La Fiumanità come ritorno

Tra letteratura, musica, memoria e nuovi progetti per il 2026, il presidente dell’Associazione Fiumani italiani nel Mondo, Franco Papetti, racconta un anno intenso e guarda al futuro: «Valorizzare le eccellenze della città significa rafforzare il senso di appartenenza e costruire un ritorno culturale»

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La Fiumanità come ritorno
Franco Papetti con Diego Zandel nella sede dell’AFIM. Foto Rosanna Turcinovich Giuricin

Gli ultimi mesi del 2025 per l’Associazione Fiumani italiani nel Mondo sono stati frenetici: dedicati a incontri in presenza e in remoto, alla condivisione di idee e alla realizzazione di importanti progetti. Protagonista alla fine di ottobre la letteratura fiumana con il convegno dedicato al Carteggio Gino Brazzoduro-Paolo Santarcangeli che ha prodotto il volume, in cofanetto bilingue italiano-croato “Fiume città nuvola, polvere dei nostri pensieri”.
“Abbiamo continuato la strategia iniziata cinque anni fa – spiega Franco Papetti, presidente dell’AFIM – volta alla valorizzazione di eccellenze letterarie fiumane al fine di valorizzare quella che chiamiamo Fiumanità e quindi nostro senso di appartenenza e ritorno culturale ed intellettuale a Fiume”

A novembre, un ruolo fondamentale l’ha avuto anche la programmazione per il 2026.
“Sarà un nuovo anno di impegni ed eventi di particolare significato, sia per dare continuità a quanto abbiamo prodotto nel 2025, sia con occasioni che qualificano la nostra presenza a Fiume e in Italia”.

Un Dipartimento risorto

La presentazione del volume sul Carteggio ha segnato in modo consistente l’attività di fine d’anno…
“Dopo il convegno svoltosi come da tradizione nella sala del Consiglio comunale di Fiume con la partecipazione di docenti e scrittori provenienti da vari Paesi, siamo stati invitati a partecipare all’incontro organizzato presso il Dipartimento di lingua Ungherese dell’Università di Torino, accolti con particolare attenzione. Abbiamo parlato di Paolo Santarcangeli che è stato fondatore del Dipartimento, chiuso trent’anni fa dopo la sua morte e ora risorto anche nel suo nome. Abbiamo colto, nelle relazioni degli studiosi, esempi di forte legame con Fiume, in particolare di scrittori e poeti per i quali la nostra città rappresentava un sogno ed una meta da raggiungere. Spesso emergono solo gli interessi economici e politici dell’Ungheria nei confronti del porto sull’Adriatico, ma ci si accorge che hanno prodotto molto di più: Fiume è entrata nell’immaginario straordinario della letteratura, un grande valore ‘per chi parte e per chi resta’ direbbe il poeta Brazzoduro. Il libro che rivela il Carteggio tra due grandi autori fiumani, è stato presentato in quell’occasione ma poi abbiamo replicato con vero successo a Padova, nella sede AFIM e a Roma, presso le edizioni Argo di Mario Festa e grazie alla partecipazione all’evento dell’attrice e scrittrice Isabel Russinova con la sua Fondazione. E’ stata la splendida chiusura di un anno proficuo”.

Si è fatto tanto, poco, come definirebbe l’attività complessiva?
“Siamo un piccolo gruppo che non ha paura di osare, certo non è facile lavorare sparsi in tutta Italia e a Fiume ma i social ci permettono di comunicare costantemente e di raggiungere gli obiettivi. Ogni tanto ci lasciamo travolgere, ma va bene così perché i risultati sono evidenti. Inoltre il rapporto sempre più stretto con la comunità dei nostri fratelli di Fiume ci gratifica particolarmente”.

I progetti futuri

Un entusiasmo che vi portate anche nel nuovo anno?
“All’ultima nostra riunione abbiamo presentato e commentato i progetti per il 2026. Sia dal punto di vista tecnico che contenutistico. Attendiamo i finanziamenti del Ministero per proseguire il lavoro in calendario ma sono molto chiare le tematiche e le finalità del nostro programma. L’entusiasmo sta nell’essere riusciti a formare un gruppo compatto che opera in sintonia”.

Quale sarà la prima attività pubblica dell’AFIM nel nuovo anno?
“Il 7 febbraio, a Venaria Reale, si terrà un concerto del grande pianista Giovanni Bellucci dedicato al Giorno del Ricordo e a Paolo Santarcangeli. In effetti è il concerto conclusivo del progetto voluto dall’AFIM nel 2025 per ricordare un importante musicologo fiumano, Sergio Sablich, scomparso prematuramente. La sua famiglia era andata esule a Bolzano dove egli è nato e poi a Firenze. Al nostro fianco la sorella Marina che ci ha seguiti in questi eventi di successo. Giovanni Bellucci è un pianista di livello mondiale, sensibile e attento, apprezzava Sablich al quale ha reso un omaggio attento e intelligente da grande virtuoso. Il Giorno del Ricordo saremo in delegazione al Quirinale e poi ognuno di noi andrà nelle scuole o invitato dalle amministrazioni comunali a portare il proprio contributo nella conoscenza della vicenda dell’esodo con conferenze e conversazioni”.

In marzo mostra a Fiume

Nel 2025 era stata organizzata la mostra sui 25 sacerdoti fiumani che avevano seguito il Vescovo Ugo Camozzo a Pisa, avrà un seguito?
“Contiamo di portare la mostra di 32 pannelli il 14 marzo a Fiume e organizzare un incontro di studio sul ruolo dei sacerdoti fiumani a Pisa e parrocchie limitrofe. Sarà, nello stesso tempo, l’occasione di ospitare nella città del Quarnero, il 14 e 15 marzo, il Coro del Duomo di Pisa. La sera del 14 si esibirà in un concerto con repertorio laico, mentre il 15 mattina si presenterà in San Vito durante la messa con gli arcivescovi di Fiume e Pisa. Siamo particolarmente grati alla Diocesi di Pisa di avere accolto con gioia le nostre iniziative e di averci così permesso di approfondire i rapporti con don Severino Dianich, nostro concittadino, ultimo testimone del gruppo di sacerdoti del Vescovo Camozzo, ritenuto oggi uno dei teologi più importanti a livello nazionale ed internazionale. Contiamo nell’immensa gioia di averlo con noi a Fiume”.

Perché questa scelta dei Fiumani di esaltare l’eccellenza dei concittadini a livello locale e nel mondo?
“Credo si tratti di un modo per creare nelle persone che ci seguono ma anche in chi non aveva avuto modo di conoscerci prima, la sensazione di un mondo ricco di cultura, di tradizioni, di scienza per invogliare i giovani ad avvicinarsi alle nostre associazioni che dovrebbero irradiare nuove consapevolezze. Apparteniamo a un mondo antico che ha tanto da insegnarci e che ci può indicare strategie per il futuro. Più evolve l’attività più ci si accorge che dobbiamo riallacciare le fila col passato, soprattutto con chi ha saputo lasciare un segno. Ecco perché il 16 marzo saremo nella sede della Lega Nazionale per presentare il libro ‘Fiume città nuvola’ nel nome di Aldo Secco e degli altri membri della Sezione di Fiume della Lega che hanno operato a lungo producendo libri e altri materiali divulgativi. Nello stesso tempo presenteremo a Trieste lo spettacolo su Oskar Piškulić, il boia di Fiume, di Laura Marchig, Diego Zandel, Alessandra Baldassari”.

Convegno su Giovanni Palatucci

Giugno e novembre sono i mesi dei ritorni, a San Vito e per Ognissanti. Una tradizione che continua?
“Assolutamente: è una delle promesse fatte alla mia elezione, tornare a Fiume è fondamentale. Difficile per gli spostamenti, anche oneroso, ma ha molteplici significati che possiamo riassumere nel concetto di ritorno culturale che è il mantra del nostro impegno associativo. Mentre in aprile stiamo organizzando un convegno su Giovanni Palatucci in collaborazione con l’ERAPLE e il Museo a lui dedicato a Campagna dove l’ultimo Questore italiano di Fiume era nato, a maggio contiamo di essere al Salone del Libro di Torino”.

E San Vito a Fiume sarà nel solco della tradizione “per terra e per mare”?
“Prevista la consueta ‘navigada sul mar del Quarnero’ ma quest’anno ci attende anche una grande novità, un progetto di ampio respiro: la consegna del Premio Maylender a una serie di personaggi che hanno portato con orgoglio il nome di Fiume nello sport. Saranno coinvolti i singoli atleti, le società nelle quali hanno militato per una festa di tutta la città dove la tifoseria continua a scandire ‘Forza Fiume’ durante gli incontri calcistici. Accanto allo sport anche la musica, con la partecipazione dei cantanti e musicisti dell’Associazione dell’Operetta di Trieste che presenterà uno spettacolo tratto dal musical ‘Tutti insieme appassionatamente’, mentre nel pomeriggio ci sarà una conferenza sul silurificio Whitehead. Il legame tra il musical e il silurificio è poco noto ma lo scopriremo all’evento”.

L’opera di Marisa Madieri

Seconda metà dell’anno?
“Ad agosto saremo a Vergarolla a fianco dei ‘polesani’ e del Circolo Istria, per ribadire la nostra vicinanza e solidarietà perché è importante procedere uniti. A tale proposito saremo col Circolo Istria anche per un convegno su Esuli e Rimasti, vale a dire sull’identità, l’appartenenza e tutti i concetti fondamentali che ci definiscono. A settembre si potrà ammirare a Fiume la mostra sui francobolli fiumani. L’ obiettivo è di coinvolgere la cittadinanza su qualcosa di inedito”.

E infine il 63esimo Raduno a Fiume. Siamo curiosi: chi sarà l’autore di quest’anno presentato in cofanetto bilingue?
“È veramente con particolare onore e piacere che divulgheremo in cofanetto bilingue l’opera di Marisa Madieri. Abbiamo avuto solo poche settimane fa la liberatoria scritta di suo pugno da Claudio Magris che ci autorizza a procedere. La traduttrice, Ljiljana Avirović, sta già lavorando alla traduzione del libro che riunirà tre sue opere più il saggio di un critico letterario spagnolo. Avremo quindi un’opera internazionale come è giusto che sia. Un progetto che, come sempre, sarà un momento di condivisione, di scoperta, un altro importante mattone della nostra Fiumanità”.

Un salto di qualità

In questa cornucopia di idee non saranno da meno le attività “tradizionali”, a partire dal giornale ma non soltanto. Franco Papetti sottolinea l’importanza de “La Voce di Fiume” distribuita in duemila copie che permette di mantenere un legame duraturo con i fiumani sparsi nel mondo: sarà di 52 pagine con supplementi e il calendario che viene distribuito ogni anno.

“Un’altra tradizione che riteniamo fondamentale – chiude Papetti – è quella con le scuole di Fiume, dalle elementari al Dipartimento di Italianistica con premi per i più piccoli e borse di studio per gli universitari. Si tratta di gesti che saldano il rapporto con i giovani che partecipano da anni ai nostri concorsi AFIM e in collaborazione con la Società di Studi Fiumani di Roma. Con l’Università abbiamo fatto un grande salto di qualità, grazie al nostro contributo i giovani rivolgono la propria attenzione ai temi sulla fiumanità e partecipano d’estate ai corsi per stranieri all’Università di Perugia, un sogno dell’ambasciatore Egone Ratzenberger divenuto realtà”.

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