ROBE DE MATTEONI La stessa vecchia storia

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ROBE DE MATTEONI La stessa vecchia storia
L'incontro Osijek-Istra 1961 il 25 maggio scorso. Foto Davor Javorovic/PIXSELL

La notizia del giorno, o della settimana, è che finalmente si respira un po’ di aria fresca. Dopo la “sauna” praticata nelle scorse settimane, la pioggia a dirotto ha portato un po’ di freschezza. Parlando del calcio polese, sembra tuttavia che l’atmosfera calda si è rinfrescata già da un paio di mesi. Dopo il bel girone di ritorno 2024/25 che ha scaldato gli animi della tifoseria e non solo, ci sembrava (anzi lo speravamo…) che l’Istra 1961 avesse finalmente imboccato la strada giusta. Tutto ciò che in dicembre dicevano i proprietari, annunciando maggiori investimenti nell’Istra e più fiducia alla “gente di casa”, pare sia svanito dopo il 25 maggio. I gialloverdi non sono riusciti a vincere a Osijek, dove bastava un gol per fare uno step storico, ovvero entrare nelle Coppe europee. Poi, quando Gonzalo Garcia se n’è infischiato dell’amore della gente di Pola andandosene a Spalato e dimenticando tutto ciò che raccontava sulla prospettiva di stabilirsi professionalmente e personalmente (familiare) a Pola, era fin troppo facile capire che per l’Istra 1961 sarebbero cambiate molte cose. Il direttore sportivo Saša Bjelanović ha bloccato subito Goran Tomić e in breve tempo i baschi e il tecnico di Sebenico hanno trovato l’intesa, affidandogli la panchina.
Il problema sono stati anche gli assalti delle grandi squadre verso i giocatori dell’Istra. La Dinamo ha subito messo le mani su Mateo Lisica e Moris Valinčić. L’Hajduk, dopo aver convinto Garcia a venire al Poljud, gli ha promesso dei rinforzi. Fra questi uno dei più gettonati era Dario Marešić. Garcia voleva pure Lovro Majkić, ma siccome l’Hajduk aveva già collocato nella casella portieri il nome di Ivica Ivušić, nessuno si è fatto avanti con l’estremo difensore. Fino a quando i greci dell’AEK non hanno capito che per la clausola di 200mila euro potevano ingaggiare un valido portiere.
Ormai da settimane da Spalato arrivano chiamate all’indirizzo di Marešić. I membri dello staff tecnico di Garcia gli “dichiarano amore”, invitandolo a raggiungere Spalato. Logico che il giocatore austriaco è lusingato e vorrebbe giocare per l’Hajduk, però il club del Poljud non ha la disponibilità finanziaria per pagare l’indennizzo richiesto dall’Istra. Ivan Rakitić ha anche contattato il diesse Bjelanović, ma il nocciolo della questione restano i soldi. Marešić, tra indennizzo e contratto verrebbe a costare 2-3 milioni all’Hajduk, il quale tentenna anche perché con l’eliminazione europea ha perso l’occasione di fare cassa…
L’Istra 1961 ha iniziato di conseguenza la preparazione senza diversi giocatori importanti che hanno lasciato il Drosina (Majkić, Lisica, Valinčić, Gagua), ma anche con 2-3 elementi che sono in… piena confusione di mercato. Tra questi il finlandese Ville Koski, che ha sì estimatori, ma non di tale portata come si aspettavano i baschi e il giocatore stesso. Koski non ha accettato la MLS, che voleva sborsare più di tutti. Vuole restare in Europa, però le offerte non soddisfano il club. Così il finlandese gioca con la testa altrove e non sarà un caso che è mancata proprio la sua… testa su tre cross in altrettante partite (Hajduk, Lokomotiva, Vukovar) che hanno portato al gol gli avversari e la perdita di punti all’Istra. Dario ha poi problemi di pubalgia e di conseguenza è facile capire perché la difesa gialloverde non è all’altezza.
Come dire, ogni estate si ripete la stessa storia, anche se sembrava che questa volta non sarebbe stato così. La società diceva che avrebbe venduto al massimo tre giocatori per motivi di bilancio. Ma anche i baschi cambiano come il… tempo. Adesso pare di capire che vogliono monetizzare Koski, Marešić e anche Lawal. Ma allora, di quanto detto e proclamato in gennaio chi se ne frega? Se è così, e lo vedremo molto presto (il mercato si chiude il 5 settembre), allora l’Istra 1961 avrà perso un’occasione storica per fare il salto di qualità. Così come i baschi avranno perso la credibilità con la tifoseria dopo averla illusa in dicembre dopo sei anni di delusioni…
Torniamo poi a un’altra vecchia storia del calcio croato. Tre turni ed ecco già accese polemiche sugli arbitraggi. È in atto una lotta di potere nella lussuosa casa del calcio dell’albergo Hilton. L’Hajduk, pare con l’appoggio della Dinamo, vuole cambiare le relazioni di potere dell’HNS. Con tutti questi frammenti di caos, che cosa e a chi si può chiedere dei regolamenti che vietano di negoziare con giocatori e allenatori che sono sotto contratto? Più che una domanda è una barzelletta…
Come canta Rod Stewart, “Is the same old story”. La stessa vecchia storia, pertanto è inutile perdere energie a proposito. Tanto non cambia nulla…

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