lavoro che abbiamo fatto la prima volta ha avuto senso, perché eravamo all’inizio del progetto, nonostante tutte le difficoltà che abbiamo dovuto superare, ma non so che cosa potrebbe rimanere del programma con un secondo ridimensionamento. Anche perché un nuovo lockdown darebbe un colpo di grazia a tutte le arti performative. Si potrebbero eventualmente realizzare i progetti espositivi. Credo che tale eventualità susciterebbe un tale pessimismo tra il pubblico che forse non avrebbe più senso cercare di salvare il progetto. D’altro canto, si tratta di un’eventualità a cui non voglio pensare, perché di fronte a un virus siamo davvero impotenti. Seguo attentamente tutte le notizie legate al coronavirus, sono ottimista per quanto riguarda la parte estiva del programma; penso che potremo adeguarci nel caso in cui, con un eventuale rafforzamento delle misure anti-Covid, venisse ridotto il numero di spettatori che possono seguire un concerto. Infatti, i programmi che abbiamo preparato non dipendono più di tanto dal numero di biglietti venduti.
“Per quanto riguarda Slaven Tolj – ha dichiarato Šarar –, nonostante non ricoprirà più la carica di direttore dell’MMSU, rimarrà a Fiume fino alla conclusione del progetto CEC. Egli è uno dei personaggi chiave del progetto ed è stato il motore di CEC. Mi dispiace che l’anno prossimo farà ritorno a Dubrovnik e che non sarà più con noi”.
La direttrice di Rijeka 2020, Irena Kregar Šegota, ha rilevato che Tolj ha dato un contributo preziosissimo al programma Fiume CEC fin dall’inizio e tutti gli eventi che ora vengono realizzati sono stati preparati negli ultimi quattro anni sotto la sua supervisione, per cui il suo ruolo è stato essenziale nell’ideazione del programma. “Per quanto riguarda l’eventuale seconda ondata del contagio, speriamo che questo non si verifichi, ma se ciò dovesse accadere, seguiremo ovviamente tutte le disposizioni del Comando di Protezione civile. La salute pubblica è sempre al primo posto e i programmi saranno adeguati a seconda della situazione epidemiologica”, ha concluso la direttrice.

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