Scomparsa a 100 anni Erminia Matticchio, mamma di Lidia e nonna di Joe Bastianich

Nata a Bussoler in quel di Pola, nel lontano 1958 emigrò insieme alla famiglia oltreoceano, negli Stati Uniti

Erminia Matticchio (all’estrema destra) con la figlia Lidia (prima a sinistra) e due dei pronipoti

Si è spenta giorni fa a 100 anni, nel Queens (Stati Uniti), in seguito a un malore improvviso, Erminia Matticchio (Motika), mamma della famosa cuoca istriana Lidia Bastianich e nonna dell’altrettanto celebre chef e figlio di quest’ultima Joe Bastianich. Figlia di Giovanni e Rosa (Smilovich) Pavichievaz, residenti nel sobborgo allora agricolo di Bussoler, era nata a Pola, il 23 gennaio 1921 e aveva dedicato la sua carriera all’educazione come insegnante di scuola elementare. Ma era anche un’ottima cuoca e la figlia ha evidentemente preso questa dote da lei. Il 21 settembre del 1941, nella Chiesa di nostra Signora della Misericordia, a Pola, Erminia sposò l’autista Vittorio Matticchio, matrimonio dal quale nacquero i figli Lidia e Franco.

 

Alla fine della Seconda guerra mondiale la famiglia Matticchio scelse la via dell’esodo e passò due anni in un campo profughi a Trieste. “Stringi i denti e sopporta”, diceva sempre Erminia alla figlia Lidia. Poi, nel 1958, decisero di tentare l’avventura oltreoceano, negli Stati Uniti.

Nel libro uscito per i tipi della Solferino, dal titolo “Il mio sogno americano”, Lidia Bastianich racconta di quando furono presi a carico dalla Caritas di New York: ogni settimana l’associazione passava ai Matticchio una piccola quota in denaro per il primo sostentamento. Erminia, abituata a tirare la cinghia, acquistava cibo per i figli, ma non spendeva tutto. Pane, latte, banane, ma mai carne. Non voleva spendere tutto, preferiva trattenere sempre qualcosa da quella quota, per poi restituire tutto alla Caritas. “Non voglio avere debiti”, diceva. Alcuni mesi dopo, sia Erminia che Vittorio trovarono lavoro. E lei volle restituire il prestito. Si recò alla Caritas. Ma la funzionaria le disse: “Non vogliamo indietro nulla, voi siete l’orgoglio dell’America”. Fu in quel momento che i Matticchio, profughi istriani, si sentirono accolti negli Stati Uniti. Pronti a cominciare una nuova vita, grazie al coraggio di Vittorio ed Erminia.

Joe Bastianich e nonna Erminia

Lidia dunque approda a New York, passa in New Jersey, poi va ad Astoria, comincia la sua nuova vita americana, un lavoretto le consente di acquistare del cibo precotto e surgelato. “Sono americana”, esclama dopo averlo mangiato. Ma poi è con i ristoranti che guadagna qualche spicciolo. E fa il suo apprendistato. Conosce la cucina italoamericana, ne capisce le origini e le ragioni: la mancanza di olio di oliva, prosciutto, la grande disponibilità di carne, e l’aglio – uno dei pochi prodotti simili a quelli italiani – come trait d’union con la terra natia. Nel 1966 si sposa con Felice Bastianich, di origini albonesi, scomparso il 12 dicembre del 2010. Con lui apre Buonavia: il primo ristorante, nel Queens, poi seguito da Villa Secondo. “Nella vita bisogna rischiare”, dice. I suoi sono locali semplici in cui ha portato in tavola i sapori della sua infanzia. La famiglia nel frattempo si è allargata, con la nascita di Joe e Tanya. “All’età di 32 anni, con due bambini piccoli e due ristoranti di successo avviati, mi avventurai in quello che si sarebbe rivelato il progetto più spaventoso e rischioso della mia vita: la costruzione del Felidia”. Affronta difficoltà di ogni tipo, rischia di fallire, ma finalmente il 16 aprile 1981 Felidia (che prende il nome dai nomi dei coniugi, Felice e Lidia) apre al pubblico. Ed è con Felidia che Lidia Bastianich si conquista un posto nel cuore degli americani.

Ma è anche a nonna Erminia, al suo coraggio e alla sua tenacia, che la famiglia Bastianich deve il favoloso successo che ha avuto negli USA. Quando Lidia Bastianich lavorava ancora a pieno ritmo nei ristoranti di famiglia e i figli Joe e Tanya erano piccoli, era nonna Erminia ad accudirli. E infatti i nipoti le erano affezionatissimi. “Ciao nonna Erminia, sei mancata nel giorno di San Valentino, il giorno dell’amore. Hai avuto una vita piena e sei stata una donna di grandissimo spirito e generosità. Nonna ti amo, mi mancherai tantissimo”, ha dichiarato commosso su Instagram in un breve video il nipote Joe. “I nonni sono scappati dopo la guerra a New York e hanno vissuto un periodo molto difficile, la povertà, i campi profughi con gli altri esuli, ma hanno costruito un’altra vita… io faccio parte di quell’altra vita. Lei mi ha cresciuto con questi valori di Italia, di famiglia, di immigrazione, che sono fondamentali per la persona che sono oggi”, ha scritto su Facebook quando le dedicò una canzone scritta da lui stesso, intitolata “Nonna”.

La scomparsa di Erminia Matticchio lascia addolorati la figlia Lidia, il figlio Franco, i nipoti Joe, Tanya, Paul, Estelle ed Eric, i pronipoti: Olivia, Miles Bastianich ed Ethan Bastianich, Lorenzo e Julia Manuali, Sofia e Adrian Motika e i parenti tutti.

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