ROBE DE MATTEONI L’inizio di una nuova era

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ROBE DE MATTEONI L’inizio di una nuova era
Luka Modrić. Foto PIXSELL

Tra qualche giorno inizia una nuova era del calcio mondiale. La FIFA ha inventato il Mondiale per Club, che si gioca negli Stati Uniti, dove ci sarà, tra un anno, anche la rassegna iridata vera, quella riservata alle nazionali. Le polemiche nel mondo del calcio a proposito di questa nuova manifestazione, che per i giocatori – già sfiniti mentalmente e fisicamente tra campionati nazionali, coppe continentali e partite delle nazionali (Euro 2024, Nations League, qualificazioni Mondiali 2026 negli ultimi 11 mesi) – sono fonte di ulteriore stress, non si placano. L’ultima viene da Javier Tebas, il potente presidente della Lega spagnola, che è un autentico nemico della FIFA e dell’UEFA. Per non parlare dei cattivi rapporti che ha anche a casa propria, ovvero con il boss del Real Madrid, Florentino Perez. Facile capire che Tebas non si piega alle autorità del calcio, le quali impongono tutte le loro “leggi” senza badare troppo al gioco e ai giocatori. La FIFA e l’UEFA dicono che bisogna giocare perché solo così si “producono” i milioni necessari per sostenere il movimento calcistico. Per i poteri alti del calcio mondiale ed europeo, i club sono responsabili di quanto accade poiché pagano a dismisura i giocatori, e poi anche gli stessi calciatori, che pretendono ingaggi sempre più alti. A dire il vero, ci sta che i giocatori, come gli allenatori, vogliono avere la loro parte in quest’industria “moderna” del calcio che viaggia a 200 all’ora. Ma ci sta pure che qualcuno che comanda il calcio e detta le regole si dia una regolata. La FIFA e l’UEFA dovrebbero avere più tatto e rallentare i ritmi delle competizioni, perché i calciatori rischiano la salute. E con loro tutto il movimento. C’è, insomma, un’overdose di calcio. Se le tribune sono piene nelle partite delle grandi, nel calcio tra “piccoli” i numeri scendono. Tantissimo calcio in tivù ha fatto sì che tra i consumatori si noti un logorio. Con tali ritmi si arriverà al punto che in diversi periodi dell’anno il calcio semplicemente stuferà la gente…
Luka Modrić è invece uno che non si stufa mai. Anzi, più invecchia e più aumenta la sua voglia di giocare. Un autentico fenomeno. Ci ho parlato prima che partisse per Madrid, dove si unirà per l’ultima volta alla squadra Blanca. Oggi i madrileni vanno negli USA, dove il nuovo Real targato Xabi Alonso proverà a vincere il primo titolo Mondiale per Club. Modrić, a quanto pare, trascorrerà la stagione 2025/26 in maglia rossonera. Lui vuole giocare a determinati livelli per essere pronto a chiudere con la nazionale, e forse anche con il calcio, tra un anno negli Stati Uniti, al suo quinto Mondiale. Tra Germania 2006 e USA (e compagnia bella…) 2026 ci sono quasi 200 partite la maglia Croazia, una finalissima 2018, una finale di consolazione 2022, due medaglie e un ciclo che, dal mio punto di vista, sarà irripetibile… Come sarà con il Milan? I rossoneri hanno bisogno di un reset totale. La stagione appena conclusa ha visto chiudere il Milan al nono posto, fuori dalle coppe europee. Ed è un bene concludere un ciclo che aveva raggiunto l’apice con lo scudetto vinto 2022. Da quel momento in poi troppi errori di gestione, cambi societari, proprietà nuove (o non?), viavai di giocatori e allenatori. Per la scelta di Modrić è stato un fattore importante che il Milan non parteciperà alle competizioni europee. Così avrà una partita alla settimana potendo giocare e aiutare Max Allegri a costruire una nuova squadra e un futuro più promettente. Poi, chissà che cosa succederà nel estate del 2026: il contratto che Modrić dovrebbe firmare dopo il Mondiale per Club prevede l’opzione per un’altra stagione…
Nel momento che sto scrivendo le “Robe de…” ho ricevuto soffiate dal Drosina che per la soap opera “Garcia all’Hajduk” siamo arrivati ai titoli di coda. Ieri doveva esserci il pagamento dei 430mila euro per la clausola liberatoria del tecnico uruguaiano. Da oggi, insomma, dovrebbe partire il nuovo ciclo dell’Istra con il ritorno a Pola, dopo nove anni, di Goran Tomić. Il calcio è fatto di cicli, più o meno lunghi, e quindi bisogna soltanto adattarsi. Con il nuovo tecnico i tifosi dell’Istra ora saranno concentrati sul mercato, perché in tal senso fonti del club trasmettono ottimismo. Lisica è andato alla Dinamo, partiranno anche Marešić e Koski, forse Valinčić, però l’Istra sta guadagnando e di conseguenza può anche spendere. Ecco, questo è il vero cambiamento dei cicli nell’Istra basco. Vediamo dove ci porterà…

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