ROBE DE MATTEONI Intrecci, vittorie e sconfitte memorabili

0
ROBE DE MATTEONI Intrecci, vittorie e sconfitte memorabili
Foto Roni Brmalj

Nella primavera di due anni fa l’Istra 1961 era in piena corsa per un posto in Europa. Era il secondo anno di Gonzalo García sulla panchina dei gialloverdi e la squadra giocava ad altissimi livelli. Nel turno precedente alla trasferta di Gorica, l’Istra disputò la famosa partita contro il Rijeka al Drosina, divenuta celebre per il “caso Erceg”. Ricordate come l’attaccante dell’Istra, che oggi gioca nel Gorica, si infuriò con l’arbitro Jakov Titlić e gli strappò di mano il taccuino su cui annotava i cartellini? Una partita infuocata, resa tale anche perché i locali erano irritati per l’espulsione di Mlinar al 70’. Titlić gli mostrò il cartellino rosso per un tackle su Frigan. Un fallo identico a quello che, qualche settimana fa a Gorica, un difensore locale commise su Marešić, però senza ricevere il rosso. Erceg pagò quell’espulsione con dieci giornate di squalifica e l’Istra perse 0-2. Ma la sanzione allo spalatino aprì spazio a Monsef Bakrar, fino ad allora considerato una riserva. L’algerino giocò alla grande e divenne fondamentale nella corsa al quarto posto…

All’epoca, l’allenatore del Gorica era Željko Sopić. La squadra di Turopolje, ultima in classifica, sembrava spacciata e all’80’ era sotto 1-3 contro l’Istra. Due gol di Bakrar, uno di Cáceres, e tutti sicuri che l’Istra avrebbe portato a casa i tre punti. Però in soli quattro minuti(!) il Gorica ribaltò il risultato portandosi sul 4-3. I gialloverdi, scioccati, acciuffarono il pareggio al 95’. Ma non finì lì: un minuto dopo il Gorica segnò ancora e vinse con un incredibile 5-4! Sopić, che poi avrebbe preso il posto di Jakirović al Rijeka (Sergej era sulla panchina fiumana nella partita del caso Erceg-Titlić), disse che proprio lì il Gorica iniziò a costruire una salvezza fino ad allora impossibile. L’Istra forse perse punti preziosi per l’Europa…

Qualche settimana fa Željko Sopić è diventato allenatore dell’”Osijek spacciato”. In casa, domenica sera, aspettava l’Istra per sbloccare la classifica e, con i tre punti, cambiare la dinamica negativa della stagione dell’Osijek. Praticamente tutti davano per spacciati i gialloverdi, anche se il motivo non era chiaro. Sopić e alcuni cronisti, sempre pronti a sparare giudizi, dicevano che l’Osijek aveva perso a Pola qualche mese fa pur “dovendo vincere perché sette volte più forte dell’Istra”. Un’ottima motivazione per i polesi, che non dimenticavano come a Osijek, nell’ultimo turno di maggio, i locali – già senza obiettivi di classifica – fecero di tutto per impedire all’Istra di vincere la partita che valeva un posto in Europa. Sopić, poi, è sempre quello che in diretta TV, quando allenava il Gorica, definì Pola e l’Istra una “cooperativa di contadini”. Era furioso per una sconfitta meritata, ma cercò l’alibi altrove…

Siamo in mezzo ai tanti intrecci Istra-Gorica-Rijeka-Osijek, tra partite, sconfitte e vittorie storiche. Ecco, domenica sera Sopić e l’Osijek l’hanno vista davvero brutta contro l’Istra 1961. Non solo non hanno vinto, come speravano, ma sono stati “massacrati” dai gialloverdi (in versione granata) con un 5-1 che parla da sé. La peggior sconfitta della storia dell’Osijek e la vittoria più larga nella storia dell’Istra in Prima Lega! A essere sinceri, nessuno se l’aspettava, anche perché l’arbitro Pajač ancora una volta ha dimostrato di avere “i suoi” criteri quando si tratta dell’Istra. Sul 1-0 non ha visto un fallo di mano del difensore dell’Osijek e poi, richiamato dal VAR, è rimasto sulla sua decisione. Niente rigore e molta preoccupazione tra i tifosi, che temevano che il vantaggio non durasse. Ma Smail Prevljak e Stjepan Lončar avevano altri programmi: nel giro di pochi minuti hanno confezionato il 2-0 e poi il 3-0. L’Osijek era già fuori dalla partita, così come – sembra – sarà fuori dai ranghi Pajač, che, secondo fonti ben informate, ha preso un voto negativo per quell’errore. Lo ha confermato anche il capo degli arbitri, Bernard Layec, nell’analisi ufficiale. Incredibile, per una volta il francese ha dato ragione all’Istra e non ai suoi arbitri! Ma forse era inevitabile: è stata una serata storica alla Opus Arena per l’Istra, per l’Osijek, per Prevljak…

Domenica 14 dicembre al Drosina ci sarà un nuovo derby dei vicini. Il Rijeka arriva con un allenatore spagnolo che, da giovane tecnico del Deportivo La Coruña, allenava anche l’ex centravanti Oriol Riera. Oggi Riera è l’allenatore dell’Istra, che nella prima sfida contro Victor Sanchez strappò uno 0-0 difensivo a Rujevica. Era solo la seconda partita di Riera alla guida dei polesi, dopo la vittoria al debutto contro l’Osijek. Da quei giorni l’Istra, con un tecnico spagnolo accolto inizialmente con grande scetticismo, viaggia a ritmi da “scudetto”. In dieci turni, con Riera, l’Istra ha ottenuto 18 punti, secondo solo alla Dinamo che ne ha 19. Comprensibile il cambio di umore intorno al Drosina. Ma eccoci al punto del derby dei vicini: il Rijeka, campione in carica, sta crescendo con Sanchez. La compagine biancocrociata, che ha vinto anche la Coppa di Croazia e naviga stabilmente in Europa, ha una tradizione così forte contro l’Istra che resta favorito nelle partite al Drosina. Non solo: su 69 confronti il Rijeka ne ha vinti 44 e l’Istra solo 8. E anche a Pola la supremazia fiumana è netta: in 34 trasferte dal 2005 il Rijeka ha trionfato 20 volte, l’Istra 6. Negli ultimi dieci incontri siamo 6-2 per il Rijeka, e nelle ultime quattro partite giocate al Drosina gli ospiti hanno vinto tre volte e pareggiato una…

Insomma, tutto è possibile in un derby, ma il favorito logico resta il Rijeka. Che, tra l’altro, è protagonista anche della peggior sconfitta dei gialloverdi nella storia della Prima Lega: nel maggio 2019 i fiumani “asfaltarono” le ambizioni dei locali segnando ben 7 reti (a zero). Come dire: nei momenti felici, bisogna sempre ricordare dove sta la realtà…

Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.

L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.

No posts to display