Il traguardo oltre il cronometro: correre per unire le due sponde

Alla Corsa dell’Amicizia di Pola anche un gruppo di runner veronesi, che hanno incontrato i rappresentanti della locale Comunità degli Italiani

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Il traguardo oltre il cronometro: correre per unire le due sponde
Il gruppo di runner veronesi insieme a Paolo Demarin. Foto Gabriele Pasquini

13 veronesi, una trasferta oltreconfine e la voglia di trasformare una gara podistica in un’occasione di incontro. È nata così la partecipazione di un gruppo di runner veronesi alla prima edizione della Corsa dell’Amicizia di Pola, iniziativa inserita nel programma della maratona e della mezza maratona della città istriana e pensata per mettere in relazione, attraverso lo sport, le comunità italiane e gli appassionati di corsa. A portare il gruppo a Pola è stato Gabriele Pasquini, insieme agli amici dell’associazione sportiva veronese Km Sport, realtà nella quale i partecipanti condividono soprattutto la passione per la corsa. “Facciamo queste trasferte per andare a fare qualche gara in giro e in questa occasione abbiamo aderito con entusiasmo all’iniziativa”, ha raccontato Pasquini. Alla fine sono stati in 13 a partire da Verona, anche se inizialmente il gruppo avrebbe dovuto essere più numeroso. Alcuni hanno scelto la Corsa dell’Amicizia, mentre altri hanno affrontato le distanze più impegnative del programma sportivo. Pasquini, ad esempio, ha corso la mezza maratona di 21 chilometri. Il senso della trasferta, tuttavia, è andato ben oltre il cronometro. La Corsa dell’Amicizia è stata infatti l’occasione per incontrare la Comunità degli Italiani di Pola e condividere un momento di convivialità che ha accompagnato la manifestazione sportiva. Il gruppo veronese ha così prolungato la permanenza in Istria anche nella giornata successiva, partecipando a un incontro con i rappresentanti del sodalizio, alla presenza del console onorario d’Italia a Pola, Tiziano Sošić, dell’ambasciatore d’Italia a Zagabria, Paolo Trichilo, e del presidente della Giunta Esecutiva dell’Unione Italiana, Paolo Demarin. “Abbiamo fatto un po’ di conoscenza reciproca – ha proseguito Pasquini –. È stata una bella manifestazione e si è sentita molto la partecipazione degli italiani”. Un legame che, secondo i runner veronesi, si è avvertito anche lungo il percorso. Tra il pubblico non sono mancati gli incitamenti in italiano rivolti agli atleti. “Sentivi persone che ti incitavano in italiano. Secondo me anche questi sono segnali importanti della presenza italiana”, ha riferito Pasquini. A rendere ancora più suggestiva la serata è stato poi l’arrivo all’interno dell’Arena di Pola, luogo simbolo della città. Per il gruppo veronese l’esperienza sembra destinata a non rimanere isolata. “Ho avuto riscontri positivi da tutti i partecipanti e gli amici che ho coinvolto hanno risposto con entusiasmo. Non pensavo nemmeno di riuscire a portare così tante persone”, ha confessato Pasquini. Le fotografie e i racconti condivisi sui social hanno già fatto nascere nuove curiosità. “Secondo me è un’iniziativa che può essere ripetuta. Ci sono tante cose che si possono migliorare e aggiungere, ma intanto, come prima volta, mi sembra riuscita”, ha concluso. Perché a Pola, almeno per un fine settimana, il traguardo non è stato soltanto quello segnato dal cronometro: il vero significato è stato incontrarsi, conoscersi e ritrovarsi correndo sulle due sponde dell’Adriatico.

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