Pola e Trieste si sono unite con un filo ideale nel ricordo della strage di Vergarolla, celebrando in contemporanea la memoria delle vittime polesane, ad ottant’anni dalla tragedia che connotò, segnando una tappa dolorosa, la storia delle terre del confine orientale e dell’Esodo. Lo scorso 18 agosto, sul colle di San Giusto, prima in cattedrale e poi presso il cippo che riporta i nomi di chi allora ha perso la vita, si sono svolte le solenni celebrazioni che hanno visto una grande partecipazione di cittadini, accanto ai rappresentanti delle Associazioni degli Esuli, di quelle combattentistiche e d’arma, di esponenti del mondo istituzionale, religioso, militare e civile, come la sottosegretaria˝ all’Economia, Sandra Savino, la vicesindaca di Trieste, Serena Tonel, e Giuseppe Ghersinich in rappresentanza del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia. La commemorazione è stata aperta dalla santa messa officiata dal vescovo della città giuliana, Enrico Trevisi, alla quale hanno partecipato i labari delle Associazioni, una folta delegazione dei parenti delle vittime e tanta gente che ha riempito la cattedrale in ogni suo ordine.
«Un dolore incommensurabile»
Durante l’omelia monsignor Trevisi ha ricordato l’orrore di quel 18 agosto 1946, ripercorrendo quanto allora accaduto: “Una festa che si è trasformata in un’immane tragedia, in un dolore incommensurabile per la morte di tanti innocenti. Dopo la strage, rimasta senza un processo, senza aver mai individuato i responsabili, in molti decisero di lasciare la città. Ma non bisogna cancellare la memoria della storia, mantenendo vivo il ricordo dei nostri cari”. La cerimonia è quindi continuata all’aperto, nell’area dedicata ai caduti sul colle che sovrasta la città, dove gli intervenuti hanno potuto assistere alla deposizione di una corona d’alloro da parte delle autorità, mentre un gruppo musicale d’archi e voci intonava l’Inno all’Istria e la struggente canzone “Tera mia”, tra la commozione generale. L’accensione della fiamma in ricordo dei morti e la scansione dei loro nomi da parte degli esponenti della Lega Nazionale hanno infine concluso l’evento. La manifestazione di commemorazione dell’ottantesimo anniversario di Vergarolla si è svolta sotto l’egida della Lega Nazionale, dell’Associazione Grigio Verde e con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.
FederEsuli promuove ricerca storica e iniziative culturali
Ricordare Vergarolla: per decenni le associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati sono state sostanzialmente le uniche a farlo. Far conoscere Vergarolla: ancora una volta è l’associazionismo dell’Esodo ad adoperarsi in maniera significativa, ma in un contesto mutato. Adesso a livello istituzionale c’è maggiore consapevolezza di cosa siano state le tragedie che si consumarono soprattutto a guerra finita lungo la frontiera adriatica. Il Giorno del Ricordo ha finalmente informato l’opinione pubblica su cosa s’intenda per “complesse vicende del confine orientale” e in più circostanze in occasione delle cerimonie del 10 febbraio si è fatto riferimento alla strage di Vergarolla. Non è tuttavia semplice spiegare che quel 18 agosto 1946 Pola era ancora italiana in attesa delle decisioni della Conferenza di Pace, anche se sotto amministrazione militare angloamericana. È impegnativo aggiungere alle tragedie degli anni di piombo un’altra strage nella storia della Repubblica italiana, che è avvenuta prima di tutte le altre e in definitiva risulta quella con il maggior numero di vittime, anche se quasi la metà ignote e le indagini svolte all’epoca non hanno individuato né l’esecutore né il mandante. La Federazione delle Associazioni degli Esuli istriani, fiumani e dalmati si è fatta carico di questa incombenza. Già in occasione delle cerimonie svoltesi a Pola l’anno scorso, il professore Davide Rossi (vicepresidente di FederEsuli nonché docente dell’Università degli Studi di Trieste) ha tra l’altro caldeggiato la costituzione di una commissione mista di storici italiani e croati che prenda in esame la tragedia di Vergarolla. Dando seguito a tale auspicio, proprio Rossi ha organizzato e coordinato i lavori del convegno scientifico “Vergarolla. La prima strage dell’Italia repubblicana” tenutosi a Milano lo scorso giugno ed al quale hanno partecipato accademici e ricercatori. I loro contributi confluiranno in un volume di Atti che si affiancherà alle preziose fonti orali che sono state raccolte negli anni scorsi e in diversi casi pubblicate o salvate in formato video.
Anche la divulgazione è necessaria per fare entrare Vergarolla nell’immaginario collettivo e a tal proposito FederEsuli è partecipe di un progetto di particolare rilevanza sostenuto dal Ministero della Cultura e sviluppato in sinergia con l’Università Popolare di Trieste ed il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia “Rossetti”. “La strage di Vergarolla” è il titolo del lavoro di teatro civile che sta prendendo corpo grazie alla sensibilità del direttore artistico del Teatro Rossetti, Paolo Valerio, che torna a confrontarsi con il dopoguerra giuliano su testi curati da Davide Rossi e con la preziosa collaborazione dell’architetto Marco Trecalli, il quale sta redigendo un fumetto che accompagnerà con le sue tavole la narrazione e diventerà poi un’opera a sé stante, pensata soprattutto con finalità didattiche. Uno studio dell’opera è stato già portato in scena al Mittelfest di Cividale, suscitando l’emozione ed il coinvolgimento del pubblico, laddove sono previste messe in scena a Pola, Fiume e Trieste entro la fine dell’anno.
L’80esimo anniversario della strage ha vissuto momenti particolarmente intensi proprio a Pola, ove era presente anche una delegazione di FederEsuli: “Il coinvolgimento delle istituzioni croate è sempre più consapevole e convinto – ha osservato il presidente Renzo Codarin – e le parole del sindaco Peđa Grbin hanno ribadito che Vergarolla è una pagina di storia cittadina che deve essere ricordata dai polesani di ieri e di oggi, croati ed italiani. Ritengo che, lavorando insieme alla Comunità Italiana, possiamo confrontarci serenamente con interlocutori che dimostrano questa apertura mentale per far conoscere la portata di questa luttuosa vicenda non solo in Italia ma anche in Croazia”.
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