ROBE DE MATTEONI Progetto Istra 1961, un rebus

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ROBE DE MATTEONI Progetto Istra 1961, un rebus
Foto PIXSELL

Mi sembrava di non essere a Medolino, mercoledì mattina. Perché? Per il semplice motivo che c’era un sole primaverile, senza un filo di vento, che da quelle parti pare sia sempre all’ordine del giorno. Il Centro sportivo dell’Arena Hospitality Group comprende sei campi con erba naturale e altri due con quella artificiale di nuova generazione. Dal 1980 a oggi Medolino, otto chilometri dal centro di Pola nonché cinque dall’aeroporto e dall’ipsilon, è sinonimo per la preparazione invernale degli sportivi. Il calcio ha registrato il suo boom con l’arrivo delle ex selezioni jugoslave, che per merito dell’allora onnipotente Miljan Miljanić preparavano qui le partite importanti. Nel 1982 Medolino era stata la casa della nazionale in vista del Mondiale in Spagna…
Da lì ad oggi m’aspettavo che l’infrastruttura sportiva nei pressi dei tre alberghi Belvedere, Park e Medolino avrebbe fatto un salto di qualità. Dall’indipendenza della Croazia si parlava che la Federazione avrebbe costruito la sua base proprio a Medolino, ma era da subito chiaro che si trattava di un sogno proibito per varie ragioni. Dal 2010 in poi ero sicuro che almeno i campi di calcio sarebbero diventati “europei”. I terreni ibridi infatti permettevano anche ai campionati più “difficili”, come quello italiano, di disporre anche in inverno di manti erbosi decenti. Pensavo che il gruppo proprietario dell’ex Arenaturist, che ha investito molto per modernizzare gli alberghi e altre strutture nel centro turistico, sicuramente avrebbe capito che con il calcio si potrebbe registrare il tutto esaurito durante la stagione “morta”. Per attirare i club croati ed europei che contano calcisticamente, Medolino ha tutto tranne che terreni decenti. Niente da fare. Si raddrizzavano i manti vecchi, che d’inverno durano una settimana e che dopo le prime piogge vengono devastati dai giocatori che vi si allenano.
Pensavo sarà così anche quest’ inverno, quando sono andato a vedere l’ottava edizione dell’Arena Cup. M’aspettavo di trovare terreni fangosi, dove la palla inciampa e dove non si può giocare, ma sono stato smentito. Anche se non sono stati costruiti nuovi terreni con erba semiartificiale e naturale, i manti verdi dei sei campi sono in buone condizioni. Come si spiega ciò? Mi è stato riferito che si sono avvalsi di un’esperta di Fiume, che è responsabile dei campi di Rujevica. I quali sono da anni i migliori in Croazia. I club presenti a Medolino sono molto contenti, in primis quelli croati, che si aspettavano “pozzanghere”. Tutti sono però consapevoli che fra dieci giorni, quando ci saranno 16 club al secondo torneo, rifioriranno i problemi dell’erba… È la classica storia a conferma che senza investimenti non si può fare il salto di qualità.
Ecco, la storia di Medolino è un po’ una metafora dell’Istra 1961. I polesi sono ospiti pluriennali a Medolino, dove la squadra seniores, ma anche quelle juniores e cadetta, si allenano tutti i giorni. L’Istra 1961 per questo “lusso” paga più di 150mila euro all’anno. Conseguenza del fatto che l’amministrazione locale non ha permesso che a Campo Marzio inizi la costruzione del centro sportivo del club. Siccome non c’è un’altra zona idonea a Pola, a lungo non ci saranno novità. La proprietà, dopo tre anni e mezzo, pare sia stufa della freddezza dei poteri politici locali. Le promesse per il centro sportivo, e altre ancora, non sono state mantenute. Basconia-Alaves finora ha iniettato nelle casse del club quasi 12 milioni di euro e sperava in una collaborazione che dell’amministrazione locale. Nello stesso tempo i proprietari subiscono le critiche quotidiane dei tifosi, scontenti di come si sviluppa il progetto Istra. Meglio dire come non si sviluppa se parliamo della prima squadra. Mercoledì a Medolino ho capito che per l’Istra non ci saranno rinforzi quest’inverno. Le partenze pare di sì, perché c’è interesse per Bandé, Serderov, Lisica, Lučić e altri ancora. Ho sentito che, per esempio, Bandé non si potrà trattener, perché decide l’Ajax. Ma non solo. La voglia di trattenere qualche giocatore importante (Lučić, Serderov…) non è grande. Se si può monetizzare, gli esperti dell’Alaves ne prenderanno atto. E la fase primaverile? A Vitoria hanno capito che non si può scendere di categoria in quanto il Dragovoljac è veramente debole e dista 11 punti. Si dice che sia il momento giusto per lanciare altri giovani. Vedremo presto di che cosa si tratta, ma per la prima volta Gonzalo Garcia è inviperito. Vede che il progetto dell’Istra prende una brutta piega e capisce che sarebbe lui il primo sacrificato per calmare la tifoseria e l’opinione pubblica in caso di un filotto di sconfitte. Non mi sorprenderei se fosse lui a dire “grazie, arrivederci e buona fortuna a tutti”.

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