Dopo aver perso il derby regionale sul prato verdissimo del Rujevica, l’Istra 1961 scende sabato pomeriggio sul prato “gialloverde” del Drosina. Non sono (solo) i colori del club polese, bensì la riflessione del campo dello stadio di Pola. Qualcosa sarà capitato nell’arco di un mese, perché nella partita precampionato, giocata al Drosina il 18 luglio contro gli inglesi del Milton Keynes Dons (terza divisione professionistica), il rettangolo di gioco ci era parso in buone condizioni. Verde e senza “buche”.
Dopo che a Rujevica si è giocato su un ottimo terreno, e la squadra di Javier Cabello se l’è passata male, forse il terreno depressivo del Drosina aiuterà l’Istra contro i campioni della Dinamo?
Vediamo, perché anche i Modri sono in semi-depressione, dopo che mercoledì sera, forse anche già nella settimana precedente al Maksimir, hanno buttato al vento la qualificazione numero 10 in Champions League. Gli zagabresi sono sicuramente individualmente migliori degli avversari del Viking. Ma in due partite la squadra di Stavanger ha centrato ben cinque volte la rete dei Modri. Su almeno quattro gol pesano grandi sviste individuali dei giocatori di Mario Kovačević.
Senza il visto per la Champions League, le casse della Dinamo restano anche senza i 28 milioni di euro che l’UEFA garantisce ai 36 club che faranno parte della nuova stagione. A essere sinceri, i modri non hanno lo spessore per la Champions e, dal punto di vista tecnico, forse è un bene che facciano ancora scuola europea in Europa League.
Non è che non ci saranno guadagni, perché l’UEFA garantisce ai partecipanti della “seconda lega europea” circa 15 milioni di euro. Poi ci saranno gli incassi dei biglietti, i premi partita e altro ancora, che potrebbero portare i mezzi necessari alle casse del club zagabrese. I club della HNL sono rimasti senza il bonus (per chi non gioca in Europa) di quasi mezzo milione di euro. Il bonus per l’Europa League porta ai club croati la metà…
Per le casse dell’Istra sarà una nuova dose di entrate. Non è che 250mila euro cambino la vita di una società privata, ma, con la politica imposta dai proprietari baschi, sarà comunque una lieta dose di soldi.
Infatti, l’Istra 1961 è in piena dieta per quanto riguarda la situazione finanziaria e, di conseguenza, anche sul mercato. Perciò il gruppo più giovane visto nella HNL, e nella storia del calcio polese, pare essere definitivo fino alla finestra invernale. Non è una bella notizia per la tifoseria, che, pur essendo molto positiva nei confronti della squadra giovane, rimane delusa dalla mancanza di ambizioni della proprietà di Vitoria…
Sia come sia, oggi sugli spalti sono attesi circa cinquemila spettatori, dei quali il 10-15% saranno supporter ospiti. Difficile dire che partita sarà, anche se la Dinamo è la grande favorita.
All’hotel Histria di Pola è arrivato il presidente Zvonimir Boban, il quale sicuramente vuole dare un’iniezione di fiducia alla comitiva, giunta a Pola subito dopo la disfatta di Stavanger. La Dinamo si allena allo stadio di Veruda, dove anche il terreno pare essere in pessime condizioni, come quello del Drosina.
Ritornando al derby regionale di Rujevica, bisogna dire che l’Istra ha giocato i peggiori 70 minuti della gestione Cabello. Anche se ha perso con la Lokomotiva nella prima partita e poi pareggiato in trasferta con l’Hajduk, i gialloverdi hanno ogni volta espresso un gioco corale, veloce e verticale.
Al Rujevica, nei primi 70 minuti, niente di ciò ha funzionato. Anche Cabello si è mostrato sotto un’altra luce, perché già dalla formazione si è capito che la priorità era chiudere le vie verso Kolić. Perciò ha preferito il veterano Kadušić al rapido giovane sloveno Hrvatin, oltre a due mediani decisamente inclini alla fase difensiva, come Doumbia e Maurić.
Sul 3-0, dopo un bellissimo gol di Fruk, l’Istra pareva alla deriva, rischiando la goleada. Ma Janković ha servito inspiegabilmente un assist a Jaganjac per il 3-1 e, come per magia, si è accesa la squadra ospite. Tutto è cambiato, anche con l’entrata del talento Dukan Ahmeti, insieme a Kablar e Hrvatin, che hanno portato nuova energia.
Se Kumar, qualche minuto dopo il gol di Jaganjac, solo a cinque metri da Todorović, avesse centrato la rete di testa, chissà come sarebbe finita la rimonta dell’Istra. Il secondo gol del danese Frederiksen, il quarto in quattro turni, è arrivato allo scadere e non c’era più tempo per altro.
Adesso i gialloverdi se la vedranno con la Dinamo al Drosina e poi, venerdì 4 settembre, saranno ospiti del Varaždin. Sarà un vero test per Cabello e per la squadra, per capire quale direzione prenderà la stagione di un’Istra in piena dieta di investimenti, rinforzi e ambizioni…
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