Carnevale sospeso, ma i ricordi vivono

La mostra «Maschere prima delle mascherine» verrà inaugurata oggi all’Export in Delta nell’ambito del progetto Fiume Capitale europea della Cultura 2020

Da sinistra Ivan Šarar, Irena Kregar Šegota, Tatjana Bandera Mrakovčić e Nikola Vrančić Kolja

La pandemia ha sospeso quest’anno gli eventi carnascialeschi dal vivo, ma non ha potuto cancellare il ricordo delle edizioni precedenti. Al fine di omaggiare la tradizione, verrà inaugurata oggi alle ore 15 nell’Export in Delta la mostra “Maschere prima delle mascherine”, evento promosso nell’ambito del progetto Fiume Capitale europea della Cultura. Il progetto espositivo comprende le maschere di gruppi carnascialeschi delle scuole elementari che nel corso degli anni hanno preso parte alla sfilata dei bambini del Carnevale fiumano, come pure figure di maschere tradizionali di tutta l’Europa i cui autori sono Nikola Vrančić Kolja e Marina Vrančić, nonché manifesti delle scorse edizioni del Carnevale fiumano tratti dall’archivio dell’Ente turistico di Fiume.

 

 

Segmento importante del patrimonio
La direttrice della società Rijeka 2020, Irena Kregar Šegota, ha osservato che la mostra è un omaggio a coloro che ogni anno investono tanto impegno e amore nella creazione di maschere, carri allegorici ed eventi legati al Carnevale e quest’anno non hanno potuto vivere la Quinta stagione nel modo in cui sono abituati a farlo. “Il Carnevale è un segmento importante del nostro patrimonio culturale, per cui nell’ambito della mostra abbiamo voluto presentare il prodotto dell’amore per questa tradizione attraverso una cinquantina di maschere degli alunni delle scuole elementari di Fiume create nelle edizioni precedenti e le figure di maschere tradizionali europee. Si tratta di un modo per superare questo periodo difficile”, ha puntualizzato la direttrice.

I manifesti carnascialeschi dell’Ente turistico di Fiume

La sfilata è sempre una gioia
La direttrice della Scuola elementare “Nikola Tesla”, Tatjana Bandera Mrakovčić, ha osservato che quest’anno il gruppo della sua scuola avrebbe partecipato alla sfilata dei bambini per la diciottesima volta. “La prima volta che abbiamo partecipato alla sfilata, nel 2003, il tema del nostro gruppo era la lampadina, in onore di Nikola Tesla – ha spiegato la direttrice -. Ogni anno ci impegniamo a scegliere un tema attuale. Il lavoro alle maschere inizia già a ottobre, in quanto è necessario pensare a numerosi dettagli, dai costumi, alla coreografia, alla musica… Il giorno della sfilata è sempre una gioia, una delle giornate più belle dell’anno, per cui speriamo che l’anno prossimo potremo nuovamente scatenarci in Corso”, ha concluso Tatjana Bandera Mrakovčić.

Programma spettacolare a Čavle
Nikola Vrančić Kolja ha ricordato che le figure di maschere tradizionali che crea assieme alla consorte Marina erano state esposte l’anno scorso a Čavle, nell’ambito della direttrice programmatica 27 Vicinati. “Il programma che era stato preparato in quell’occasione è stato davvero spettacolare, ma poi è scoppiata la pandemia – ha ricordato Vrančić -. Alla mostra esporremo 67 maschere tradizionali provenienti da 22 Paesi europei. Ogni figura è specifica e fatta a mano, alta da 40 a 70 centimetri. La prima figura, quella dello scampanatore detto ‘dondolaš’, l’abbiamo realizzata nel 2007, mentre la prima maschera per la nostra collezione risale al 2013. Abbiamo allestito la prima mostra nel 2015”, ha precisato Vrančić.

Il capodipartimento per la Cultura della Città di Fiume, Ivan Šarar, si è detto compiaciuto per il fatto che, nonostante la pandemia, i responsabili del progetto CEC siano riusciti nell’intento di mantenere la tradizione carnascialesca di Fiume e del suo circondario.

Nikola Vrančić Kolja con le figure degli scampanatori

Manifestazione partecipativa
“Fin dall’inizio del progetto CEC era nostro intento includere nel programma anche il Carnevale, in quanto si tratta di una manifestazione partecipativa alla quale prendono parte migliaia di persone – ha rilevato il capodipartimento -. Uno dei risultati di questo approccio è stata la grandiosa ‘Sinfonia degli scampanatori’ tenutasi l’anno scorso. Anche se l’anno che abbiamo lasciato alle spalle è stato davvero difficile, gli operatori culturali hanno imparato molto dai carnevalisti, e viceversa. La mostra ‘Maschere prima delle mascherine’ è importante perché mette in evidenza l’importanza della tradizione carnascialesca nel nostro territorio. Inoltre, le maschere sono un fenomeno e una tradizione diffusa in tutta l’Europa, un rito pagano incorporato con successo nel calendario cattolico”, ha puntualizzato Šarar.
La mostra rimarrà in visione fino al 28 febbraio, mentre l’ingresso è libero.

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