Con gli impegni di Rijeka, Hajduk e Varaždin nelle coppe europee si è alzato il sipario sulla stagione 2025/26 delle squadre croate.
Il Rijeka è sceso in campo per primo essendo impegnato nei preliminari di Champions League. Contro i bulgari del Ludogorets, dominatori in patria e con una notevole esperienza in campo internazionale, i biancocrociati hanno disputato una buona gara. Per “buona” s’intende che hanno concesso poco ai campioni di Bulgaria. Se fossero stati più concreti là davanti, i fiumani avrebbero potuto compiere un importante passo verso l’obiettivo qualificazione. Però tutto dipende dall’allenatore. La filosofia di Đalović è: se attacchiamo di più, rischiamo di più in difesa. In un certo senso è comprensibile la sua dottrina dopo che la scorsa estate si era beccato cinque sberle dall’Olimpija. D’altro canto però il vecchio proverbio dice che chi non risica non rosica…
Se il Rijeka dovesse essere eliminato dalla Champions c’è comunque l’alternativa chiamata Europa League. In quel caso i campioni di Croazia se la vedrebbero con gli irlandesi dello Shelbourne, battuti in casa dagli azeri del Qarabag con un secco 3-0 nella sfida d’andata. Vincendo si assicurerebbero come minimo un posto nella fase campionato di Conference League.
Detto questo, dal Rijeka di Đalović ci si attendeva maggiore coraggio e un calcio più offensivo. Poi per carità, è facile parlare standosene comodamente seduti in tribuna…
Il tecnico montenegrino potrà impostare a Razgrad la tattica che preferisce, in questo caso una difesa solida per poi aspettare l’occasione giusta per colpire in contropiede. Sta di fatto che il Rijeka non ha giocatori velocissimi nelle ripartenze e di consguenza deve costruire bene la manovra. Tra l’altro, tifosi e giornalisti non sarebbero gli unici a pensare che il Rijeka dovrebbe osare di più. Da più parti mi giungono infatti voci secondo cui tra patron Mišković e Đalović non ci sarebbe piena sintonia. A quanto pare tra i due ci sarebbe una differenza di vedute per quanto riguarda il mercato. Il numero uno del Rijeka ha parlato in tono euforico dei giocatori arrivati a Rujevica. Vedremo come andrà a finire. Non solo a Razgrad bensì l’intero cammino europeo e le prime cinque giornate di campionato. Mišković sta per cedere Fruk, Radeljić e Janković ai migliori offerenti. Tre dei principali artefici del doblete e senza i quali il Rijeka non sarà più la stessa squadra. Da quel momento per Đalović inizierà un nuovo ciclo, anche se al Rijeka le ambizioni e aspettative restano altissime.
Nella trasferta a Baku con lo Zira, l’Hajduk ha mostrato tre volti diversi. Nel primo tempo, con una squadra abbastanza ringiovanita, ha sofferto parecchio le ripartenze degli azeri. Nella ripresa, complice l’ingresso di alcuni giocatori di maggiore esperienza, avrebbe potuto anche vincere la partita. Il terzo aspetto è che, in entrambi i casi, l’Hajduk di Gonzalo Garcia non ha saputo esprimere i valori con i quali ambire a vincere il titolo in campionato. Gli spalatini stanno cercando di rinforzare la rosa dopo alcune cessioni (Prpić, Uremović) dettate da esigenze finanziarie. Si parla di Rebić, Marešić e di altri giocatori con i quali sono stati avviati dei contatti. Al momento è certo soltanto l’arrivo di Ron Raci, centrale difensivo dei kosovari del Prishtina. C’è ancora oltre un mese di tempo per operare sul mercato, ma si avverte già una certa tensione. Senza innesti di qualità l’Hajduk si ritroverà in difficoltà nelle prime partite di agosto. Se poi le due rivali dovessero assolvere il proprio compito, allora sarà complicato ribaltare le sorti della lotta per il titolo. Pur avendo rivoluzionato praticamente l’intera rosa, così come la guida tecnica, la Dinamo di Boban ha fatto un mercato faraonico per quelli che sono gli standard della SHNL. Bisognerà oliare i meccanismi della squadra, ma la qualità individuale dei giocatori della Dinamo è di gran lunga superiore a quella delle concorrenti. Soltanto il Rijeka, qualora mantenesse l’attuale ossatura, potrebbe mettere i bastoni tra le ruote agli zagabresi.
L’Istra ha cambiato parecchio il proprio look: ceduti alcuni “big”, sono arrivati giocatori decisamente interessanti. Goran Tomić sembra soddisfatto della rosa a disposizione e del lavoro svolto finora. Ma l’inserimento dei nuovi arrivati, per quanto forti siano, richiede tempo. Oggi nella prova generale contro l’Orijent si vedrà di che pasta è fatta la squadra. Una settimana dopo ecco il primo grande test, al Poljud di Spalato contro l’Hajduk dell’ex Garcia, che darà una prima risposta in merito alle potenzialità dell’Istra targato Tomić.
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