Così ci piace! Il pubblico che partecipa e si diverte e chiede il bis, applaude e sorride di gioia e di soddisfazione. Il palco è stato quello del Salone delle Feste della Comunità degli Italiani di Fiume e i cantanti Andrea Binetti e Ilaria Zanetti, due affermate star dell’operetta triestina, al pianoforte Alessandra Sagelli. È stata un’occasione speciale, l’incontro di San Vito a Fiume. Gente che segue la processione, la chiesa gremita per la festa del patrono. E a Palazzo Modello, incontri a raffica. Il dialetto fiumano è stato riconosciuto qualche settimana prima, dal Ministero della Cultura e dei Media, quale bene culturale immateriale della Repubblica di Croazia, ed è scoppiata l’euforia. Si è rivolto al pubblico in dialetto anche Andrea Binetti, che con l’Associazione internazionale dell’Operetta di Trieste, ha voluto fare un omaggio alla storia di Fiume con la vicenda di Von Trapp, di Whitehead e della nipote di quest’ultimo.
“Ve domandarè: cossa c’entra con Trieste, con l’operetta, con el concerto de ogi questa storia”, ha chiesto Binetti ai presenti in sala.
“C’entra eccome, più de quel che potè imaginar. Come nei siti d’apuntamento dove che un algoritmo calcola i punti in comune nella copia: eco, questa storia ga tanti punti in comune. Gavemo un’ora per contarve, parlando e cantando. Taca Maestra”.
Ma “taca” cosa? Binetti ha spiegato.
“Vedo che tutti conossè questa musica, ‘Sound of music’, xe el titolo del musical e ‘Tutti insieme appassionatamente’ quella del film che ve raconta la storia della famiglia Von Trapp. E chi era sto nobile? Un bel uficial, che riva a Fiume per studiar e se inamora della nipote de Robert Whitehead, quel del silurificio. El personagio più importante per la zità a caval tra due secoli, Otocento e Novecento. Bon, sto von Trapp sposa sta fiumana e dalla loro union nasserà ben sette fioi: ela se ciamava Agathe e i fioi Rupert, Agathe, Maria Franziska, Werner, Hedwig, Johanna e Martina. Tutti canterini”.
La loro vicenda rivela anche uno spaccato di storia europea nel desiderio di avversare la dittatura che ammorberà il Novecento.
“La famiglia passerà momenti difizili nella casa in Austria, dove che i se gaveva spostado a viver, anche perché el barone Von Trapp, dalmato con le idee ciare, se oponi al nazismo. La povera Agathe morirà de scarlatina nel 1922. E lui, dopo gaver sposado la ragaza che se ocupava dei suoi fioi, la dolce Maria, ghe tocherà scampar. Dove? In America, e là el canto diventerà l’atività della famiglia. Praticamente i divi del momento”.
Il film la racconta in questo modo, ma Fiume è in grado di fornire, come nel volume tradotto in lingua italiana sulla Via dell’Industria, altri particolari interessanti, sulla loro vita in città, sulle intuizioni geniali dell’imprenditore inglese, sul rapporto con gli innovatori del tempo, sulla presenza in città di delegazioni dal Giappone che venivano ad ammirare i risultati ottenuti nell’industria del momento. La Via dell’Industria, infatti, con le sue strutture decadenti, ricorda i gloriosi momenti della produzione del siluro.
“Inventado – ha raccontato Binetti dal palco del Salone delle Feste – da Giovanni Luppis, fiumano, un capitan de fregata, che lo ciamerà ‘salvacoste’, pensado per difender le coste de la Dalmazia. El siluro sarà perfezionado da Whitehead (era tuta gente semplice in sta zità, senza testa, senza voia de lavorar? La malorsiga, i se impensava de tuto, anche la guera soto mar!). Una storia che ariverà fin ai giorni nostri”.
Andrea Binetti e Ilaria Zanetti, hanno trasformato il poco spazio concesso dalla pedana con i tavoli, le sedie, i microfoni degli appuntamenti precedenti della giornata, in un teatro vero e proprio: sono bastate le loro incredibili voci da cantati professionisti di fama internazionale, la loro capacità di recitare, come richiesto a un artista d’operetta e la simpatia capace di catturare il pubblico che si è sciolto in lunghi entusiastici applausi. Ma c’è stato di più, qualcosa destinato a lasciare il segno e che ha fatto comprendere perché la proposta dell’AFIM (Associazione Fiumani Italiani nel Mondo) di portare questo spettacolo a Fiume in occasione di San Vito. Lo ha spiegato bene Binetti:
“Mentre Fiume sfornava machine de guera, ad Abbazia, la bella, la aristocratica, nasceva nei ani Trenta del Novecento, el festival dell’Operetta. Gavè capì, tuto torna. La gente per sentir le musiche de Lehar, de Kalman, rivava da meza Europa, anche con i idrovolanti e la publicità dell’evento usciva nei giornai in lingua italiana, croata, tedesca, ungherese, ceca e slovacca. I nobili se faseva portar qua da Trieste in idrovolante. Potè creder? Credè, xe tuto documentado al archivio de Stato qua a Fiume, vizin al Palazzo del Governo dove che el diretor, el ravnatelj, ghe ga dado tuto el material alla Poletti, nostro diretor, per la mostra fata qualche ano fa ne la Galleria del Parco de Abbazia. E de quei momenti, da ani ormai noi dell’Associazion Internazional dell’Operetta del FVG, con sede a Trieste, ricordemo i fasti, tutta la beleza de un genere che continua ad afascinar e a trassinar tuti”.
Qualche settimana dopo, Rossana Poletti è stata eletta presidente dell’Associazione e ora sta portando in scena a Trieste altre novità…
“Per quest’estate stemo preparando la Bajadera, se ve va venì a Trieste, a portarne un po’ de Fiume che xe aria de casa, per el nostro dialeto, el modo de cantar e tanta storia che continua a ligarne. In quela Via dell’Industria, ogi un po’ tarscurada – ha detto ancora Binetti – xe nati o se ga formà anche due personagi famosi, nelle prime case xe nato el grande artista Romolo Venucci, e qualche porton più in là, se ga preparado el pugile Ulderico Sergo, nato nel 1913, che diventerà campion del mondo prima de emigrar, anche lui, in America, come la famiglia Von Trapp e come tanti altri che ogni tanto torna a incontrar qua, in queste sale, tra questi muri e le case de Fiume, la loro gente. La memoria ne acompagna, la musica xe ricordo, sugestion, tuto torna ve go deto… E Von Trapp e Whitehead e l’opereta? Tutti sopravisudi, se fa per dir. I nipoti de Von Trapp xe ancora in America – prima o poi volessi portarli qua per un incontro visto che i ga el grande Mausoleo de famiglia a Cosala, dove che tanti riposa in pace. L’industria de Robert l’inglese continua a operar non lontan da Genova, con un altro nome, ma ancora ativa. E l’opereta? Noi se impegnemo, non gavemo mai molado. Semo qua, se tutti qua stasera, per lori, per noi, per voi, tutti insieme apasionatamente”.
E il pubblico? Ha continuato a gridare “bis, bis” con l’immancabile risposta di Binetti: “Ma ancora volè, non gavè una casa?”.
Impossibile uscire senza un grosso sorriso stampato in faccia. Binetti, Poletti, sono anche loro figli dell’esodo a cui dedichiamo queste pagine. Nel loro DNA la fantasia e il rigore, la voglia di incontrare la propria gente, a Trieste, i loro spettacoli, riempiono le sale, sia che si tratti di spettacoli d’operetta veri e propri, sia si tratti di concerti con arie d’operetta e musical. Uno degli appuntamenti di maggiore successo e il Galà dell’Operetta, che chiude l’anno con un grande concerto a fine dicembre durante il quale viene assegnato il premio Operetta ad artisti di tutto il mondo che si sono contraddistinti in questo genere musicale. E naturalmente, non manca il musical. In occasione dell’anniversario della Disney è stato prodotto uno spettacolo indimenticabile, un viaggio dentro le storie che tutti continuiamo ad amare.
Una grande compagnia che ha accettato volentieri di essere a Fiume per San Vito, e molti l’hanno capito – da buoni fiumani che amano il canto, l’opera, l’operetta – tributando loro prolungati applausi. È stato anche un modo per rendere omaggio alla SAC “Fratellanza”, che assieme alla Comunità degli Italiani di Palazzo Modello, festeggia quest’anno il suo ottantesimo anniversario. A un’attenta analisi del suo repertorio, l’opera e l’operetta sono generi che ne hanno scritto la storia con cantanti eccezionali che si spostavano dal coro del Teatro a quello della Comunità. La storia è maestra di vita, è meraviglioso esplorarla e portarla nel presente con il rispetto e l’amore per le cose che non muoiono mai. Come la musica.
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