Tra le onde dei ricordi

Inaugurata il 20 settembre a Trieste una mostra che racconta in modo molto originale il rapporto dei lussignani col mare. Ne parliamo con la prof. Licia Giadrossi Gloria

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Tra le onde dei ricordi
Licia Giadrossi, al centro nella foto, durante l’inaugurazione della mostra che rimarrà aperta fino al 12 ottobre. Foto: COMUNITÀ DI LUSSINO, TRIESTE

Voglia di condividere, ma anche di sottolineare l’amore per il mare. La Barcolana, la più grande competizione velica al mondo per numero di partecipanti nasce da una formula semplice: incontriamoci nel Golfo di Trieste. L’invito di un gruppo di velisti guidati da un personaggio famoso come Fulvio Molinari, giornalista triestino, ma nato a Orsera, dava il via alla storia della famosa regata nel lontano 1969. Nel tempo è cresciuta in modo esponenziale, resa unica dalla partecipazione dei grandi nomi della vela, mantenendo però lo spirito inclusivo immaginato dai “pionieri”.

Sfilata di imbarcazioni all’avanguardia e sfoggio di nuovi materiali e tecnologie, ma anche ritrovo per amici che a bordo preparano la pasta, indifferenti agli esiti della competizione, soddisfatti di esserci in mare, ma anche sulla terraferma con manifestazioni di varia portata, dagli spettacoli luci-colori alle mostre. Per Lussino è un appuntamento importante, per il legame profondo che lega la comunità al mare, alla storia della navigazione. Anche quest’anno hanno voluto portare un apporto originale.

Armonie del mare
Inaugurata il 20 settembre e fino al 12 ottobre sarà visibile una singolare esposizione presso il negozio MONDO DIDY in Via A. Diaz 4/b a Trieste. Antiquariato, modernariato e, accanto a questa attività di destinazione quotidiana, una serie di quadri, stampe e documenti che raccontano in modo molto originale il rapporto dei lussignani col mare. Il tutto voluto e organizzato dalla Comunità di Lussino facente capo all’Associazione delle Comunità istriane di via Belpoggio a Trieste, che pubblica il foglio Lussino diretto dalla giornalista, prof. Licia Giadrossi Gloria.
Licia, in collaborazione con un gruppo nutrito di soci, ha concepito queste giornate dedicate a Lussino. Accanto alla mostra, infatti, ogni sabato un appuntamento di approfondimento di varie tematiche specifiche. Il tutto con un titolo onnicomprensivo “Lussino armonie del Mare. Tra le onde dei ricordi verso un futuro sostenibile”.

Da che cosa nasce la mostra?
“Dal desiderio di far conoscere la nostra isola e la sua cultura a chi non ha ancora avuto modo di conoscerla, ma inserendo anche delle novità per chi ne ha cognizione. Nello stesso tempo è nostra volontà valorizzare le tante pubblicazioni che affrontano le nostre tematiche e ultimo, ma non certo per importanza, distribuzione delle copie della rivista ‘Il Foglio Lussino’. E certamente motivare l’inclusione nelle nostre attività di nuovi soci e simpatizzanti.

Anna Martinoli legge alcune pagine del libro di suo padre.
Foto: COMUNITÀ DI LUSSINO, TRIESTE

Il decalogo lussignano
Focus degli incontri il famoso decalogo lussignano. Di cosa si tratta?
“Dieci punti che ben esprimono il sentire della nostra gente – risponde la Giadrossi –, ma anche la loro filosofia di fondo, parsimonia come modus vivendi che diventa emblematica, quasi una guida nel mondo d’oggi, precetti semplici, ma di grande valore. Eccoli, non hanno bisogno di spiegazioni, ma di analisi e comprensione, forse di un momento di riflessione, lontano dalla fretta e dai condizionamenti del quotidiano: 1. No sta viziar i fioi; 2. Che non i sapia tanto dei afari e dei soldi de casa; Nel vestir e nel magnar l’utile ma non el superfluo; che ghe sia un vestito de festa; quando el capoto o la giaca o la cravata xe frugadi, feli rovesciar, ritornerà quasi novi; 4. I fioi devi finir quel che se meti nei piati: 5. In casa non se ga mai niente de butar via; 6. Che la vita sia austera e parsimoniosa, non butar mai via i soldi; 7. Ste atenti ale luci de casa, studar sempre in premura; 8. Usé le vece buste de letera rovesciade per far la malacopia; 9. Ste atenti ale invidie dei parenti; 10. No sté mai star con le man in man: in giro sé sempre qualcosa de far”.

E tutto questo farà parte dei numerosi incontri collaterali alla mostra. Già iniziati sabato scorso e che proseguono…
“Abbiamo iniziato con ‘Mito e Storia di Lussino’: con la sottoscritta, prof. Licia Giadrossi Gloria, poi con le Poesie del padre di Antonella Barbieri di Neresine e con la Prof. Olga Martinoli di Lussinpiccolo che ci ha parlato di ‘oltre l’Atlantico’ a significare la dimensione internazionale delle nostre vicende. Andar per le Americhe era pane quotidiano per i capitani di Lussino con navi e merci con le quali hanno scritto la storia”.

Vita di bordo
E stasera, che cosa avete in calendario?
“Proseguiremo (oggi alle ore 17) con Vita di bordo. Custodisco tra le carte di famiglie anche il Diario di bordo di mio padre, preziose pagine di annotazioni sulla vita a bordo, le rotte, la composizione dell’equipaggio che ad una attenta analisi rivela il variegato mondo degli equipaggi provenienti delle due sponde dell’Adriatico ma senza disdegnare genovesi e sardi. Ogni nome una vicenda da esplorare, un prezioso lascito per gli studiosi ed appassionati di tutti i tempi ma soprattutto uno strumento di unione tra generazioni. I lasciti dei padri spesso navigano nel tempo e chissà dove ci portano. Anche questo è il fascino del recupero e del riuso che è nella nostra filosofia, oggi più attuale che mai”.

E gli incontri continuano fino alla Barcolana…
“Sabato prossimo, 4 ottobre, daremo spazio ai ‘Ricordi di famiglia’ con un ritratto di ‘Giuseppe Martinoli botanico’ a cura della dott. Adriana Martinoli di Roma. Suo padre è stato uno scienziato di chiara fama che ha condotto ricerche di grande valore, che l’Università di Roma ha ricordato con particolare attenzione nell’anniversario della sua nascita. La dott. Marina Niccoli offrirà alcune letture dal libro del padre ‘Il mio Regno’ mentre la Prof. Lucia Martinoli (anche sorella di Adriana) ricorderà persone di famiglia e una scrittrice dell’Isola di Lussino, l’amata Elsa Bragato. Sulla scia di Martinoli botanico, l’ultimo appuntamento sarà dedicato a ‘Lussino e scienza’, il giorno prima della regata, vale a dire sabato 11 con alcune presenze eccezionali: Alice Luzzatto Fegiz leggerà alcuni brani dal testo del padre ‘Lettere da Zabodaski’, testa pensante della Doxa, libro straordinario, uno spaccato di vita della prima metà del Novecento. Io leggerò alcuni passi tratti da ‘L’isola delle meraviglie’ dello scienziato Paolo Budinich alla presenza del figlio Marco che interverrà sulla figura dell’astrofisico e, dulcis in fundo, Konrad Eisenbichler direttamente da Toronto illustrerà le sue attività e la sua esperienza di Ambasciatore nostro e d’Italia nel Mondo”.

La vetrina del negozio che accoglie la mostra su Lussino.
Foto: COMUNITÀ DI LUSSINO, TRIESTE

Una volta a Lussin
Perché è così importante parlare e far parlare di Lussino?
“È il nostro ruolo e il nostro impegno costante. Chi visiterà Trieste in occasione della Barcolana, potrà conoscere anche l’isola di Lussino o alcuni aspetti attraverso quadri, documenti, oggetti e incontri. Lo scopo è di suscitare nelle persone la curiosità di andare a visitare l’isola, ma anche un modo per far scoprire a tutti la storia della nostra gente e delle nostre eccellenze sparse nel mondo: valorizzare lussino significa anche preservarne le bellezze e le ricchezze”.

La Barcolana si può dire sia anche casa vostra?
“Assolutamente, il mare ci collega alla navigazione in tutto il mondo da parte di Capitani lussignani diplomati nel famoso Istituto Nautico di Lussino e dei loro familiari e discendenti. Ecco perché abbiamo voluto dare voce sia all’esperienza lavorativa sulle navi scuola a vela come la nave Patria con il diario di bordo di Gianni Giadrossich o sul veliero Ettore M. di Lussino di Eugenio Martinoli, sia di esperienze di crociera più recenti fatte per vacanza da parte del prof. Marco Budinich. Ogni lussignano e suo discendente ha tanti ricordi dell’isola e dei parenti che si sono distinti nelle professioni una volta lasciata l’isola per sempre. Adriana parla del padre prof. Giuseppe Martinoli famoso e stimato botanico, Marina Niccoli del padre Comandante di navi mercantili e Cavaliere della Repubblica che ha scritto un libro autobiografico. Lucia Martinoli ricorderà una sua zia e leggerà qualche scritto di Elsa Bragato da ‘Una volta a Lussin’, e così via: un percorso ragionato e importante che sottolinea l’amore delle nostre genti per i luoghi d’origine ma anche per il ruolo dei lussignani nel mondo”.

Una pagina del Diario di Bordo che Licia Giadrossi ha ereditato dal padre.
Foto: COMUNITÀ DI LUSSINO, TRIESTE

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