Dopo la brutta sconfitta in casa con l’Hajduk, l’Istra 1961 ha espugnato il Maksimir vincendo “in casa” della Lokomotiva per 2-1. A dire il vero, non mi aspettavo che ci riuscisse, per vari motivi. Innanzitutto, come da tradizione, le trasferte a Zagabria finiscono male per i gialloverdi. Che si giochi al Maksimir o, un tempo, nello stadio abbattuto di via Kranjčević, le soddisfazioni per i polesi sono state poche. Non hanno mai vinto contro la Dinamo e poche volte hanno conquistato i tre punti contro la Lokomotiva.
Guardando lo sviluppo della partita, sembrava che sarebbe stata la solita storia: i locali quasi subito in vantaggio e l’Istra senza verve, sterile in fase offensiva. I “ferrovieri” hanno poi fallito un paio di occasioni per segnare il 2-0, e sembrava logico pensare che se fosse successo, l’Istra non avrebbe avuto alcuna possibilità di portare a casa un risultato positivo.
Poi, come dicono i saggi, il calcio ha una regola non scritta: ti restituisce, nel momento in cui meno te lo aspetti, ciò che ti ha tolto quando eri convinto di vincere.
C’era ancora Goran Tomić al timone dell’Istra quando, in un caldo e afoso agosto, la sua squadra, dopo un secondo tempo travolgente, era in vantaggio 2-1. Ma all’ultimo secondo dei quattro minuti di recupero, gli ospiti pareggiarono dopo una mischia in area…
Questa volta, però, la Dea della fortuna è stata dalla parte dei gialloverdi. Antonio Maurić ha pareggiato con una punizione strepitosa e poi Israel Ayuma, appena rientrato dal Mondiale Under 20, ha siglato il 2-1, per una vittoria molto “pesante” in chiave classifica per l’Istra. Oriol Riera ha dimostrato ancora una volta di saper correggere le cose durante la partita. Ha schierato al momento giusto Nasraoui e Ayuma, poi Frederiksen, con l’accentramento di Lawal, e Lončar sulla fascia. Con un 3-4-3 ha messo in difficoltà l’avversario e proprio sull’asse Lončar-Frederiksen è arrivato l’assist per il primo gol di Ayuma.
Bisogna però dire che questi cambiamenti in corsa sono proprio la cartina tornasole su cui Riera deve lavorare nella preparazione delle partite.
Con i tre punti conquistati a Zagabria, l’Istra è ben piazzato in classifica: quinto posto insieme al Varaždin, a un punto dalla Lokomotiva che condivide il terzo posto con lo Slaven Belupo. Se sabato al Drosina arriverà la vittoria contro il Vukovar, l’Istra potrebbe domenica agganciare il terzo posto. Se non sbaglio, mai in questo periodo della stagione, ovvero ai primi di novembre, l’Istra si era trovato in questa posizione. Ma, come sempre, c’è un però…
Il Vukovar arriva a Pola pieno di fiducia ed entusiasmo, perché lunedì a Vinkovci ha battuto la Dinamo! Una partita altamente aggressiva della matricola, che dopo l’arrivo in panchina di Silvio Čabraja ha nettamente cambiato ritmo. Nelle cinque giornate da quando l’ex tecnico della Lokomotiva guida i slavoni, la squadra ha conquistato 7 punti su 15. Da non sottovalutare, il Vukovar ha vinto anche contro i campioni in carica del Rijeka (3-2) e ora si è confermato contro i vicecampioni della Dinamo! Il modo in cui lo ha fatto è un chiaro segnale d’avvertimento per i gialloverdi su cosa li aspetta nella partita di sabato.
L’Istra, a sua volta, ha cambiato allenatore in corsa come il Vukovar, ma Oriol Riera in cinque partite ha conquistato 10 punti! L’unica nota stonata resta la sconfitta casalinga contro l’Hajduk.Può l’Istra sabato confermare la crescita di gioco? Anche se al Drosina arriva l’ultima della classe, che è tutt’altro che in forma da fanalino di coda, per Riera e i suoi sarà una partitissima che potrebbe indirizzare la stagione. Con la vittoria si sale ai piani alti della classifica e si lascia il Vukovar a meno 9. Se si perde, invece, il decimo posto sarà solo a tre punti, il che significherebbe grande nervosismo.
Nella prossima partita al Drosina arriva la Dinamo, quindi la perdita di punti contro il Vukovar potrebbe significare un ridimensionamento della stagione e creare quell’atmosfera di battaglia per non retrocedere.
Per il Vukovar, che ha giocato sette partite in casa e soltanto quattro in trasferta, perdendole tutte, questa è un’ottima occasione per cambiare drasticamente il proprio destino.
Come detto la settimana scorsa, i due match con Lokomotiva e Vukovar 1991 diranno in quale direzione andrà la stagione dell’Istra. Nella tipica partita da tripla, un’eventuale vittoria dell’Istra può davvero alimentare le speranze dei tifosi e far sognare l’Europa. Anche se una sconfitta potrebbe riportare tutti al Drosina ai tempi bui degli anni passati (nono posto)…
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