Un ritorno costruito sulla memoria

Dalla filatelia alla letteratura, dal Cimitero di Cosala al rapporto con le nuove generazioni: l’AFIM prosegue la propria strategia di valorizzazione dell’identità e del patrimonio fiumano. Intervista con Franco Papetti

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Un ritorno costruito sulla memoria
Franco Papetti

Il volto pubblico dell’associazionismo fiumano continua a essere quello delle iniziative culturali, delle mostre, dei convegni e degli incontri. Dietro le quinte, però, rimangono difficoltà concrete, soprattutto sul piano finanziario. L’AFIM, Associazione Fiumani Italiani nel Mondo, prosegue comunque la propria attività, puntando sulla valorizzazione della storia e della cultura fiumana.
Tra gli appuntamenti più importanti dell’autunno c’è la mostra intitolata “La filatelia fiumana fra mito, storia ed economia 1918-1924”, in programma a Fiume dal 4 al 18 settembre 2026. Ne parliamo con il presidente dell’AFIM, Franco Papetti.

La storia attraverso i francobolli

Perché la filatelia ha un significato particolare per Fiume?
La filatelia ha un significato particolare per Fiume perché la nostra è una città che ha prodotto francobolli e che, attraverso di essi, ha raccontato una parte importante della propria storia. I francobolli rappresentano infatti uno degli aspetti più significativi della storia locale: a partire dal periodo ungherese, spesso sovrastampati con la parola “Fiume”, fino al periodo dannunziano. D’Annunzio utilizzò i francobolli come strumento di comunicazione e propaganda, secondo il suo stile. Questo testimonia anche il ruolo che Fiume ha avuto nel corso del tempo. Dopo la partenza di D’Annunzio ci furono poi i francobolli dello Stato libero di Fiume. La vicenda dello Stato libero, il riconoscimento da parte della Società delle Nazioni e le successive vicende politiche fanno parte della complessa storia della città. Anche attraverso i francobolli è possibile ripercorrere quelle vicende.

La mostra coinvolge importanti studiosi italiani?
Sì. È un appuntamento importante anche per la presenza di affermati cultori italiani della materia. Bruno Crevato-Selvaggi, Carlo Giovanardi, Oliviero Emoroso e Fabio Bonacina hanno unito le loro competenze per raccontare le complesse vicende di Fiume attraverso i francobolli e la storia postale, dal periodo prefilatelico fino ai giorni nostri, prima attraverso le interviste di Alberto Gerosa per La Voce di Fiume ed ora con la mostra che si svolgerà dal 4 al 18 settembre a Casa Garbas, in Calle Canapini, a pochi passi dalla chiesa di San Vito. L’iniziativa è realizzata con la collaborazione della Comunità degli Italiani e della Società filatelico-numismatica locale con il prezioso apporto el suo vicepresidente, Ivan Martinas.

Un approccio storico, non politico

Quali i significati della mostra?
Va sottolineato che il nostro approccio non è politico, ma storico. Vogliamo mettere in evidenza la storia di Fiume attraverso una manifestazione soprattutto culturale oltre che scientifica.

Dietro le iniziative ci sono però anche difficoltà economiche. Cosa è successo?
È una situazione che riguarda, più in generale, tutte le associazioni. A tutt’oggi non sono ancora stati erogati i finanziamenti relativi ai progetti realizzati nel 2025. La nostra associazione, tuttavia, non può fermarsi. Nonostante i problemi di liquidità, abbiamo fatto fronte alle difficoltà grazie all’impegno operativo ed economico dei soci e dei membri del Consiglio direttivo. Abbiamo inoltre rivolto un appello tramite la nostra rivista ai tanti soci sparsi nel mondo e la solidarietà non è mancata, a dimostrazione della volontà della comunità di sostenere le attività dell’associazione e anche il finanziamento del giornale, che rappresenta un punto di riferimento per i fiumani e porta il messaggio della fiumanità a tutta la nostra gente sparsa nel mondo.

Hanno risposto anche molti soci dall’estero?
Sì, dal Canada e dall’Australia, a tutti loro, nel prossimo numero della rivista verrà espressa la nostra gratitudine.

Riflessione su Vergarolla
L’estate si è chiusa anche con una riflessione comune su Vergarolla, nella quale si è sentita anche la voce dei fiumani.
Abbiamo partecipato alla commemorazione e alla posa della corona in memoria delle vittime, trasmettendo anche un nostro messaggio. Vergarolla riguarda tutti gli istriani e i fiumani e rappresenta uno degli eventi che hanno segnato l’inizio dell’Esodo e contribuito alla decisione di molte persone di lasciare la propria terra. A ottant’anni dai fatti, è significativo che l’associazione abbia potuto svolgere una riflessione comune sull’accaduto. La partecipazione di quest’anno è stata particolarmente significativa e corale. Va riconosciuto il grande ruolo dei polesani, che hanno mantenuto viva questa memoria nonostante la trascuratezza delle autorità italiane e jugoslave. Dopo ottant’anni, anche l’incisione dei nominativi delle vittime sul cippo a fianco a San Tommaso rappresenta un importante momento di conservazione della memoria.

Riflettori sul cimitero di Cosala

Anche la letteratura è uno dei pilastri dell’attività culturale. Cosa avete in programma?
Da un quinquennio portiamo avanti una strategia di valorizzazione della letteratura italiana, mettendo in evidenza i grandi autori fiumani del Novecento, andati e rimasti, attraverso convegni e pubblicazioni. Quest’anno, purtroppo, il tradizionale convegno sarà rinviato, speriamo alla primavera del prossimo anno. L’iniziativa sarà realizzata in collaborazione con l’Università di Fiume-Dipartimento di Italianistica e comprenderà un convegno dedicato a Marisa Madieri e la pubblicazione di un volume con le sue opere principali. È un progetto che ci sta particolarmente a cuore perché ci rappresenta, così come siamo, sparsi ma legati da una comune identità che i nostri autori hanno saputo esprime magistralmente”.

A novembre quindi sarà il cimitero di Cosala a rubare la scena, portandosi al centro di un’altra iniziativa importante.
Come da nostra tradizione, a Ognissanti torneremo a Fiume per rendere omaggio ai nostri defunti e, in quella occasione, completeremo il progetto dedicato alla valorizzazione del cimitero di Cosala, che possiamo definire un vero e proprio “museo a cielo aperto” dove “parlano le pietre e le iscrizioni”. Anni fa gli esuli fiumani avevano iniziato un processo di conservazione fisica delle tombe, finanziando restauri e pulizia. La tappa che ora si propone è una fase successiva. Un progetto di raccolta dati: la prima parte del progetto è già stata realizzata con la guida di Ingrid Sever, agile, veloce per chi vuole visitare il cimitero monumentale, sito protetto dal 2006 con una legge nazionale. Ora arriva la seconda parte, una monografia che affronterà il cimitero dal punto di vista culturale, storico e artistico con il concorso di vari autori che conosceremo a breve. La monografia verrà presentata in occasione di Ognissanti a Fiume. Sarà un evento importante perché affronta l’analisi dell’evoluzione del cimitero dall’opera del 1995 firmata da Anita Antoniazzo de Bocchina ad oggi. La nuova pubblicazione, insieme alla guida, implementano questo percorso continuando la strategia di valorizzazione degli elementi fondamentali della fiumanità: l’arte, la cultura, la letteratura e il dialetto, anche quest’ultimo patrimonio protetto”.

Anche il rapporto con la scuola italiana si sta rafforzando.
Sì. La scuola italiana rappresenta un altro prezioso ambito di collaborazione. Nell’autunno/inverno, accanto alle attività tradizionali, si aggiungerà una borsa-premio promossa grazie alla generosità e all’interesse di un fiumano d’Australia, dedicata alla produzione di testi e ricerche storiche sulle tradizioni fiumane e sulla storia della Cittavecchia. È una bella soddisfazione perché rafforza il contatto con i nostri soci anche oltre Oceano. Gli stessi che hanno contribuito a sostenerci anche in questo momento di difficoltà.

Valorizzare il patrimonio letterario
Comunque, per la letteratura non si prospetta un blocco perché proseguirà a Trieste.
Anche se il convegno sulla letteratura a Fiume è rinviato, durante l’autunno continueremo a occuparci di letteratura attraverso le iniziative triestine in collaborazione con LETS, il Museo della Letteratura, che ha accolto nel proprio fondo anche i cofanetti degli autori fiumani. Il museo promuove la letteratura triestina e i suoi principali autori, tra cui Saba e Svevo. L’obiettivo è collocare la letteratura fiumana allo stesso livello dei grandi nomi della letteratura italiana, valorizzando sia gli autori che sono partiti da Fiume sia quelli che sono rimasti, siamo grati all’assessorato del Comune di Trieste per questa opportunità. La nostra associazione presenta progetti coerenti con una strategia precisa. Consideriamo l’aspetto culturale e intellettuale una delle basi della nostra identità e della nostra attività, così come lo sono la memoria, la letteratura, il dialetto e la valorizzazione del patrimonio fiumano.
Forse questo aspetto non è stato compreso fino in fondo…
Per noi, invece, è fondamentale che il valore di questa strategia venga compreso e riconosciuto.

Dopo il 4 settembre a Fiume il 13 settembre è previsto a Torino un appuntamento legato al Grande Torino?
In occasione della partita Torino-Roma del 13 settembre, una delegazione dell’associazione, guidata dal vicepresidente Andor Brakus, consegnerà alla squadra del Torino una targa commemorativa alla memoria di Ezio Loik, uno dei fiumani che contribuirono alla gloria del Grande Torino e che furono vittime della tragedia di Superga. Sarà anche una sorta di conclusione del percorso avviato con il successo della manifestazione dedicata a San Vito, nella quale abbiamo esaltato, con una splendida mattinata d’incontro e condivisione, l’importanza dello sport fiumano e della partecipazione di numerose federazioni italiane giunte dall’Italia.

Qual è il messaggio che emerge da questa fase dell’attività dell’AFIM?
L’attività dell’associazione prosegue nonostante le difficoltà. La partecipazione dei soci e della comunità fiumana, in Italia e all’estero, dimostra che esiste un interesse concreto e un seguito significativo. La cultura, la memoria storica, la letteratura, il dialetto, il patrimonio artistico e la valorizzazione del cimitero di Cosala rimangono elementi centrali della nostra strategia. È su questi elementi che vogliamo continuare a costruire il nostro ‘ritorno a Fiume’: un ritorno innanzitutto culturale, fondato sulla memoria, sulla conoscenza e sulla valorizzazione della storia e dell’identità fiumana che è la nostra, ovunque ci abbia portati la storia e la vita.

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